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In Gazzetta i fondi per la rigenerazione urbana

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Pubblicato il DPCM con l’assegnazione di 150 milioni di euro per il 2021 ai Comuni per investimenti in progetti di rigenerazione urbana

Nella Gazzetta Ufficiale del 6 marzo n. 56 è stato pubblicato il decreto del presidente del consiglio dei ministri del 21 gennaio 2021 che prevede l’assegnazione ai comuni di contributi per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale.

Il DPCM per la rigenerazione urbana

Il decreto definisce, in prima applicazione e in via sperimentale per il triennio 2021-2023, i criteri e le modalità di ammissibilità delle istanze e di assegnazione dei contributi per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volto anche al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale, di cui all’art. 1, comma 42, della legge n. 160/2019.

Il nuovo DPCM contiene inoltre:

  • le modalità di utilizzo dei ribassi d’asta, di monitoraggio anche in termini di effettivo utilizzo delle risorse assegnate, di rendicontazione e di verifica;
  • le modalità di revoca, recupero e riassegnazione delle somme non utilizzate.

Le istanze per la concessione dei contributi sono presentate entro il 30 giugno dell’anno precedente il periodo di riferimento secondo le disposizioni di cui all’art. 1, comma 43, della legge n. 160/2019.

Finanziamenti

Il finanziamento prevede un limite massimo di:

  • 150 milioni di euro per l’anno 2021;
  • 250 milioni di euro per l’anno 2022;
  • 550 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024;
  • 700 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2034.

Beneficiari

Hanno facoltà di richiedere i contributi:

  • i comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, non capoluogo di provincia;
  • i comuni capoluogo di provincia o sede di città metropolitana

che intendono realizzare interventi per la rigenerazione urbana, che non siano integralmente finanziati da altri soggetti pubblici e/o privati, presentando apposita domanda.

Ciascun comune può fare richiesta di contributo per uno o più interventi nel limite massimo di:

  1. 5.000.000 di euro per i comuni con popolazione da 15.000 a 49.999 abitanti;
  2. 10.000.000 di euro per i comuni con popolazione da 50.000 a 100.000 abitanti;
  3. 20.000.000 di euro per i comuni con popolazione superiore o uguale a 100.001 abitanti e per i comuni capoluogo di provincia o sede di città metropolitana.

Opere incompiute

I contributi sono concessi per singole opere pubbliche o insiemi coordinati di interventi pubblici anche ricompresi nell’elenco delle opere incompiute, attraverso interventi di:

  1. manutenzione per il riuso e rifunzionalizzazione di aree pubbliche e di strutture edilizie esistenti pubbliche per finalità di interesse pubblico, anche compresa la demolizione di opere abusive realizzate da privati in assenza o totale difformità dal permesso di costruire e la sistemazione delle pertinenti aree;
  2. miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, anche mediante interventi di ristrutturazione edilizia di immobili pubblici, con particolare riferimento allo sviluppo dei servizi sociali e culturali, educativi e didattici, ovvero alla promozione delle attività culturali e sportive;
  3. mobilità sostenibile.

Il finanziamento degli interventi di cui al comma 1 può essere finalizzato, oltre che per la realizzazione dell’opera, anche per le relative spese di progettazione esecutiva qualora siano comprese nel quadro economico dell’opera che si intende realizzare.

 

Clicca qui per scaricare il DPCM

 

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