Invio telematico offerta di gara: di chi è la responsabilità del file non leggibile?

Invio telematico offerta di gara: di chi è la responsabilità del file non leggibile?

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La responsabilità di un file corrotto e non leggibile contenente un’offerta in ambito di gara per l’affidamento di lavori pubblici è a carico del concorrente. Lo chiarisce il CdS

Attenzione! Accertarsi e controllare con scrupolo il corretto invio di file contenenti l’offerta per l’aggiudicazione di lavori in ambito di una gara pubblica, potrebbe evitarne l’estromissione.

Questo il suggerimento che giunge indirettamente dalla sentenza n. 7507/2021 del Consiglio di Stato.

Il caso

Un ente pubblico escludeva dalla gara l’offerta di una società concorrente relativa all’aggiudicazione per la fornitura di alcuni servizi.

Il motivo? Il file contenente l’offerta tecnica della società esclusa era giunto alla commissione di gara corrotto e non apribile e di conseguenza illeggibile. Nel dettaglio, il documento corrotto riguardava la cosiddetta “offerta economica muta“, ossia l’elencazione dei prodotti offerti senza l’indicazione dei correlati valori economici.

A parere della società esclusa l’ente pubblico avrebbe dovuto attivarsi per supplire alla illeggibilità dell’offerta tecnica “muta”:

  • chiedendo chiarimenti all’offerente

o

  • avvalendosi di un programma esterno di “riparazione” del file corrotto.

Per cui la società concorrente, non sentendosi responsabile per l’accaduto, decideva di fare ricorso al Tar che lo respingeva.

La questione sfociava successivamente nel ricorso in appello presso il CdS.

La sentenza del Consiglio di Stato

I giudici di Palazzo Spada premettono che risulta incontroverso che non si è trattato di un errore imputabile al gestore della piattaforma informatico-telematica, ma di un errore originario del file, come accertato in via istruttoria dalla stazione appaltante.

Essi spiegano che come correttamente ritenuto dal Tar:

è necessario adempiere, con scrupolo e diligenza, alle previsioni di bando e alle norme tecniche, nell’utilizzazione delle forme digitali, mettendosi altrimenti a repentaglio lo stesso funzionamento della procedura, la cui disciplina di gara è posta a garanzia di tutti i partecipanti (par condicio); l’inesatto o erroneo utilizzo, a contrario, rimane quindi a rischio del partecipante nell’ambito della propria autoresponsabilità

Il CdS conclude che esula dagli obblighi della Commissione giudicatrice procurarsi appositi software necessari ad aprire file eventualmente corrotti.

L’Amministrazione doveva, quindi, limitarsi ad utilizzare uno strumento già in suo possesso per eseguire la mera apertura del file contenete l’offerta economica del ricorrente.

Il ricorso non è, quindi, accolto.

 

Per maggiore approfondimento leggi anche questo articolo di BibLus-net: “L’offerta tecnica deve essere separata da quella economica! Pena l’esclusione dalla gara

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del CdS

 

primus-c
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