Home » Notizie » Rinnovabili ed edilizia sostenibile » Installazione impianto fotovoltaico con IVA in reverse charge: requisiti e vantaggi

installazione-impianto-fotovoltaico-iva-reverse-charge

Installazione impianto fotovoltaico con IVA in reverse charge: requisiti e vantaggi

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

In cosa consiste il reverse charge e come si applica per l’installazione di un impianto fotovoltaico

Il reverse charge rappresenta un elemento chiave quando si tratta dell’installazione di impianti fotovoltaici. Si tratta di una modalità di applicazione dell’IVA che ribalta le consuete regole fiscali, collocando l’onere dell’imposta sul valore aggiunto sull’acquirente o committente anziché sul cedente o prestatore.

Per gestire i dati in totale riservatezza e sicurezza ed emettere fatture nell’ambito del reverse charge, ti consiglio di utilizzare il software di fatturazione elettronica che ti permette di emettere e ricevere le fatture in numero illimitato, gestire in sicurezza archivi e conservazione sostitutiva direttamente sul tuo PC o sul cloud.

Scopri come applicare l’inversione contabile al fotovoltaico.

Cosa si intende per IVA reverse charge?

Il reverse charge, conosciuto come inversione contabile, è un metodo speciale di applicazione dell’IVA che sposta l’onere fiscale direttamente sul destinatario del bene o del servizio anziché sul fornitore.

In una transazione standard, il fornitore addebita l’IVA al cliente; nel reverse charge, invece, il destinatario emette l’autofattura e si trasferisce il carico fiscale dall’offerta all’acquirente, facendolo diventare responsabile del pagamento dell’IVA. Questo meccanismo fa dunque cadere gli obblighi IVA sul destinatario, a condizione che entrambe le parti siano soggetti passivi IVA nel territorio dello Stato.

L’inversione contabile è stata introdotta con l’obiettivo di ridurre in modo progressivo l’evasione e l’elusione fiscale nel contesto dell’imposta sul valore aggiunto, soprattutto in settori ad elevato rischio, tra cui l’edilizia.

Concretamente, la dinamica è la seguente:

  • il venditore/prestatore emette una fattura senza applicare l’IVA, in contrasto con la prassi standard;
  • l’acquirente aggiunge l’aliquota appropriata alla fattura ricevuta e contemporaneamente registra l’operazione nei registri acquisti (fatture di acquisto) e vendite (fatture emesse).

Reverse charge: i requisiti

Per poter adottare il metodo reverse charge, è essenziale soddisfare una serie di criteri:

  • entrambi i soggetti devono essere contribuenti passivi d’imposta (IVA);
  • entrambi devono essere registrati;
  • entrambi devono risiedere nel territorio italiano.

Reverse charge in edilizia: quando si attua l’inversione contabile?

Il riferimento normativo da considerare in materia di reverse charge è l’art. 17 commi 5 e 6 del D.P.R. 633/1972.

In particolare, risulta che il settore edile è soggetto al meccanismo del reverse charge, che si applica nei seguenti casi:

  • subappalti edili;
  • servizi immobiliari, compresi pulizia, demolizione, manutenzione e ristrutturazione degli edifici.

Altri campi di applicazione del reverse charge sono:

  • cessioni di oro da investimento e di oro industriale;
  • cessioni di fabbricati con opzione per l’applicazione dell’IVA da parte del cedente;
  • cessioni di telefoni cellulari;
  • cessioni di console da gioco, tablet PC e laptop, nonché dispositivi a circuito integrato;
  • cessioni di dispositivi a circuito integrato prima dell’installazione in prodotti destinati al consumatore finale;
  • cessioni di certificati energetici;
  • cessioni di gas ed energia elettrica a soggetti passivi-rivenditori;
  • cessioni di rottami, cascami e semilavorati di alcuni metalli, comprese le ceneri di alluminio;
  • cessioni di pallet recuperati per cicli di utilizzo successivi al primo.

Reverse charge per l’installazione di impianti

L’art. 17, comma 6, lett. a)-ter del D.P.R. n. 633/72 stabilisce chiaramente l’applicazione del reverse charge agli impianti relativi a edifici:

a-ter) alle prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici;

Per una comprensione approfondita, è essenziale fare riferimento alle circolari emanate dalle autorità fiscali, come la n. 14/E/2015 e la n. 37/E/2015. Questi documenti forniscono chiarimenti specifici sull’applicazione del reverse charge agli impianti fotovoltaici, offrendo dettagli fondamentali per evitare ambiguità interpretative.

Reverse charge fotovoltaico: casi di applicazione ed esclusione

Per quanto concerne l’installazione di impianti fotovoltaici, è necessario fare una distinzione tra diversi tipi di impianto fotovoltaico:

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 37/E/2015, ha specificato che l’installazione e la manutenzione (ordinaria e straordinaria) di impianti fotovoltaici “integrati” o “semi-integrati” agli edifici (come fotovoltaico sul tetto) sono soggette al meccanismo del reverse charge.

Allo stesso modo, il reverse charge in questione si applica anche all’installazione di impianti fotovoltaici “a terra”, a condizione che, pur essendo posizionati all’esterno dell’edificio, siano funzionali ad essi e che gli impianti non siano accatastati come unità immobiliari autonome.

Al contrario, l’installazione di centrali fotovoltaiche sul lastrico solare o nelle aree di pertinenza di un edificio, accatastate autonomamente in categoria D/1 o D/10 e non costituendo un edificio o una sua parte, non è sottoposta al meccanismo del reverse charge di cui all’art. 17 del D.P.R. 633 del 1972.

Nel caso della manutenzione, il reverse charge può essere applicato anche quando questa è eseguita da un soggetto diverso dal fornitore e dall’installatore.

Reverse charge IVA e impianti fotovoltaici: quando si applica?

Reverse charge IVA e impianti fotovoltaici: quando si applica?

Come si fattura il reverse charge per impianti fotovoltaici

La fatturazione è un procedimento obbligatorio nel reverse charge e può essere eseguita attraverso due modalità distinte:

  • emettendo un’autofattura: il cliente emette un’autofattura al posto del venditore e successivamente la registra nei registri fatture/corrispettivi e acquisti;
  • integrando la fattura ricevuta: il cliente riceve dal venditore la fattura senza IVA e successivamente la integra annotandola nei registri fatture/corrispettivi e acquisti.

Il processo si articola nel seguente modo:

  • il venditore emette la fattura al cliente senza applicare l’IVA, specificando la dicitura “inversione contabile” nel documento;
  • il cliente completa l’importo della fattura ricevuta aggiungendo l’aliquota IVA relativa all’operazione fatturata e successivamente effettua una doppia registrazione nei registri acquisti e vendite.

Nello specifico, il destinatario deve registrare la fattura:

  • nel registro acquisti entro 15 giorni dalla ricezione;
  • nel registro vendite entro il termine per l’esercizio del diritto alla detrazione, garantendo così l’esenzione.

Per emettere una fattura con il reverse charge, ti suggerisco di utilizzare il software per la fatturazione che ti permette di emettere un documento che specifichi l’applicazione del regime del reverse charge attraverso il richiamo in fattura di un Codice IVA dedicato (Codice: “ART17RC”). Provalo gratis per 6 mesi!

Iva reverse charge e fatturazione elettronica

Quando si tratta di reverse charge nell’ambito della fatturazione elettronica, è fondamentale comprendere le due situazioni specifiche:

  • reverse charge esterno;
  • reverse charge interno.

Il reverse charge esterno si applica agli acquisti di beni da operatori UE o prestazioni di servizi da soggetti extracomunitari.
Per gli acquisti intracomunitari e servizi extracomunitari dal 1° luglio 2022, è attivo il nuovo esterometro per la trasmissione dati transfrontaliera tramite Sistema di Interscambio.

Il reverse charge interno, invece, riguarda gli acquisti da soggetti passivi IVA in Italia, con norme derogatorie previste dagli artt. 17 e 74 del Decreto IVA. Per gli acquisti interni con operazioni in reverse charge, l’invio al SdI è facoltativo, come specificato nella circolare n. 13/E/2018 dell’Agenzia delle Entrate.

Grazie al software per la fatturazione elettronica puoi emettere un numero illimitato di fatture elettroniche con il vantaggio di avere un input guidato che ti guida passo dopo passo. Con il supporto di un vasto archivio, puoi prendere spunto da documenti già predisposti in precedenza, duplicarli e modificarli secondo le tue esigenze applicando anche il modello del reverse charge.

Ti propongo un video tutorial che ti mostra come funziona il programma: puoi emettere una fattura in pochissimo tempo.

Reverse charge fotovoltaico 2024

Il meccanismo del reverse charge IVA continua la sua validità nel corso del 2024.

Grazie alla proroga stabilita dalla direttiva UE 2022/890, l’applicazione di questa modalità è stata estesa fino al 31 dicembre 2026 ai fini del contrasto alle frodi IVA.

Fino al termine del 2026, questa agevolazione permetterà alle aziende di ottenere l’esenzione dal pagamento dell’IVA ed il cessionario dovrà continuare ad effettuare il pagamento tramite autofattura, registrandola sia nel registro delle fatture emesse che in quello delle ricevute.

Questo metodo si applica alla fornitura, all’installazione e alla manutenzione dell’impianto fotovoltaico.

Installazione fotovoltaico e reverse charge: sentenze e approfondimenti

Di seguito si riportano una serie di approfondimenti e sentenze che chiariscono alcuni aspetti fondamentali in riferimento all’installazione dei pannelli fotovoltaici sanciti dalla normativa di riferimento in vigore.

Fotovoltaico e autorizzazione paesaggistica: innovazione non vuol dire disturbo

Il Tar Abruzzo, nella sentenza n. 214/2023, ha espresso in una sentenza che vede nuovamente contrapposti i pannelli fotovoltaici e vincolo paesaggistico.

Un intrigante caso solleva la questione cruciale dell’integrazione dei pannelli fotovoltaici nel paesaggio, in un contesto dove la Soprintendenza ha negato l’autorizzazione per la realizzazione di impianti fotovoltaici su immobili in un parco paesaggistico vincolato.

Nonostante il progetto prevedesse pannelli inseriti a livello delle tegole, con colore e riflessività in sintonia con l’ambiente, la Soprintendenza ha respinto l’idea, ritenendo i pannelli incompatibili con l’immagine tradizionale della zona. I proprietari hanno ribattuto, sottolineando la mancanza di bilanciamento da parte della Soprintendenza tra la tutela paesaggistica e la necessità di adottare fonti rinnovabili.

Il Tar Abruzzo ha affrontato la questione, riaffermando la necessità di una motivazione dettagliata per il diniego paesaggistico e sottolineando che il favore legislativo per le fonti rinnovabili richiede un bilanciamento accurato. I giudici hanno evidenziato che il cambiamento normativo e la crescente accettazione sociale delle tecnologie rinnovabili richiedono una valutazione attenta dell’inserimento dei pannelli nel paesaggio.

Criticando il diniego automatico della Soprintendenza, il Tar ha sottolineato la mancanza di soluzioni alternative suggerite e ha accolto il ricorso, evidenziando che la proposta dei ricorrenti mirava a conciliare la tutela del paesaggio con lo sviluppo delle fonti rinnovabili.

Leggi altre sentenze sull’installazione del fotovoltaico:

Leggi inoltre degli approfondimenti sul reverse charge:

Factus
Factus
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *