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Incapsulamento amianto: procedura, vantaggi e svantaggi

L’incapsulamento consiste nel trattare il materiale con prodotti penetranti che inglobano le fibre e creano una pellicola protettiva sulla superficie

L’amianto è il nome con il quale viene identificato un gruppo di minerali altamente fibrosi, largamente utilizzato nel passato per la realizzazione di molteplici prodotti legati al settore della tecnologia delle costruzioni. L’utilizzo di tali materiali ha visto la sua diffusione in numerosi siti industriali per la realizzazione di coperture, tramezzature, tubi, impianti, rivestimenti, ecc.

L’incapsulamento è una delle tre tecniche di bonifica, insieme a quella di confinamento e rimozione, e consiste nel trattare il materiale con prodotti penetranti o ricoprenti (detti prodotti incapsulanti) in grado di inglobare le fibre e costituire una pellicola protettiva sulla superficie.

Le operazioni di bonifica dall’amianto sono complesse in quanto richiedono il rispetto di numerose normative specifiche del settore. É necessario, a tal proposito, elaborare un piano di lavoro prima di iniziare le operazioni per garantire la sicurezza dei lavoratori ed evitare possibili sanzioni. Per la corretta elaborazione del piano da sottoporre agli organi di vigilanza, puoi usare il software per la redazione del piano di lavoro amianto che consente di rispondere ai contenuti minimi previsti dalla normativa.

Incapsulamento amianto: cos’è

L’incapsulamento amianto è una delle tecniche di bonifica utilizzata per gestire e contenere in modo sicuro l’amianto presente all’interno di un edificio o di una struttura, senza ricorrere alla rimozione e allo smaltimento.

Si tratta di un intervento di mantenimento della copertura originaria ottenibile tramite l’applicazione di prodotti specifici che permettono di fissare e sigillare le fibre di amianto contenute nel manufatto. Il trattamento, oltre all’efficace fissaggio e rivestimento delle fibre di amianto, preserva e impermeabilizza la copertura prolungandone la durata per diversi anni.

Tra le altre tecniche di bonifica (confinamento e rimozione), quella dell’incapsulamento è quella più economica, semplice e veloce da realizzare. Tuttavia, rispetto alla rimozione, il rischio di esposizione all’amianto non viene totalmente azzerato, in quanto, nel tempo, il liquido coprente tende a perdere le sue capacità rendendo possibili nuove aero-dispersioni delle fibre. Per questo motivo, la normativa in vigore, prescrive specifici piani di controllo e manutenzione.

Incapsulamento amianto: normativa

La normativa vigente in Italia per la bonifica dell’amianto è regolata principalmente dal:

  • D.M. 06/09/1994;
  • D.M. 20/08/1999.

Il primo decreto stabilisce i criteri per analizzare la dispersione delle fibre ed i limiti di esposizione. Inoltre, specifica le procedure per l’incapsulamento dei materiali contenenti amianto (MCA), nonché per le altre due metodologie di bonifica: rimozione e confinamento. Fornisce anche le linee guida per la scelta della tipologia di bonifica da adottare e la preparazione del piano di manutenzione e controllo.

Il secondo, invece, approfondisce ulteriormente le specifiche tecniche, definendo le caratteristiche, le tipologie e la composizione delle vernici e dei materiali utilizzati per l’incapsulamento.

Procedura per incapsulamento amianto: le fasi

La procedura di bonifica tramite incapsulamento prevede diverse fasi:

  • nella prima fase viene effettuato un sopralluogo per valutare lo stato del materiale contenente amianto;
  • segue poi un trattamento iniziale in cui se l’incapsulamento è considerato idoneo, si procede con un primo trattamento a spruzzo utilizzando un primer formulato isomerico che sigilla le fibre e fornisce una base per i trattamenti successivi;
  • viene applicato un primer penetrante fissativo con resine sintetiche a base d’acqua. Tali prodotti acquosi hanno un impatto ambientale nettamente minore rispetto ai comuni solventi;
  • segue poi l’applicazione di un primer penetrante consolidante, anch’esso a base d’acqua e quindi poco impattante per l’ambiente. Questi prodotti incapsulanti per amianto, penetrando in profondità nella lastra di amianto, consolidano la matrice cementizia in cui sono inglobate le fibre di amianto;
  • infine le ultime due fasi consistono nella stesura di una guaina liquida elastomerica impermeabilizzante, a base di polimeri acrilici. Lo scopo è di creare sulla copertura un rivestimento amianto impermeabile.

Incapsulamento amianto: fasi

Incapsulamento amianto: durata

La durata dell’incapsulamento dell’amianto deve essere specificata dalla ditta esecutrice e varia in base ai prodotti utilizzati:

  • per interventi realizzati con prodotti edilizi standard, la durata prevista è di circa 20 anni;
  • per interventi eseguiti con materiali ad alte prestazioni, la durata può estendersi fino a circa 30 anni.

Tuttavia, queste durate possono essere influenzate da fattori esterni variabili. Pertanto, è essenziale eseguire regolarmente le attività di controllo e manutenzione indicate nel piano apposito.

Incapsulamento: tipologie di rivestimenti

A seconda dell’applicazione, il rivestimento incapsulante può essere (allegato 2, articolo 1, D.M. 20/08/1999):

  • a vista all’esterno se applicato per l’incapsulamento di manufatti in cemento-amianto esposti agli agenti atmosferici e quindi soggetti a degrado progressivo, con affioramento e rilascio di fibre. Rientra in questa definizione anche il rivestimento da applicare sull’intradosso di lastre, il cui estradosso è direttamente a contatto con l’ambiente esterno;
  • a vista all’interno se applicato per l’incapsulamento di manufatti in cemento-amianto situati all’interno “integri ma suscettibili di danneggiamento” o “danneggiati”;
  • non a vista: se applicato per l’incapsulamento di manufatti in cemento-amianto, a supporto degli interventi di confinamento, che, se non associati ad un trattamento incapsulante, non impediscono il rilascio di fibre al suo interno e di sopra copertura, “inteso come un intervento di confinamento”;
  • ausiliario: se applicato per evitare la dispersione di fibre nell’ambiente a supporto degli interventi di rimozione o durante le operazioni di smaltimento di materiali contenenti amianto.

Rivestimento incapsulante a vista all’esterno

Lo spessore medio del rivestimento incapsulante secco non dovrà essere inferiore a 300 μm e in nessun punto dovrà essere inferiore a 250 μm. Gli ultimi due strati del ciclo incapsulante dovranno essere ricoprenti di colore diverso e contrastante. Su questo rivestimento devono essere eseguite le seguenti prove di laboratorio (secondo le modalità indicate dalla norma UNI 10686):

  • aderenza;
  • impermeabilità all’acqua;
  • resistenza al gelo/disgelo;
  • prova di sole/pioggia;
  • resistenza all’invecchiamento accelerato.

Rivestimento incapsulante a vista all’interno

Lo spessore medio del rivestimento incapsulante secco non dovrà essere inferiore a 250 μm e in nessun punto dovrà essere inferiore a 200 μm. Gli ultimi due strati del ciclo
incapsulante dovranno essere ricoprenti di colore diverso e contrastante. Su questa tipologia di rivestimento le prove di laboratorio che devono essere eseguite sono (secondo le modalità indicate dalla norma UNI 10686):

  • aderenza;
  • resistenza al lavaggio.

Rivestimento incapsulante non a vista

Lo spessore del rivestimento incapsulante secco non dovrà essere inferiore a 200 μm e nessuna misurazione dovrà risultare inferiore a tale valore. Per le prove di laboratorio di seguito descritte, lo spessore del rivestimento non dovrà essere inferiore a 100 μm. Le prove di laboratori da eseguire sono (indicate dalla norma UNI 10686):

  • aderenza;
  • impermeabilità all’acqua;
  • resistenza la gelo/disgelo;
  • reazione al fuoco.

Rivestimento incapsulante ausiliario

Il rivestimento incapsulante dovrà essere di colore contrastante con quello del supporto. Il fornitore dovrà indicare lo spessore del film secco, la quantità da applicare per metro quadrato e il tempo di essiccazione.

Incapsulamento amianto: attestato di conformità

Per ottenere l’attestazione di conformità sulla base della norma UNI CEI GN 45015 il fornitore dovrà presentare al laboratorio i campioni dei prodotti che costituiscono il ciclo incapsulante da lui proposto, nella quantità richiesta dal laboratorio, con le informazioni necessarie per la loro corretta applicazione: tipo e quantità del diluente (se previsto), spessore da applicare, tempo di essiccazione, ecc. Il laboratorio dovrà applicare questi prodotti secondo le informazioni ricevute dal fornitore. É facoltà del fornitore assistere all’applicazione dei prodotti da lui presentati.

Nell’attestato di conformità il laboratorio riporterà almeno le seguenti informazioni:

  • il riferimento al presente disciplinare;
  • tutti i dati per l’identificazione del ciclo incapsulante esaminato;
  • tipo di provini utilizzati e tipo di pretrattamento al quale sono stati sottoposti prima dell’applicazione del rivestimento;
  • il risultato della misura dello spessore totale del rivestimento incapsulante e dello spessore di ogni singolo prodotto applicato;
  • i risultati delle prove previste del presente disciplinare;
  • il giudizio complessivo sulla conformità del rivestimento alle prescrizioni del presente disciplinare;
  • la data della prova.

Incapsulamento amianto: attestazione dell’esecuzione dei lavori

L’avvenuta posa in opera di un rivestimento incapsulante in conformità alle disposizioni di legge sarà attestata dal responsabile dei lavori dell’impresa di bonifica. L’esecutore della bonifica attesta gli spessori del rivestimento incapsulante secco e indica i metodi, nazionali o internazionali, per la loro misura.

Nell’attestato dovranno essere indicati i diversi colori delle ultime due mani del rivestimento incapsulante e la durata minima del trattamento, ciò al fine di consentire al committente di programmare il piano di controllo e manutenzione (ex decreto ministeriale 6 settembre 1994). L’attestazione sarà conservata dal committente e presentata, a richiesta, all’organo di vigilanza competente per territorio.

Incapsulamento amianto: verifica e manutenzione

Per assicurare l’efficacia incapsulante nel tempo dei rivestimenti a vista, è necessario mantenere un programma di verifica periodica e di manutenzione. Questa verifica periodica dovrà essere effettuata dal committente nel seguente modo:

  • controllare che non siano avvenuti distacchi, sfaldamenti e fessurazioni del rivestimento incapsulante dalla superficie del manufatto;
  • controllare che non sia scomparso il colore dell’ultimo strato con conseguente affioramento del colore del prodotto sottostante.

A seconda dei risultati del controllo, saranno da decidere gli opportuni interventi, che potranno essere:

  • ripristino della continuità del rivestimento incapsulante con interventi opportuni da decidere caso per caso;
  • applicazione di un altro strato di prodotto, per sostituire quello scomparso per effetto degli agenti atmosferici.

Incapsulamento amianto: notifica all’organo di vigilanza

Le imprese che effettuano lavori di manutenzione di impianti e strutture che non implicano la rimozione dei materiali contenenti amianto ma che potrebbero intaccare l’integrità del manufatto con conseguente rilascio di fibre, devono inviare all’organo di vigilanza competente per territorio, entro 30 giorni dall’inizio dei lavori, apposita notifica di inizio lavori comportanti rischio di esposizione ad amianto.

La notifica comprende almeno una descrizione sintetica dei seguenti elementi:

  • ubicazione del cantiere;
  • tipi e quantitativi di amianto manipolati;
  • attività e procedimenti applicati;
  • numero di lavoratori interessati;
  • data di inizio dei lavori e relativa durata;
  • misure adottate per limitare l’esposizione dei lavoratori all’amianto.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della tecnica di incapsulamento amianto?

La bonifica dell’amianto mediante incapsulamento presenta diversi pro e contro.

Tra i principali vantaggi ci sono:

  • costi ridotti rispetto ad altre metodologie di bonifica;
  • minore impatto ambientale in quanto l’amianto viene lasciato in loco e quindi non vi sono rischi di eventuali rilasci di fibre dovuti alla rimozione;
  • ridotto rischio di esposizione alle fibre per gli operatori che eseguono l’intervento di essere esposti alle fibre di amianto;
  • non si producono rifiuti pericolosi  da smaltire in discarica.

Esistono anche alcuni svantaggi, legati principalmente al fatto che l’incapsulamento non rappresenta una soluzione permanente:

  • l’amianto rimane all’interno della struttura;
  • in futuro potrebbe essere necessaria la rimozione dell’amianto;
  • è necessario attuare un programma di controllo e manutenzione costante;
  • potrebbe essere necessario ripetere l’intervento a distanza di tempo.

Inoltre, l’incapsulamento non risolve il problema in caso di terremoto o altri danni non controllabili e può alterare alcune caratteristiche della struttura, come:

  • proprietà termiche;
  • isolamento acustico;
  • resistenza al fuoco.

Bonus rimozione amianto: quali sono?

Gli incentivi previsti per detrarre le spese di bonifica e relativo smaltimento sono diversi:

  • bonus ristrutturazione, con spesa detraibile fino a 50% da calcolare su un tetto di spesa pari a 96mila euro e fruibile in 10 rate annuali di pari importo;
  • ecobonus, nel caso in cui la rimozione e sostituzione dell’amianto rientri in un intervento complessivo di miglioramento energetico del condominio o dell’unità abitative;
  • Superbonus, solo se si dimostra che la rimozione e smaltimento sono strettamente collegati ai lavori incentivati (Risposta 672/2021 Agenzia delle entrate);
  • Bandi ISI dell’INAIL;
  • Decreti FER 2.

A tal proposito ti consiglio di leggere l’approfondimento dedicato con tutti i bonus amianto 2024, tutti gli incentivi per rimozione e smaltimento.

 

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Pubblicato da Redazione Tecnica

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