Isolamento intercapedine: come realizzarlo
L'isolamento in intercapedine è una tecnica interessante per migliorare l’efficienza energetica dell’edificio sia nuovo che esistente
In edilizia esistono diverse tecnologie relative all’impiego dell’isolamento termico, che si distinguono principalmente per il posizionamento dell’isolante: all’esterno, all’interno o in intercapedine.
La posizione dell’isolante influisce sulla distribuzione della temperatura e della pressione di saturazione del vapore acqueo nella parete, con le relative conseguenze che riguardano il benessere termoigrometrico.
Per avere sempre a portata di mano i valori delle conduttanze dei materiali e non dover consultare ogni volta le schede tecniche, puoi avvalerti di un software professionale per il calcolo energetico, corredato di un catalogo di materiali con relative conduttanze. Ti agevola nel calcolare le trasmittanze di strutture complesse e stratigrafie scegliendo semplicemente i materiali o strati che le compongono.

Muro isolamento intercapedine – software TerMus-BIM
Isolamento intercapedine e Direttiva “Case Green”
L’efficienza energetica degli edifici, associata alla riduzione delle emissioni di CO₂, è un tema di crescente rilevanza. Negli ultimi anni, questo argomento è diventato centrale nelle politiche ambientali, come evidenziato dalle disposizioni introdotte nella Direttiva Europea EPBD, nota come Direttiva Case Green.
Per gli edifici di nuova costruzione uno dei punti cardine della Direttiva è l’innalzamento dei requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici. Ciò significa che tutti i nuovi edifici dovranno rispettare standard più elevati in termini di isolamento termico, efficienza degli impianti e consumo energetico.
La normativa pone un’attenzione particolare anche agli edifici esistenti, prevedendo tra le altre cose:
- obblighi minimi di prestazione energetica: ogni Stato membro dovrà stabilire dei requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici esistenti, con particolare attenzione a quelli che presentano una bassa efficienza energetica;
- obblighi di ristrutturazione: saranno previsti obblighi di ristrutturazione per una porzione considerevole del patrimonio edilizio esistente, al fine di migliorare la classe energetica degli edifici;
- obblighi di diagnosi energetica: in alcuni casi, potrà essere richiesto di effettuare una diagnosi energetica per valutare le performance energetiche degli edifici esistenti, identificando così gli interventi necessari per ottimizzarne l’efficienza.
Questi obiettivi rappresentano una risposta importante al cambiamento climatico e alla necessità di ridurre l’impatto ambientale del settore edilizio.
Spesso capita, però, che le strutture coinvolte, soprattutto se già esistenti, siano soggette a vincoli che impediscano di agire liberamente sulle superfici. In questi casi l’isolamento in intercapedine potrebbe essere la migliore soluzione progettuale.
Cosa si intende per isolamento intercapedine
Il termine intercapedine si riferisce allo spazio vuoto di diverso spessore che, soprattutto negli edifici di non recentissima costruzione, si trova tra la tamponatura esterna e quella interna dei muri perimetrali: l’aria contenuta in questo spazio limita lo scambio termico con l’esterno assumendo, quindi, il ruolo di isolante termico.
L’intercapedine può essere di due tipi: chiusa o ventilata.
L’isolamento a intercapedine rappresenta una soluzione efficace per migliorare l’efficienza energetica delle pareti opache verticali di un edificio.
Questa tecnica, sebbene meno nota rispetto al sistema di isolamento a cappotto esterno, se correttamente eseguita contribuisce significativamente alla riduzione delle dispersioni termiche e all’incremento del comfort abitativo.
Con isolamento termico in intercapedine si intende, dunque, quella soluzione progettuale che consiste nell’inserire un materiale isolante nello spazio vuoto compreso tra due pareti, definito appunto intercapedine. Le pareti che delimitano questo spazio possono variare per spessore e caratteristiche costruttive.
Grazie alla flessibilità di materiali e alla modalità d’intervento, l’isolamento a intercapedine può essere applicato sia nei nuovi edifici e sia, in molti casi, in edifici esistenti. Le murature a doppia parete sono, infatti, comuni anche nelle costruzioni del secolo scorso, spesso realizzate con due strati di mattoni.
L’isolamento termico deve essere realizzato con particolare cura ed attenzione, poiché un isolamento inadeguato, scorrettamente posato o una parete non trattata con i giusti accorgimenti, riduce le prestazioni energetiche dell’intero organismo edilizio. Può, infatti, portare all’aggravarsi dei ponti termici e creare muffa anche in punti della costruzione in cui prima non era presente.
Se trascurati o affrontati in modo scorretto, infatti, i ponti termici possono provocare condizioni di disagio abitativo, manifestate da formazioni di condensa e muffe, nonché un aumento delle dispersioni energetiche ed economiche per il riscaldamento o il raffreddamento degli spazi interni. Quindi, l’analisi dei ponti termici costituisce un passaggio imprescindibile per una valutazione accurata delle prestazioni energetiche di un edificio.
Al fine di evitare di compromettere le prestazioni di efficienza energetica dell’immobile e di prevenire il rischio di formazione di muffe nei punti in cui è presente il ponte termico, puoi utilizzare il software calcolo ponti termici: disegni strutture uguali alle condizioni reali e ottieni immediatamente risultati altamente professionale.

Muro isolato intercapedine pilastro –software TerMus-PT
Tipologie di isolanti per intercapedine
Diversi materiali possono essere impiegati come isolanti all’interno delle intercapedini, ognuno con caratteristiche tecniche e applicative specifiche. Ecco i principali:
- lana minerale: la lana minerale è un termine generico che comprende sia la lana di vetro sia la lana di roccia, comunemente utilizzate per la loro bassa conducibilità termica e capacità di isolamento acustico;
- schiume poliuretaniche: questi materiali espandono fino a riempire l’intercapedine, creando una barriera continua. Hanno un’alta capacità isolante, ma devono essere gestiti con attenzione per evitare rischi ambientali;
- fibra di cellulosa: realizzata da carta riciclata trattata con sostanze ignifughe, offre un buon isolamento termico ed è ecologica;
- perlite e vermiculite: minerali inorganici che forniscono isolamento, resistenza al fuoco e non assorbono umidità. Sono adatti per riempire intercapedini strette;
- materiali riflettenti: fogli di alluminio riflettente o altri materiali metallici impiegati per ridurre il calore radiante.
Intercapedine a cassa vuota
Quando ci si trova nella condizione di progettare una muratura a doppia parete con intercapedine vuota, è sempre consigliabile garantire un livello minimo di ventilazione dell’intercapedine per evitare accumuli di umidità dovuti a fenomeni di condensa o infiltrazioni meteoriche, che possono derivare da errori progettuali o costruttivi.
Per questo scopo, in genere è sufficiente prevedere piccole aperture nella parte inferiore della muratura. Tali aperture possono essere create installando griglie metalliche al posto di un mattone ogni due metri circa, oppure lasciando alcuni giunti verticali senza malta nella prima fila di mattoni (indicativamente uno ogni tre mattoni).
É importante tenere in considerazione la posizione dell’isolante per questo tipo di strutture.
Quando il pannello isolante viene posizionato sul lato interno della parete esterna, si preferisce mantenere una lama d’aria di alcuni centimetri verso l’interno, cosa che garantisce una protezione contro eventuali infiltrazioni d’acqua e migliora la resistenza termica complessiva della muratura.
Nel caso in cui l’isolante sia invece collocato sul lato esterno della parete interna, è fondamentale che il materiale possieda un’adeguata traspirabilità al vapore e resistenza all’umidità, poiché la condensa interstiziale può comprometterne le prestazioni. Molti isolanti tendono ad assorbire l’umidità, il che può causare un rapido degrado della loro capacità isolante.
È quindi raccomandabile realizzare intercapedini ventilate, che consentano all’isolante di asciugarsi e riducano il rischio di crescita di muffe e funghi. La ventilazione si ottiene grazie a opportune aperture sul paramento esterno, mentre le proprietà termoisolanti dipendono principalmente dalla qualità del paramento interno e dello strato isolante.
Per affrontare il problema dei ponti termici, frequente nelle strutture a telaio, è possibile estendere il paramento esterno e lo strato isolante in modo che coprano pilastri e solai, migliorando così la continuità dell’isolamento e riducendo le dispersioni di calore.
Vantaggi e svantaggi dell’isolamento a intercapedine
Questo tipo di muratura presenta soprattutto i seguenti vantaggi:
- il muro portante posto all’interno possiede, o è in genere progettato per possedere, un’elevata inerzia termica che accumula e mantiene il calore, assicurando un ottimo isolamento e comfort termico;
- l’intercapedine permette l’utilizzo di una grande varietà di materiali, anche di quelli sciolti (fibre di cellulosa, granulato di perlite, vermiculite espansa, granulato di sughero, etc.) poco adatti ad una applicazione all’esterno;
- le caratteristiche del materiale laterizio consentono alla parete (esterna) faccia a vista di resistere, per lungo tempo, ai cicli di gelo e disgelo che possono verificarsi durante la vita del fabbricato;
- la parete ed il maggior peso del mattone faccia a vista garantiscono un potere fonoisolante molto alto (circa 50 decibel). Quest’ultimo aumenta di 0,7 decibel per ogni incremento di 10 kg/m2 del peso della muratura.
Come ogni soluzione, l’isolamento a intercapedine presenta alcuni limiti che richiedono una valutazione attenta prima della scelta del sistema isolante più adatto. In primo luogo, la presenza dell’intercapedine aumenta lo spessore complessivo delle pareti, un aspetto che può risultare problematico in edifici dove gli spazi sono già molto limitati. Nel caso di edifici esistenti, inoltre, le dimensioni e la conformazione dell’intercapedine potrebbero non essere ideali per un isolamento efficace, riducendone così le prestazioni. Infine, in alcuni contesti, i costi di installazione possono risultare superiori rispetto a quelli di altre tecniche isolanti.
Come realizzare un isolamento intercapedine in edifici nuovi
La realizzazione di un isolamento in intercapedine in un edificio di nuova costruzione è piuttosto semplice. Già nella fase di progettazione, le strutture e i principali nodi costruttivi vengono studiati tenendo conto dell’inserimento della coibentazione in questo modo. Si predispongono, infatti, strutture a doppia parete che possono essere realizzate con diversi materiali come laterizio, cemento o legno. Per ottenere le migliori prestazioni termiche, è consigliabile utilizzare due strati di parete con spessori e masse differenti, considerando attentamente il comportamento complessivo della struttura. La scelta dei materiali isolanti è ampia e flessibile, in quanto l’isolamento viene posato direttamente durante la costruzione della parete stessa.
Come realizzare un isolamento in intercapedine negli edifici esistenti
Nel caso degli edifici esistenti è necessario ricorrere alla tecnica dell’insufflaggio. La tecnica dell’insufflaggio in intercapedine a cassa vuota prevede l’inserimento di materiale isolante sfuso all’interno dello spazio tra le murature perimetrali di un edificio. Questo intervento si esegue praticando una serie di fori distanziati di 80-100 cm, a circa 30 cm dal pavimento e dal soffitto, sul lato esterno o interno della parete. L’insufflaggio è utilizzato non solo nelle intercapedini murarie, ma anche per isolare sottotetti e cavità come cavedi e giunti.
Uno svantaggio di questa tecnica è che non offre un controllo visivo sul posizionamento preciso del materiale all’interno della parete, rendendo difficile garantire una distribuzione uniforme e compatta, senza vuoti o accumuli.
Inoltre, questa tecnica può avere un’influenza negativa sui ponti termici arrivando addirittura a favorire la formazione di dispersioni termiche in corrispondenza dei solai.
Tuttavia, l’insufflaggio potrebbe essere l’unico intervento possibile e presenta vantaggi significativi in termini di costi contenuti e velocità di posa rispetto ad altre soluzioni di isolamento.

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