Lavori pubblici

La Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici

Cos’è e come funziona la banca dati nazionale dei contratti pubblici secondo il codice appalti: tutte le informazioni utili

Il nuovo codice dei contratti pubblici si basa su un pilastro fondamentale: la digitalizzazione delle procedure di appalto pubblico.

L’obiettivo – condiviso con il PNRR – è accompagnare tutti gli attori coinvolti nel sistema (stazioni appaltanti, operatori economici ed enti pubblici) nel passaggio verso un ecosistema di e-procurement integralmente digitale, più trasparente ed efficiente.

In questa ottica si inserisce la banca dati nazionale dei contratti pubblici. Di cosa si tratta esattamente?

Le pubbliche amministrazioni sono chiamate a fare un salto in avanti e devono farlo in tempi brevi e nella maniera più appropriata possibile. Ti consiglio di consultare gratuitamente esperti che possano aggiornarti e guidarti sugli appalti secondo le nuove regole del codice.

Cos’è la Banca dati nazionale dei contratti pubblici?

La banca dati nazionale dei contratti pubblici (BDNCP) – istituita presso ANAC – è l’asse portante del nuovo sistema infrastrutturale, l’e-procurement.

Si tratta di un portale grazie al quale è possibile accedere a tutta la documentazione riferita agli operatori economici circa il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario per la partecipazione alle gare d’appalto. In questo modo si ha la visione dell’intero ciclo di vita del contratto: dalla programmazione all’esecuzione.

Istituita dall’articolo 62-bis del Codice dell’Amministrazione Digitale, la banca dati nazionale dei contratti pubblici è una sorta di “portale unico per gli appalti” che ha l’importante finalità di mettere insieme tutti i dati dei contratti pubblici di qualsiasi importo e tipologia per garantire trasparenza e tracciabilità delle procedure di gara e delle fasi antecedenti e successive, valorizzando il patrimonio infrastrutturale e di dati già in possesso dell’ANAC.

Si tratta allo stesso tempo di uno strumento per monitorare e verificare il rispetto delle regole per tutelare la legalità e l’azione corretta della pubblica amministrazione.

Già dal 2013 le stazioni appaltanti devono verificare il possesso dei requisiti di partecipazione esclusivamente tramite la BDNCP.

Centrale per l’alimentazione della banca dati nazionale dei contratti pubblici è la piattaforma nazionale degli appalti pubblici, che interopera con le piattaforme digitali di e-procurement utilizzate dalle stazioni appaltanti per la digitalizzazione di tutte le fasi della gara pubblica.

Quali dati è possibile trovare nella banca dati nazionale dei contratti pubblici?

La banca dati nazionale dei contratti pubblici è formata da una serie di sezioni:

  1. Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti (AUSA)
  2. Piattaforma contratti pubblici (PCP)
  3. Piattaforma per la pubblicità legale degli atti
  4. Fascicolo virtuale dell’operatore economico (FVOE)
  5. Casellario Informatico
  6. Anagrafe degli operatori economici

Le sezioni sono in continuo aggiornamento, l’ANAC può stabilire, con propri provvedimenti, di individuarne di nuove ed implementarle a quelle esistenti.

Serve a favorire la riduzione degli oneri amministrativi derivanti dagli obblighi informativi ed assicurare l’efficacia, la trasparenza e il controllo in tempo reale dell’azione amministrativa per l’allocazione della spesa pubblica in lavori, servizi e forniture, anche al fine del rispetto della legalità e del corretto agire della pubblica amministrazione e prevenire fenomeni di corruzione.

La BDNCP è normata dall’art. 23 del D.L.gs. 36/2023.

Banca Dati Nazionale Contratti Pubblici: il ruolo dell’ANAC

La titolarità della banca dati nazionale dei contratti pubblici è in via esclusiva dell’ANAC, abilitante l’ecosistema nazionale di e-procurement e ne sviluppa e gestisce i servizi. L’ANAC individua con propri provvedimenti le sezioni in cui si articola la banca dati.

Il sistema di interoperabilità alla base della Banca Dati Nazionale Contratti Pubblici

Per valorizzare il patrimonio informativo, l’articolo 23 del codice appalti, prevede un sistema di interoperabilità della BDNCP.

La Banca dati nazionale dei contratti pubblici è interoperabile con:

  • le piattaforme di approvvigionamento digitale utilizzate dalle stazioni appaltanti e dagli enti concedenti;
  • il portale dei soggetti aggregatori per la digitalizzazione di tutte le fasi del ciclo di vita dei contratti pubblici;
  • la piattaforma digitale nazionale dati;
  • le basi di dati di interesse nazionale;
  • tutte le altre piattaforme e banche dati dei soggetti coinvolti nell’attività relativa al ciclo di vita dei contratti pubblici.

I soggetti coinvolti nell’attività relativa al ciclo di vita dei contratti, ove non già accreditati alla piattaforma digitale nazionale dati di cui all’articolo 50-ter del D.Lgs. 82/2005, sono tenuti a:

  • accreditarsi alla piattaforma digitale nazionale;
  • accreditarsi alla banca dati nazionale dei contratti pubblici;
  • sviluppare le interfacce applicative;
  • rendere disponibili le proprie basi dati, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e nel rispetto delle linee guida dell’Agenzia per l’Italia digitale (AGID) in materia di interoperabilità.

Quali informazioni devono essere trasmesse alla BDNCP?

L’ANAC, con la delibera 261 del 20 giugno 2023, individua le informazioni che le stazioni appaltanti e gli enti concedenti sono tenuti a trasmettere alla BDNCP. Tramite piattaforme di approvvigionamento certificate devono essere trasmesse le informazioni riguardanti:

  • programmazione
    • il programma triennale ed elenchi annuali dei lavori;
    • il programma triennale degli acquisti di servizi e forniture;
  • progettazione e pubblicazione
    • gli avvisi di pre-informazione;
    • i bandi e gli avvisi di gara;
    • avvisi relativi alla costituzione di elenchi di operatori economici;
  • affidamento
    • gli avvisi di aggiudicazione ovvero i dati di aggiudicazione per gli affidamenti non soggetti a pubblicità;
    • gli affidamenti diretti;
  • esecuzione
    • la stipula e l’avvio del contratto;
    • gli stati di avanzamento;
    • i subappalti;
    • le modifiche contrattuali e le proroghe;
    • le sospensioni dell’esecuzione;
    • gli accordi bonari;
    • le istanze di recesso;
    • la conclusione del contratto;
    • il collaudo finale;
  • ogni altra informazione che dovesse rendersi utile per l’assolvimento dei compiti assegnati all’ANAC dal codice e da successive modifiche e integrazioni.

Sempre nella delibera 261/2023 l’ANAC ricorda che le piattaforme di approvvigionamento digitale sono certificate dall’AGID e iscritte nel Registro delle piattaforme certificate gestito dall’ANAC secondo le indicazioni contenute nel provvedimento Agid “Requisiti tecnici e modalità di certificazione delle Piattaforme di approvvigionamento digitale”.

Mediante tali piattaforme, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti:

  • svolgono digitalmente le attività e i procedimenti amministrativi connessi al ciclo di vita dei contratti pubblici;
  • assolvono agli obblighi in materia di pubblicità legale degli atti;
  • assolvono agli obblighi di comunicazione nei confronti dell’ANAC di cui all’articolo 222, comma 9, del codice;
  • assolvono agli obblighi in materia di trasparenza di cui al decreto legislativo n. 33/2013 da adempiere mediante comunicazione alla BDNCP secondo quanto previsto nel provvedimento ex art. 28, co. 4;
  • garantiscono l’accesso agli atti di cui all’articolo 35 del codice secondo quanto previsto nel provvedimento ex art. 28, co. 4;
  • inseriscono le notizie utili nel Casellario informatico di cui all’articolo 222, comma 10, del codice;
  • utilizzano il FVOE con le modalità individuate nel provvedimento di cui all’articolo 24 del codice.

 

 

 

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Pubblicato da Redazione Tecnica

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