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La costruzione di una tettoia deve rispettare le distanze legali?

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La realizzazione di una struttura metallica con tettoia sul muro di confine, anche se priva di pareti di chiusura, è da considerarsi a tutti gli effetti una costruzione ai fini della distanza dal confine.

La realizzazione di una struttura metallica con tettoia sul muro di confine, anche se priva di pareti di chiusura, è da considerarsi a tutti gli effetti una costruzione ai fini della distanza dal confine.
Questo è quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con Sentenza n. 16776 del 2 ottobre 2012 nel rispetto delle distanze tra edifici, ai sensi dell’art.873 del Codice Civile, che impone la misura di almeno 3 metri come distanza legale.

Il caso riguarda la realizzazione di una tettoia da parte di un circolo di tennis e il proprietario del terreno confinante il quale, presentato ricorso in Cassazione, chiede la rimozione della stessa e il risarcimento per i danni provocati dalla costruzione sul proprio muro confinante.

La risposta della Cassazione è positiva: la tettoia in questione è da considerarsi una costruzione avendo i caratteri della stabilità, consistenza ed immobilizzazione al suolo e, in quanto tale, deve rispettare le norme del codice sulle distanze minime.
Gli ermellini, dopo il rigetto di primo e secondo grado, accolgono il ricorso del proprietario del fondo: sia per il risarcimento del danno che per la rimozione della tettoia.

Clicca qui per scaricare la Sentenza del 2 ottobre 2012, n. 16776

 
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