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Inversione procedimentale nuovo codice appalti

L’inversione procedimentale nel nuovo codice appalti

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

In cosa consiste l’inversione procedimentale e cosa cambia secondo il nuovo codice dei contratti pubblici? Scopri tutti i dettagli

L’inversione procedimentale è un modo per semplificare la procedura di affidamento nel mondo degli appalti pubblici. Scopri di cosa si tratta nello specifico e come è cambiata questa procedura nel corso degli anni, grazie ad un confronto tra vecchio e nuovo codice.

Inversione procedimentale: cos’è

L’inversione procedimentale nel mondo degli appalti pubblici è la pratica secondo la quale si antepone il momento della valutazione delle offerte alla verifica della documentazione amministrativa, pratica che viene riservata solo per l’aggiudicatario. Perché è così importante? Di sicuro è fondamentale per evitare un dispendio di risorse economiche e di tempo dato che la verifica della documentazione amministrativa è una fase molto lunga e impegnativa che caratterizza la procedura di affidamento, oltre ad essere molto dispendiosa se fatta per tutti i partecipanti al bando, dato che l’ente deve avere riscontro per ogni singolo documento presentato.

Perché l’inversione procedimentale è vantaggiosa?

Di sicuro l’inversione procedimentale è una pratica vantaggiosa per la stazione appaltante considerato che, come abbiamo visto, i documenti vengono controllati solo al soggetto che si aggiudica l’appalto. L’utilizzo dell’inversione procedimentale è cresciuto nel tempo, in maniera progressiva. Si utilizza per lo più quando il numero dei partecipanti è elevato e la parte della verifica occuperebbe un lasso di tempo davvero lungo. Grazie all’inversione procedimentale, invece, i tempi si accorciano: si definisce prima la graduatoria dei partecipanti, poi si procede alla verifica della documentazione, ma solo per il vincitore.

Per capire ancor meglio, parliamo di numeri. In Italia la fase di affidamento dura in media 3 mesi. Tempi così estesi possono essere deleteri sia per la stazione appaltante che non può iniziare l’esecuzione delle opere preventivate, sia per le imprese che hanno partecipato al bando che potrebbero riscontrare difficoltà nella programmazione delle scadenze a medio e lungo termine vista l’incertezza dell’esito dell’affidamento. Per snellire i tempi e per ottimizzare i lavori ti consiglio di affidarti ad un software capitolati speciali, grazie al quale puoi gestire i tuoi documenti in maniera semplice, veloce e professionale.

Inversione procedimentale: i riferimenti normativi tra vecchio e nuovo codice

L’inversione delle fasi di gara è presente nella direttiva 2014/24/UE per i settori ordinari (art. 56, par. 2) e nella direttiva 2014/25/UE per i settori speciali (art. 76, par. 7).

Viene introdotta in Italia dall’art. 133 del vecchio codice appalti, il D.Lgs. 50/2016 che la limitava, però, ai soli settori speciali. Nello specifico l’art. 133 comma 8 recitava:

Nelle procedure aperte, gli enti aggiudicatori possono decidere che le offerte saranno esaminate prima della verifica dell’idoneità degli offerenti. Tale facoltà può essere esercitata se specificamente prevista nel bando di gara o nell’avviso con cui si indice la gara. Se si avvalgono di tale possibilità, le amministrazioni aggiudicatrici garantiscono che la verifica dell’assenza di motivi di esclusione e del rispetto dei criteri di selezione sia effettuata in maniera imparziale e trasparente, in modo che nessun appalto sia aggiudicato a un offerente che avrebbe dovuto essere escluso a norma dell’articolo 136 o che non soddisfa i criteri di selezione stabiliti dall’amministrazione aggiudicatrice.

Successivamente lo Sbloccacantieri ha esteso la disciplina dell’art. 133 comma 8 del D.Lgs. n. 50/2016 anche al settore degli appalti ordinari fino al 31 dicembre 2020, perimetro temporale prorogato prima fino al 31 dicembre 2021 (per la modifica introdotta dall’art. 8 comma 7 del D.L. 76/2020 convertito in Legge 120/2020, cd. “Decreto Semplificazioni”) e poi fino al 30 giugno 2023 dall’art. 52 del D.L. 77/2021 convertito dalla Legge 108/2021, cd. “Decreto Governance PNRR”. Quindi, in linea di massima, l’inversione procedimentale si può applicare a tutte le procedure aperte, a prescindere dal criterio di aggiudicazione utilizzato.

Con l’entrata in vigore del nuovo codice appalti D.Lgs. 36/2023, bisogna adesso far riferimento all’art. 107 comma 3:

Nelle procedure aperte, la stazione appaltante può disporre negli atti di gara che le offerte siano esaminate prima della verifica dell’idoneità degli offerenti. Tale facoltà può essere esercitata dopo la scadenza del termine per la presentazione delle offerte. Se si avvale di tale possibilità, la stazione appaltante garantisce che la verifica dell’assenza dei motivi di esclusione e del rispetto dei criteri di selezione sia effettuata in maniera imparziale e trasparente.

Il legislatore introduce, così, a regime l’istituto dell’inversione procedimentale. Introducendo a regime una semplificazione procedimentale, determina una riduzione dei tempi di durata delle procedure di aggiudicazione e agevola le attività delle stazioni appaltanti. Essa è espressamente prevista in diversi Stati membri (quali Germania e Francia).

L’inversione procedimentale solo nel caso di procedure aperte

A comprova del fatto che l’inversione procedimentale si applica solo nel caso di procedure aperte, possiamo segnalare la sentenza della Corte Costituzionale n. 39/2020. Nella sentenza si legge espressamente il parere della Corte Costituzionale: l’inversione dell’apertura delle buste in sede di gara è consentita solamente per le procedure aperte, dato che nelle procedure negoziate disciplinate dalla direttiva comunitaria sarebbe prevista la possibilità di circoscrivere la platea degli operatori economici, con conseguente non necessità di applicare l’inversione.

Inversione procedimentale, le regole del nuovo codice appalti

In definitiva, possiamo riassumere che nel nuovo codice appalti, l’inversione procedimentale:

  • si può utilizzare nelle procedure aperte (non essendo applicabile per le procedure negoziate) e a tutti i settori, sia ordinari che speciali;
  • deve essere indicato negli atti di gara;
  • presuppone la verifica imparziale e trasparente dell’assenza dei motivi di esclusione e il rispetto dei criteri di selezione.

 

PriMus-C

 

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