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INAIL: gli infortuni nelle costruzioni prima e dopo il COVID-19

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L’INAIL registra tra il 2015 e il 2019 una significativa riduzione degli infortuni (- 17 %) e degli incidenti mortali (- 40%). Aumentano invece le malattie professionali (+20%)

L’INAIL ha pubblicato un rapporto statistico sull’andamento degli infortuni sul lavoro nel settore delle costruzioni tra il 2015 ed il 2019.

L’Istituto ha infatti scattato una fotografia aggiornata, attraverso il periodico Dati Inail, di un settore, l’edilizia, che contribuisce al Pil del Paese per circa l’8%.

La crisi economica, dovuta anche al COVID-19, e l’adozione di misure di prevenzione più efficaci nei cantieri hanno inciso sulla riduzione degli infortuni registrata tra il 2015 e il 2019.

Gli infortuni nelle costruzioni tra il 2015 ed il 2019

Nel quinquennio 2015-2019 il settore delle Costruzioni ha fatto registrare una riduzione delle denunce di infortunio del -8,7%, che sale al -17% prendendo in considerazione solo i casi accertati positivamente dall’Inail, passati dai 35.083 del 2015 ai 29.104 del 2019.

Il calo registrato dall’Istituto ha interessato tutte le divisioni che compongono il settore e in misura più marcata: “Costruzione di edifici” (-22,9%) e “Lavori di costruzione specializzati” (-15,2%), che insieme contano il 92,4% degli infortuni avvenuti in questo ambito di attività.

La crisi del settore, già in sofferenza prima dello scoppio dell’epidemia, e l’adozione di migliori e più efficaci interventi di prevenzione nei cantieri hanno probabilmente inciso sulla riduzione del fenomeno infortunistico, che tra il 2015 e il 2019 risulta essere ben più importante di quella osservata nel complesso dell’Industria e Servizi, in cui i casi accertati nello stesso periodo sono diminuiti del -3,5%.

Distribuzione regionale degli infortuni e nazionalità degli operai

Quasi il 60% degli infortuni è avvenuto nel Nord Italia, con il 40% concentrato in sole 3 Regioni:

  • Lombardia;
  • Emilia Romagna;
  • Veneto.

Le prime regioni del Sud che compaiono nella classifica delle più colpite, sono la Puglia e la Sicilia, con rispettivamente il 4,7% e il 4,5% degli infortuni.

Il 78,8% degli infortunati in occasione di lavoro del 2019 sono nati in Italia, il 5,1% in Albania e il 4% in Romania.

Circa tre casi su quattro riguardano lavoratori di età compresa tra i 35 e i 64 anni.

Cause e conseguenze

Le cause degli infortuni sono dovuti:

  • per oltre il 43% per perdita di controllo totale o parziale di una macchina, di un mezzo di trasporto/attrezzatura di movimentazione;
  • nel 22,6% dei casi per perdita di controllo di un utensile a mano;
  • per scivolamento o inciampamento con caduta di persona (20,7%).

In oltre il 90% dei casi questi infortuni hanno provocato:

  • contusioni (24,6%);
  • lussazioni (23,8%);
  • ferite (23,7%);
  • fratture (19,4%).

Il 56,5% delle contusioni interessa gli arti superiori e inferiori e, in particolare, la mano, mentre le lussazioni riguardano in maggioranza quelli inferiori (53,9%), soprattutto la caviglia e il ginocchio. In caso di frattura, invece, a essere più colpiti sono mano e piede, mentre le ferite interessano prevalentemente gli arti superiori (65,7% dei casi) e la testa (19,3%).

Nell’ultimo quinquennio i casi mortali hanno registrato un calo del -40%.

La riduzione osservata nel quinquennio, però, è molto consistente: se il calo registrato nell’Industria e Servizi è del 20,3%, nelle Costruzioni è stato del 40% (dai 140 decessi del 2015 agli 84 del 2019).

Malattie professionali

Come emerge dall’ultimo numero di Dati Inail, per i lavoratori delle Costruzioni i rischi non derivano soltanto dagli infortuni.

Questo settore, infatti, con il 18,3% delle malattie professionali denunciate all’Inail nel 2019 è quello che contribuisce maggiormente, dopo il manifatturiero (21,2%), al numero totale dei casi denunciati all’Istituto nell’Industria e servizi.

Nel corso dell’ultimo quinquennio, in particolare, le Costruzioni sono passate dalle 7.493 denunce del 2015 alle 9.016 nel 2019, con un incremento percentuale del +20,3%, molto più alto rispetto al +7,6% dell’intera gestione dell’Industria e servizi, passata da 45.813 a 49.277 casi.

I lavoratori edili soffrono di disturbi muscolo-scheletrici, come lombalgie e problemi degli arti, più degli addetti di altri settori.

I carpentieri hanno un rischio abbastanza elevato di sviluppare un tumore delle cavità nasali, come risultato dell’esposizione a polveri di legno, mentre quelle generate dal taglio e dalla lavorazione di prodotti contenenti silice cristallina, come la sabbia, possono sviluppare silicosi e gravi patologie respiratorie.

Numerosi lavoratori edili risultano esposti ad alti livelli di rumore e vibrazioni, a causa dell’utilizzo di macchinari come i martelli pneumatici, e molti continuano a essere esposti all’amianto.

 

Clicca qui per scaricare lo studio Inail sugli infortuni nelle costruzioni

 

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