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Impianto elettrico cucina

L’impianto elettrico per la cucina

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Tutto sull’impianto elettrico per la cucina: normative, misure di riferimento e informazioni utili

La progettazione di un impianto elettrico per la cucina rappresenta uno degli aspetti più critici e complessi nell’ambito delle costruzioni e delle ristrutturazioni edilizie.

La cucina è, infatti, uno dei locali della casa più esigenti dal punto di vista elettrico, dovendo alimentare una vasta gamma di elettrodomestici e apparecchiature, dalle più comuni come frigoriferi e forni, fino a quelle più specifiche come abbattitori di temperatura e piastre ad induzione. Un impianto elettrico realizzato a regola d’arte non solo garantisce la funzionalità e l’efficienza energetica della cucina, ma è anche fondamentale per assicurare la sicurezza degli utenti e la conformità alle normative vigenti.

In questo articolo evidenzieremo l’importanza di progettare un impianto elettrico per la cucina che rispetti gli standard qualitativi e normativi, soffermandoci sui requisiti tecnici da rispettare. Analizzeremo le normative di riferimento (come la CEI 64-8).

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Impianto elettrico cucina

Secondo una stima due terzi dei 12 milioni di abitazioni (quelle costruite prima del 1990) hanno impianti elettrici non conformi. Ogni anno si registrano, infatti, oltre 45.000 incidenti domestici causati proprio da malfunzionamenti degli impianti elettrici. Per cercare di arginare e tentare di risolvere questo problema è stata pubblicata una nuova variante della Norma CEI 64-8, norma di riferimento per gli impianti elettrici. Questo aggiornamento, integrato nella nuova settima edizione della Norma CEI 64-8, è stato sviluppato secondo quanto previsto dal D.M. 37 del 22 gennaio 2008.

La modifica introdotta presenta innovazioni significative che comportano un impatto rilevante sulle abitazioni e sul settore edilizio. Oltre a garantire la sicurezza degli impianti, la nuova norma stabilisce requisiti minimi di prestazioni e funzionalità, includendo anche la domotica. Progettare, installare e certificare un impianto elettrico in cucina significa rispettare pedissequamente le normative vigenti.

Viste le disposizioni da rispettare e le norme tecniche da seguire, ti consiglio di utilizzare un software professionale di progettazione impianti elettrici con il quale realizzare il tuo progetto e gestire tutte le fasi del progetto in un unico ambiente di lavoro, in maniera semplice e integrata: disegno planimetrico di impianti elettrici e multiservizio, progetto dei quadri elettrici e dell’impianto di terra, calcolo e dimensionamento, redazione di elaborati, relazioni tecniche e computo metrico, ecc.

Impianto elettrico cucina: normativa di riferimento

Le principali normative di riferimento per l’installazione di un impianto elettrico in cucina sono le seguenti:

  • norma CEI 64-8: è fondamentale per la progettazione e l’installazione degli impianti elettrici in ambito civile. Include i requisiti di sicurezza e funzionalità per gli impianti elettrici a bassa tensione, ovvero con tensione nominale fino a 1000 V in corrente alternata e fino a 1500 V in corrente continua;
  • guida CEI 64-50: integra la norma CEI 64-8 fornendo indicazioni pratiche per garantire un’ergonomia ottimale delle prese e dei comandi elettrici. Include raccomandazioni sulle altezze e posizionamento dei componenti elettrici;
  • regolamento (CE) n. 852/2004: si tratta del regolamento europeo sull’igiene dei prodotti alimentari. Anche se non è specifico per gli impianti elettrici, è fondamentale per le cucine professionali, stabilendo requisiti generali di igiene che influenzano anche la progettazione degli impianti;
  • D.P.R. n. 327 del 26 marzo 1980: decreto che regola l’igiene e la sicurezza nei luoghi di lavoro, compresi gli ambienti delle cucine;
  • regolamenti edilizi locali e regolamenti di igiene: ogni comune può avere regolamenti edilizi specifici e regolamenti di igiene che devono essere rispettati nella progettazione e installazione degli impianti elettrici in cucina;
  • direttive delle ASL locali: le Aziende Sanitarie Locali (ASL) possono fornire indicazioni specifiche per garantire la sicurezza e l’igiene nei locali adibiti alla preparazione degli alimenti;
  • direttive del comando dei Vigili del Fuoco: indicazioni e requisiti specifici per la prevenzione degli incendi, particolarmente rilevanti per le cucine che utilizzano apparecchiature con potenza termica significativa.

Impianto elettrico in cucina

Per poter realizzare un impianto elettrico in cucina bisogna attenersi alla norma CEI 64-8. L’allegato aggiuntivo della norma CEI 64-8, pubblicato nel 2011, ha l’obiettivo di fornire prescrizioni addizionali agli impianti elettrici per assicurare agli utenti un livello “standard” di riferimento per le dotazioni degli impianti stessi. L’Allegato ha valore normativo, pertanto le prescrizioni in esso contenute sono obbligatorie. L’allegato individua livelli minimi delle dotazioni impiantistico-funzionali, il campo applicativo è quello residenziale, ovvero degli impianti elettrici di unità immobiliari a uso residenziale situate all’interno dei condomini o poste entro unità abitative mono o plurifamiliari (ad esempio ville, villette).

Misure impianto elettrico cucina: come posizionare le prese?

Le prese a muro necessarie per l’utilizzo di elettrodomestici come frigorifero, forno, congelatore ecc., ad esempio, devono essere poste a 30 cm dal piano di calpestio, mentre ulteriori prese e tutti gli interruttori si devono collocare a 110 centimetri dal piano di calpestio, quindi comodi a usare, risultando posizionati sopra al top. Va però rispettata almeno una distanza di 60 cm sia dal lavello e sia dai fornelli.

Per quanto riguarda il posizionamento dei punti presa, precisiamo che devono essere utilizzati quelli di genere standard e altri di tipologia Schuko, adatti per apparecchi caratterizzati da alta potenza (16 ampere) e ne deve essere installato un numero tale da poter dare la necessaria alimentazione ad ogni elettrodomestico/apparecchio previsto.

Da considerare poi che, in caso di guasto ad un elettrodomestico, potrebbe essere necessario interrompere la corrente ad uno solo di essi. Per questo motivo, quando non è possibile staccare con facilità la presa di alcuni elettrodomestici (forno, frigorifero) è consigliabile installare un interruttore bipolare dal quale si può staccare l’alimentazione dell’elettrodomestico senza dover interrompere l’intera linea.

Per un livello 1 (o livello base, nei livelli prestazionali secondo la CEI 64-8) sono consigliati:

  • 5 punti presa (di cui 2 devono essere posti in corrispondenza del piano di lavoro);
  • 1 punto luce.

solitamente così disposti:

  • 1 o 2 prese nei pressi della porta;
  • i restanti sopra il piano di lavoro vicino agli elettrodomestici (piano cottura, frigo, lavastoviglie) e vicino ai piccoli elettrodomestici (fornetto, macchinetta del caffè).

Impianto elettrico per cucina: l’illuminazione

Il progetto dell’illuminazione della cucina viene spesso trascurato. La disposizione delle lampade invece è molto importante e va studiata non solo come elemento funzionale, ma anche come elemento estetico ed emozionale: si può infatti ottenere un ambiente caldo e familiare attraverso un giusto rapporto di luci ed ombre.

Un locale troppo radioso appiattisce le forme ed elimina ogni suggestione e troppi contrasti di luce affaticano la vista.

È opportuno perciò utilizzare più sorgenti luminose per sottolineare particolari che creano atmosfera e nello stesso tempo utilizzare una luce diffusa per non stancare gli occhi. Anche i colori delle luci sono importanti. I neon che emettono raggi freddi sono eccitanti e fastidiosi. È preferibile utilizzare led a luce calda.

Progetto impianto elettrico cucina ristorante

Progettare una cucina per ristorante richiede attenzione alle normative di sicurezza, igiene e funzionalità degli spazi. Le normative di riferimento includono il regolamento CE n. 852 del 2004, il D.P.R. n. 327 del 1980, il D.M. del 12 aprile 1996, oltre ai regolamenti edilizi e d’igiene locali, direttive delle ASL e dei Vigili del Fuoco. La cucina deve garantire sicurezza e igiene, con una chiara organizzazione dei percorsi e delle funzioni. Per ristoranti fino a 50 posti è necessaria una superficie minima di 20 m2, mentre per oltre 100 posti sono richiesti ambienti aggiuntivi per la lavorazione della carne e il lavaggio delle verdure. L’altezza minima è di 3 m, con deroghe possibili in casi specifici.

Progetto di una cucina per ristorante elaborato con Edificius

L’illuminazione deve avere un rapporto di superficie illuminante di 1 a 10 e l’aerazione di 1 a 20. Le cappe aspiranti devono essere presenti sopra i piani cottura. Il pavimento deve essere lavabile e impermeabile, con inclinazione verso un tombino sifonato e le pareti devono essere lavabili fino a 2 m da terra. Locali accessori come la dispensa e il magazzino devono essere salubri e lavabili. Il locale destinato al lavaggio delle stoviglie, deve avere una superficie minima di 5 m2.

Le attrezzature includono tavoli di preparazione in acciaio inox, piani cottura centrali con cappe, lavelli con comando a pedale o fotocellula, frigoriferi e congelatori per la conservazione degli alimenti e un abbattitore per la conservazione ottimale. È fondamentale separare i percorsi puliti, per la preparazione e il servizio, dai percorsi sporchi destinati al lavaggio, per garantire l’igiene.

Ti consiglio di scaricabile e utilizzare il software di progettazione edilizia per sviluppare il tuo progetto. Puoi anche scaricare un modello 3D BIM (file .edf) del progetto di una cucina per ristorante.

 

 

Edificius-MEP

 

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