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Stretta barriere architettoniche 75

La stretta per il bonus barriere architettoniche dal 1 gennaio 2024

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Le restrizioni del nuovo decreto Superbonus per il bonus barriere architettoniche: quali sono gli interventi ammessi e lo stop a sconto in fattura e cessione del credito. Scopri le novità

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.L. 212/2023 (salva Superbonus), arriva la principale stretta riguardante l’art. 119-ter del D.L. 34/2020. L’obiettivo principale è quello di concentrare il bonus sull’eliminazione delle barriere architettoniche, garantendo che venga utilizzato in modo appropriato. Di seguito, vediamo insieme  le principali novità.

Bonus barriere architettoniche: le principali modifiche

Il nuovo decreto ha introdotto importanti restrizioni per quanto riguarda il bonus barriere architettoniche. In particolare le principali novità riguardano:

  1. focalizzazione sugli interventi essenziali;
  2. fine delle opzioni di sconto in fattura e cessione del credito;
  3. asseverazione e tracciabilità dei pagamenti;
  4. salvaguardia per lavori in corso e accordi stipulati.

Focalizzazione sugli interventi essenziali

Uno dei cambiamenti più significativi riguarda la focalizzazione del bonus su interventi specifici volti all’eliminazione delle barriere architettoniche. A partire dal 1° gennaio 2024, il bonus è disponibile solo per interventi specifici, tra cui l’installazione e la modifica di scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici.

Questo significa che interventi diversi da quelli sopra elencati non saranno più ammissibili per il bonus. L’obiettivo è concentrare l’agevolazione su misure direttamente connesse all’abbattimento delle barriere architettoniche, garantendo un impiego più mirato delle risorse.

Inoltre alcuni interventi precedentemente ammissibili, ora sono stati esclusi dal bonus. In particolare, non sarà più possibile includere nell’agevolazione interventi relativi all’automazione di:

  • porte;
  • tapparelle;
  • saracinesche;
  • imposte;
  • persiane automatiche;

Fine delle opzioni di sconto in fattura e cessione del credito

L’art. 3 del D.L. 212/2023 sancisce che a partire dal 1° gennaio 2024, non sarà più possibile usufruire delle opzioni di sconto in fattura o cessione del credito per questa detrazione fiscale. Tuttavia, sono presenti alcune eccezioni specifiche:

  • per i condomini, in relazione a interventi su parti comuni di edifici a prevalente destinazione abitativa;
  • per le persone fisiche, in relazione a interventi su edifici unifamiliari o unità abitative site in edifici plurifamiliari, a condizione che il contribuente:
    • sia titolare di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull’unità immobiliare;
    • abbia adibito la stessa unità immobiliare ad abitazione principale;
    • abbia un reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro. Tale requisito reddituale non si applica se nel nucleo familiare del contribuente è presente un soggetto in condizioni di disabilità accertata.

Asseverazione e tracciabilità dei pagamenti

Per garantire il corretto utilizzo del bonus e prevenire abusi, è stato introdotto l’obbligo di un’apposita asseverazione per il rispetto dei requisiti. Questa asseverazione dovrà essere rilasciata da tecnici abilitati ed è finalizzata a verificare la conformità degli interventi alle normative.

Inoltre, è stata stabilita la necessità di tracciabilità dei pagamenti. Ciò significa che i pagamenti dovrebbero avvenire attraverso il cosiddetto “bonifico parlante”, che consente un controllo più accurato delle transazioni legate all’agevolazione.

Salvaguardia per lavori in corso e accordi stipulati

Il decreto prevede una salvaguardia per i lavori in corso e i contratti che hanno già previsto un versamento di acconto prima dell’entrata in vigore delle nuove regole. Per essere esenti dalle restrizioni, è necessario che, in data precedente all’entrata in vigore del decreto:

  •  sia stata presentata una richiesta per il titolo abilitativo, se necessario;
  •  i lavori siano già iniziati nel caso di edilizia libera;
  •  nel caso in cui i lavori non siano ancora iniziati, sia stato stipulato un accordo vincolante tra le parti per la fornitura dei beni e dei servizi previsti dai lavori, e sia stato versato un acconto sul prezzo pattuito. È importante notare che la semplice accettazione di un preventivo non è sufficiente per beneficiare delle disposizioni di salvaguardia.

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