Costi materiali: le prime indicazioni per l'adeguamento dei prezzari regionali

Costi materiali da costruzione: le indicazioni per l’adeguamento dei prezzari regionali

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Dalla Conferenza delle Regioni il metodo di aggiornamento dei prezzari. Da ITACA il quadro di riferimento

La ripresa del settore delle costruzioni, grazie alla proroga ed a nuovi incentivi fiscali, ha determinato un aumento della domanda dei materiali da costruzione ed una crisi di disponibilità di materie prime, conseguenza anche della pandemia e della congiuntura economica che stiamo vivendo.

Tutto questo ha, inevitabilmente, portato ad un rincaro dei prezzi dei materiali e dei prodotti da costruzione, creando squilibri fra domanda ed offerta e difficoltà nei contratti pubblici e privati già sottoscritti, anche in previsione degli investimenti provenienti dal PNRR.

Al fine di dare una risposta strategica a tale problematica, la Conferenza delle Regioni ha pubblicato un documento utile, che fornisce le prime indicazioni operative per l’adeguamento dei prezzari regionali delle opere pubbliche e infrastrutture.

Nuovi metodi di rilevazione delle variazioni dei prezzi e clausole di revisione obbligatorie fino al 31 dicembre 2023

Ricordiamo che il decreto “Sostegni-ter (dl n. 4/ 2022), all’art. 29, in relazione alle procedure di affidamento dei contratti pubblici, oltre ad introdurre fino al 31 dicembre 2023:

  • l’obbligatorietà dell’inserimento, nei documenti di gara iniziali, delle clausole di revisione dei prezzi previste dall’articolo 106,comma 1, lettera a), primo periodo, del dlgs 18 aprile 2016, n. 50;
  • e per i contratti relativi ai lavori, un meccanismo di compensazione basato sulle variazioni dei prezzi, in aumento o in diminuzione, per la percentuale eccedente il 5% e, comunque, in misura pari all’80% di detta eccedenza nel limite delle risorse disponibili;

ha altresì, introdotto un nuovo meccanismo di rilevazione delle variazioni dei prezzi dei materiali da costruzione (vedi articolo precednte: Pubblicato in Gazzetta il decreto legge “Sostegni-ter”). 

L’art. 29, comma 2, del decreto “Sostegni-ter”, difatti, stabilisce che:

L’Istituto nazionale di statistica, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sentito il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, definisce la metodologia di rilevazione delle variazioni dei prezzi dei materiali di costruzione di cui alla lettera b) del comma 1, anche per le finalità di cui all’articolo 133, comma 6, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Entro il 31 marzo e il 30 settembre di ciascun anno, il Ministero delle infrastrutture e della  mobilità sostenibili procede alla determinazione con proprio decreto, sulla base delle elaborazioni effettuate dall’Istituto nazionale di statistica, delle variazioni percentuali dei singoli prezzi dei materiali da costruzione più significativi relative a ciascun semestre.

La compensazione è determinata applicando la percentuale di variazione che eccede il 5% al prezzo dei singoli materiali da costruzione impiegati nelle lavorazioni contabilizzate nei dodici mesi precedenti al decreto di cui al comma 2, secondo periodo.

L’operatore economico, per accedere al meccanismo di compensazione sopra richiamato, dovrà presentare alla stazione appaltante istanza di compensazione, all’interno della quale dovrà essere provato, con adeguata documentazione, la maggiore onerosità subita. L’istanza dovrà essere presentata entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS) esclusivamente per i lavori eseguiti nel rispetto dei termini indicati nel cronoprogramma.

Il direttore dei lavori della stazione appaltante, ricevuta l’istanza di compensazione, dovrà verificare:

  1. che i lavori siano stati eseguiti nel rispetto del cronoprogramma;
  2. l’eventuale effettiva maggiore onerosità subita dall’esecutore.

E’ fondamentale, inoltre, ribadire che, nelle more della determinazione dei prezzari regionali secondo le linee guida che verranno adottate dal MIMS:

[…] le stazioni appaltanti, per i contratti relativi a lavori, possono, ai fini della determinazione del costo dei prodotti, delle  attrezzature e delle lavorazioni ai sensi dell’articolo 23, comma 16, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n.  50, incrementare  ovvero ridurre le risultanze dei prezzari regionali di cui al comma 7 del medesimo  articolo 23, in ragione degli  esiti  delle  rilevazioni, effettuate dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili su base semestrale ai sensi del comma 2 del presente articolo.

Per garantire infine, l’omogeneità della formazione dell’aggiornamento dei prezzari regionali di cui all’art. 23, comma 7 del dlgs 50/2016, il MIMS adotterà entro il 30 aprile 2022 apposite Linee Giuda per la determinazione dei prezzari.

Le prime indicazioni

Tenuto conto dell’estrema variabilità che caratterizzerà il mercato dei contratti pubblici e della crisi economica, il documento ha l’obiettivo di dare le indicazioni operative per fare fronte alle problematiche connesse alla redazione degli elenchi prezzi regionali dei materiali edili e da costruzione.

Il prezzario regionale, ricordiamo, è posto a base e riferimento dell’intera filiera degli appalti sia pubblici che privati; sono redatti ai sensi dell’art. 23 comma 7 del dlgs n. 50/2016 (Codice dei Contratti) il quale prevede che gli stessi siano predisposti dalle Regioni e dalle Province autonome territorialmente competenti e che siano aggiornati entro il 31 dicembre di ogni anno (transitoriamente utilizzabili entro il 30 giugno dell’anno successivo).

In pratica il prezzario regionale per la stima economica della base d’asta degli interventi, più che un “listino dei prezzi”, costituisce uno strumento fondamentale per garantire l’omogeneità economica e la qualità delle opere pubbliche, nonché la sicurezza nei cantieri.

Nell’anno in corso si sono rilevate oscillazioni di mercato non lineari (ciò significa che non c’è equilibrio tra domanda e offerta e, inoltre, i costi dei materiali, della manodopera e dei noli hanno subito variazioni annuali di rilevante entità); pertanto, si richiedono misure straordinarie rispetto al sistema di rilevazione e di costruzione dei prezzi ordinario.

Al fine di dare una concreta risposta e garantire una corretta programmazione e progettazione delle infrastrutture e opere pubbliche, la Conferenza delle Regioni ha organizzato un gruppo di lavoro in materia di prezzari, finalizzato ad analizzare e condividere la definizione, la rilevazione ed il monitoraggio delle voci prezzo dei prodotti più significativi, che hanno ottenuto il maggior rialzo.

ITACA ha attivato, attraverso la Rete dei Prezzari regionali, una specifica iniziativa di rilevazione dei prezzi in modo da fornire tempestivamente alle stazioni appaltanti prezzari adeguati ai valori di mercato, proponendo:

  • un elenco dei materiali maggiormente soggetti alla volatilità del mercato attuale;
  • un monitoraggio quadrimestrale/semestrale degli stessi;
  • una prima indicazione in merito all’applicazione dell’istituto della revisione dei prezzi basata sullo strumento del Prezzario regionali.

In allegato il documento, così strutturato:

  • premesse
  • oggetto e finalità del documento
  • la Rete dei Prezzari regionali
  • elenco condiviso dei prodotti da costruzione: indicazioni operative per le Regioni e le Province autonome
  • monitoraggio dei prezzi della Tabella
  • prime indicazioni per l’applicazione dell’istituto della revisione dei prezzi ai sensi dell’art.106 del Codice dei Contratti
  • cenni sul nuovo art. 29 del Decreto-legge n. 4/2022

e la tabella dei prezzi di riferimento, in cui sono presenti le seguenti voci:

  • materiale
  • PREZZO MEDIO delle Regioni che lo hanno fornito
  • valore mediano dei prezzi forniti dalla regioni
  • valore minimo tra quelli forniti
  • valore massimo tra quelli forniti

 

 

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