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La cessione del credito per il Superbonus è soggetta a IVA?

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Con il nuovo interpello posto alle Entrate viene chiarito quando la cessione del credito ha natura finanziaria e quindi è esente da IVA

L’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 369/2021, chiarisce alcuni aspetti legati alla cessione del credito per interventi agevolabili con il Superbonus.

Il quesito posto al Fisco

Una società di consulenza agli operatori del settore dei serramenti esterni, intende procedere all’acquisto e successiva cessione a soggetti terzi di crediti d’imposta derivanti dall’applicazione dell’articolo 121 del DL n. 34/2020 (decreto Rilancio).

L’istante chiede se possa acquistare crediti d’imposta derivanti dalla trasformazione delle detrazioni fiscali per spese relative ad:

  • interventi di efficienza energetica di cui all’articolo 14 del DL n. 63/2013, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 90/2013;
  • interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del TUIR per le quali, al posto dell’utilizzo diretto della detrazione, è possibile optare alternativamente tra uno sconto sul corrispettivo dovuto per tali interventi e/o la cessione del credito ad altri soggetti.

Nel caso di specie, la società intende acquistare tali crediti d’imposta da soggetti con i quali intercorre un rapporto contrattuale di consulenza e che hanno applicato l’articolo 121 del decreto Rilancio.

I crediti d’imposta acquistati dall’istante verranno poi utilizzati in parte in compensazione tramite modello F24, e, per la parte inutilizzata, saranno oggetto di successiva cessione a soggetti terzi (tra i quali anche intermediari finanziari).

Nello specifico l’istante quindi chiede quali siano gli adempimenti fiscali e le eventuali formalità necessarie (ossia il trattamento IVA e l’eventuale applicazione di imposta di registro) per la cessione dei crediti acquistati di cui in premessa.

La risposta dell’Agenzia

Per quanto attiene il trattamento ai fini dell’IVA, si fa presente che la cessione dei crediti in denaro può dar luogo:

  • ad operazioni di natura finanziaria, rientranti nel campo di applicazione dell’IVA tra le operazioni esenti di cui all’articolo 10, primo comma, n. 1) del DPR n. 633 del 1972;
  • o ad operazioni di natura non finanziaria, escluse dal campo applicativo dell’IVA ai sensi dell’articolo 2, terzo comma, lettera a) del predetto decreto.

In linea generale per le Entrate, ogniqualvolta l’operazione di cessione del credito è con finalità di finanziamento, l’operazione rientra tra quelle esenti da IVA.

L’esenzione dell’IVA

Ciò posto, ferma restando la verifica della regolamentazione privatistica dei rapporti tra le parti non oggetto di esame da parte dell’Agenzia, nel caso in esame si è del parere che la cessione dei crediti d’imposta Ecobonus/Sismabonus, se effettuata tra le parti dietro corrispettivo abbia finalità e natura finanziaria, rientrando, agli effetti dell’IVA, tra le operazioni esenti.

Ne consegue che:

  • l’emissione della fattura non è obbligatoria, se non è richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione;
  • non è soggetto all’obbligo di certificazione mediante scontrino o ricevuta fiscale;
  • in fase di prima applicazione, l’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri  non si applica.

In relazione alla cessione del credito, il cessionario ha comunque la facoltà di fatturare, anche a richiesta della controparte, l’operazione in esenzione ai sensi dell’art.10, primo comma, n. 1) del DPR n. 633 del 1972, indicando nella stessa l’ammontare del corrispettivo pattuito nell’accordo contrattuale per la cessione.

Le imposte di registro

Nel caso in esame per corrispettivo deve intendersi l’ammontare della commissione pattuita tra le parti per la cessione del credito (intesa come compenso per l’anticipo dell’importo del credito, o come specificato dall’istante “provento pari alla differenza positiva da acquisto crediti”).

Da ciò deriva che, ai fini dell’imposta di registro, occorre tener conto del principio di alternatività IVA-Registro.

In via generale, ricorda l’Agenzia, le operazioni esenti, nel campo di applicazione dell’IVA, in quanto atto di cessione di crediti avente natura finanziaria, risultano soggette a registrazione in caso d’uso se redatto per scrittura privata non autenticata, ed in termine fisso se redatto tramite atto pubblico o scrittura privata autenticata.

In caso di registrazione l’imposta è dovuta in misura fissa.

Tuttavia, il caso di specie, avendo ad oggetto la cessione di un credito di imposta, è riconducibile alla disciplina recata per gli atti per i quali non sussiste l’obbligo di chiedere la registrazione.

Pertanto, come richiesto dall’interpellante, si ritiene che l’atto di cessione del credito di imposta formalizzato tramite scrittura privata non è soggetto all’obbligo di registrazione, ai sensi dell’articolo 5 della Tabella allegata al TUR.

 

Clicca qui per scaricare l’interpello 369/2021

 

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