Home » Notizie » Lavori pubblici » Ingegneri: no al massimo ribasso per gli affidamenti diretti

CNI-affidamento diretto

Ingegneri: no al massimo ribasso per gli affidamenti diretti

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Nuova circolare del Consiglio Nazionale degli Ingegneri: procedure per l’affidamento diretto ai sensi degli articoli 17 e 50 del D.Lgs. 36/2023

Il CNI (Consiglio Nazionale degli Ingegneri) ha pubblicato sul proprio portale la nuova circolare 98/2023 con lo scopo di illustrare le principali considerazioni in tema di procedure di affidamento diretto nel settore dei contratti pubblici, molto utili per le PA e non solo. Come sappiamo, il nuovo codice dei contratti pubblici prevede procedure più snelle rispetto al vecchio. In particolare, le procedure per l’affidamento diretto sono definite dall’articolo 17 “fasi delle procedure per l’affidamento” e l’art. 50 “procedure per l’affidamento“.

Entrambi gli articoli si concentrano principalmente sulle stazioni appaltanti, che hanno l’obbligo di identificare tutti gli elementi essenziali del contratto ed i criteri di selezione degli operatori economici e delle offerte, prima di avviare le procedure di affidamento diretto. Per determinare correttamente le parcelle dei servizi di progettazione o i esecuzione di lavori pubblici (es. direzione lavori e collaudo), puoi usare gratuitamente il software per calcolare equo compenso delle prestazioni professionali così come richiesto dal CNI.

Circolare 98/2023 CNI 

La Circolare CNI cita l’articolo 1, comma 1, della legge n. 49/2023 recante “disposizioni in materia di equo compenso delle prestazioni professionali” che garantisce il diritto dei professionisti a ricevere una retribuzione giusta e proporzionata in relazione alla quantità e alla qualità del lavoro da loro svolto. Tale disposizione è stata pensata per proteggere i professionisti nei loro rapporti con enti potenti, come la Pubblica Amministrazione. In conformità con questa normativa, i parametri stabiliti nel decreto ministeriale corrispondente costituiscono il fondamento per la determinazione di una retribuzione equa, la quale non può essere soggetta a riduzioni. Il CNI ha ritenuto che l’equo compenso è pienamente compatibile con l’istituto dell’affidamento diretto contemplato all’interno del nuovo codice dei contratti pubblici. Ricordiamo ancora che il principio dell’equo compenso è uno strumento per la valorizzazione sociale e la tutela dei liberi professionisti italiani che il Legislatore ha inteso difendere nei confronti degli operatori “forti” del mercato. La legge non introduce affatto minimi tariffari (che ti ricordo essere stati abrogati), ma vuole soddisfare l’esigenza di matrice costituzionale, di tutelare la dignità del lavoro del professionista intellettuale, al pari di qualunque altro lavoratore.

Affidamento diretto

Il principio dell’equo compenso è uno strumento per la valorizzazione sociale e la tutela dei liberi-professionisti italiani che il Legislatore ha inteso difendere nei confronti degli operatori “forti” del mercato, queste le esatte parole del Presidente del CNI. Secondo il parere del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, l’obbligo di non applicare il ribasso non riguarda la componente economica delle stime relative all’incarico professionale, in quanto questi non sono inclusi nel compenso totale. Possiamo dedurre che quando si tratta dell’assegnazione diretta di servizi di ingegneria e architettura, l’assenza di una procedura di gara e l’importanza del principio dell’equa retribuzione, come indicato dal CNI, rendano inadeguato un criterio basato esclusivamente sul “prezzo” del servizio per selezionare il contraente. Questo non solo a causa della diminuzione della competitività, ma anche a causa della naturale incapacità di valutare in modo efficace una procedura che si concentra unicamente sulle considerazioni economiche.

Articolo 50 D.Lgs. 36/2023

L’articolo 50 del nuovo codice dei contratti pubblici presenta diverse novità in materia di procedure di affidamento per criteri di aggiudicazione. Per comprendere appieno tale norma la suddividiamo in procedure per affidamento di lavori e per concessioni di servizi e forniture. 

Art. 50: procedure di affidamento lavori

All’interno del primo punto, l’articolo 50 del D.Lgs. 36/2023 fornisce tutte le modalità di assegnazione degli appalti pubblici in base all’importo previsto. Per importi inferiori a 150.000 euro, è consentito un affidamento diretto senza la necessità di consultare più operatori economici. Tuttavia, è importante che vengano selezionati soggetti con esperienze documentate idonei all’esecuzione delle prestazioni contrattuali ed iscritti in elenchi o albi stabiliti dalla stazione appaltante. Nel caso in cui l’importo sia pari o superiore a 150.000 euro, ma inferiore a 1 milione di euro, si applica una procedura negoziata senza la pubblicazione di un bando. In questo caso è richiesta la consultazione di almeno 5 operatori economici, se disponibili. Questi operatori economici possono essere individuati mediante indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici.

Procedure affidamento lavori

Procedure affidamento lavori

Art. 50: concessione di servizi e forniture

L’articolo 50 fornisce chiare linee guida per l’assegnazione degli appalti pubblici in base all’importo previsto. Per importi inferiori a 140.000 euro, è consentito un affidamento diretto per servizi e forniture, compresi i servizi di ingegneria, architettura e progettazione, senza la necessità di consultare più operatori economici. Tuttavia, è fondamentale assicurare la selezione di soggetti con esperienze documentate che siano adeguati all’esecuzione delle prestazioni contrattuali. Questi soggetti possono essere individuati tra gli iscritti in elenchi o albi istituiti dalla stazione appaltante. Mentre, nel caso in cui l’importo sia pari o superiore a 140.000 euro e non superi le soglie comunitarie, è prevista una procedura negoziata senza la pubblicazione di un bando. In questa situazione, è richiesta la consultazione di almeno 5 operatori economici, se disponibili. Questi operatori economici possono essere individuati mediante indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici. Questo approccio si applica anche ai servizi di ingegneria, architettura e attività di progettazione, oltre alle forniture.

Queste disposizioni mirano a garantire trasparenza ed equità nelle procedure di assegnazione degli appalti pubblici, favorendo al contempo la competizione tra operatori economici. 

Procedure affidamento servizi

Procedure affidamento servizi

Articolo 17 D.Lgs. 36/2023

L’art. 17 del D.Lgs. 36/2023 fa riferimento alle fasi delle procedure di affidamento, in particolare, come chiarito all’interno dell’articolo, esso comunica che: 

  • prima di avviare qualsiasi procedura per l’assegnazione di contratti pubblici, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti devono emettere una decisione ufficiale che stabilisca l’intenzione di contrarre (decisione di contrarre). In questo atto, sono indicati chiaramente gli elementi essenziali del contratto e i criteri utilizzati per la selezione degli operatori economici e la valutazione delle offerte;
  • nel caso di affidamento diretto di un contratto, la determina a contrarre deve contenere una descrizione dettagliata dell’oggetto del contratto, l’importo previsto, il contraente selezionato e le ragioni che giustificano questa scelta. Inoltre, vengono specificati i requisiti generali e, se applicabile, i requisiti relativi alla capacità finanziaria e professionale;
  • le stazioni appaltanti e gli enti concedenti devono rispettare i termini stabiliti nell’allegato I.3, e il mancato rispetto di tali termini costituisce un inadempimento che può influire sulla valutazione dell’adempimento del dovere di buona fede, anche in caso di controversie. Durante la prima applicazione del codice, l’allegato I.3 viene abrogato in favore di un regolamento successivo; 
  • ogni concorrente è autorizzato a presentare una sola offerta, che è vincolante per un periodo specificato nel bando o nell’invito, o per un periodo di centottanta giorni dalla scadenza del termine per la sua presentazione se non diversamente specificato. La stazione appaltante o l’ente concedente possono richiedere un’estensione del termine, previa motivazione; 
  • l’organo responsabile della valutazione delle offerte deve preparare una proposta di aggiudicazione alla migliore offerta non anomala. L’organo competente per l’aggiudicazione esamina la proposta, verifica i requisiti dell’offerente e dispone l’aggiudicazione, che diventa immediatamente efficace; 
  • l’aggiudicazione non implica accettazione dell’offerta, ma una volta disposta, il contratto viene stipulato in conformità all’articolo 18;
  • esiste la possibilità di iniziare l’esecuzione del contratto prima della stipula, tranne nei casi di urgenza, dove è consentita un’esecuzione immediata;
  • l’esecuzione d’urgenza può avvenire in situazioni in cui si verificano eventi oggettivamente imprevedibili, con l’obiettivo di evitare situazioni di pericolo per persone, animali, beni, igiene e salute pubblica, o per la conservazione di patrimonio storico, artistico e culturale, oppure quando la mancata esecuzione immediata della prestazione comporterebbe un grave danno all’interesse pubblico, incluso la perdita di finanziamenti dell’Unione europea; 
  • la pendenza di una controversia non giustifica la sospensione della procedura o dell’aggiudicazione, a meno che non siano attivati i poteri cautelari del giudice amministrativo o i poteri di autotutela da parte della stazione appaltante o dell’ente concedente, che possono essere esercitati dal dirigente competente.

Di seguito ti allego la Circolare del CNI.

 

bim-codice-appalti
bim-codice-appalti

 

0 commenti

Lascia un Commento

Cosa ne pensi?
Lascia un commento sull'articolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *