In Gazzetta i finanziamenti per gli interventi destinati ad asili nido e scuole dell’infanzia

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Pubblicato il decreto che finanzia il piano 2021-2025 con 700 milioni di euro per la messa in sicurezza, ristrutturazione e costruzione di asili nido e scuole dell’infanzia comunali

Nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 18 marzo 2021 è stato pubblicato il DPCM del 30 dicembre 2020 che prevede nuovi finanziamenti per gli interventi di messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione o costruzione di edifici di proprietà dei comuni destinati ad asili nido e scuole dell’infanzia.

Ricordiamo che tali finanziamenti erano previsti dall’articolo 1, comma 59, della legge n. 160/2019 (legge di Bilancio 2020).

Il piano per gli asili e le scuole dell’infanzia comunali

Il nuovo decreto definisce in primis, per il quinquennio 2021-2025, le modalità e le procedure di presentazione delle richieste di contributo.

Vengono inoltre stabiliti:

  • i criteri di riparto e le modalità di utilizzo delle risorse;
  • le modalità di utilizzo dei ribassi d’asta;
  • le regole di monitoraggio, di rendicontazione e di verifica;
  • le modalità di recupero ed eventuale riassegnazione delle somme non utilizzate.

Fondi a disposizione

Per il finanziamento degli interventi sono destinate risorse pari a 700 milioni di euro.

La somma complessiva di 560 milioni di euro, ripartita in 80 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e in 160 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024-2025, è destinata al finanziamento di progetti per:

  1. asili nido, per 40 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e 80 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2024 e 2025, di cui 24 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e 48 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2024 e 2025;
  2. scuole dell’infanzia, per 25 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e 50 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2024 e 2025, di cui 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e 30 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2024 e 2025;
  3. centri polifunzionali per servizi alla famiglia, per 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e 30 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2024 e 2025, di cui 9 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e 18 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2024 e 2025.

La somma complessiva di 140 milioni di euro, ripartita in 20 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e in 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025, è destinata al finanziamento di progetti volti alla riconversione di spazi delle scuole dell’infanzia attualmente inutilizzati.

Beneficiari

I progetti devono essere presentati:

  • dai comuni capoluoghi di provincia, con lo scopo di rimuovere gli squilibri economici e sociali presenti nelle periferie urbane caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale, degrado edilizio e carenza di servizi;
  • dai comuni ricadenti nelle aree svantaggiate del Paese, sono riportati nell’Allegato 1, parte integrante del decreto.

Tipologie di interventi/richieste ammissibili

Ciascun comune può fare richiesta di contributo per un massimo di due progetti; nel caso di richiesta di contributo per progetti di strutture in comune tra più enti, è tenuto a presentare richiesta esclusivamente il comune capofila, individuato a seguito di specifica convenzione stipulata tra gli enti interessati.

Sono considerate ammissibili le seguenti tipologie di progetti:

  1. asili nido;
  2. scuole dell’infanzia;
  3. centri polifunzionali per la famiglia.

Per gli interventi di riconversione di spazi delle scuole dell’infanzia attualmente inutilizzati, sono considerate ammissibili le seguenti tipologie di progetti:

  • centri destinati a servizi integrativi per l’infanzia – riconversione delle strutture esistenti che prevedono spazi destinati ai servizi ivi descritti:
    1. spazi ludico-creativi per offrire contesti in cui sperimentare, creare, insegnare con la giusta gradualità;
    2. creazione di laboratori didattici per la fascia di età considerata;
    3. presenza di progetti didattici innovativi per far vivere esperienze e dare opportunità di crescita, di sviluppo, di apprendimento e di gioco, di cui possono beneficiare tutti i bambini in un contesto che valorizzi il progetto didattico e le strutture;
    4. presenza di spazi all’aperto per garantire opportunità di socialità e di gioco per i bambini e al fine di acquisire una progressiva autonomia.
  • centri polifunzionali per la famiglia – riconversione delle strutture esistenti che prevedono spazi destinati ai servizi ivi descritti:
    1. uno spazio dedicato all’accoglienza con sportello informativo/colloqui, ove sia possibile per i genitori accedere al centro, anche con i loro figli, e sostare anche nei momenti di attesa;
    2. uno spazio ludico-creativo dedicato al divertimento per l’infanzia nel quale è previsto un angolo morbido; uno per costruzioni e gioco a terra; uno spazio per il gioco simbolico (per esempio cucina, falegnameria, mercato, travestimento, puzzle); uno spazio artistico dotato di pannelli a parete opportunamente disposti, utili per esporre materiale di documentazione del centro, delle attività che vengono svolte e dei disegni dei bambini; uno spazio per lettura e racconto;
    3. uno spazio per attività laboratoriali ed extra scolastiche finalizzate alla promozione e alla maturazione di competenze emotive e sociali nel bambino, alla condivisione e all’integrazione sociale, al sostegno negli apprendimenti scolastici e sociali, allo sviluppo di percorsi di creatività personali e di comunità;
    4. uno spazio per l’allattamento/spazio per il sonno che deve essere attiguo alla stanza delle attività;
    5. uno spazio all’aperto quali giardino, cortile o terrazzo per le attività ludiche e laboratoriali all’aperto; tale spazio deve essere attrezzato e delimitato e disporre di spazi esterni alla struttura, idonei ad un’agevole fruizione da parte dei bambini.

Le strutture devono essere collocate preferibilmente al piano terra. Qualora l’edificio sia realizzato su più piani, è preferibile che gli spazi interni destinati ai bambini siano collocati su un unico piano; non possono essere collocati ai piani interrati e seminterrati.

Inoltre, deve essere garantita l’accessibilità ai soggetti portatori di handicap agli spazi comuni interni all’edificio dove è ubicata la sede del centro.

Il finanziamento degli interventi può essere finalizzato, oltre che per la realizzazione dell’opera, anche per le relative spese di progettazione definitiva, esecutiva o definitiva-esecutiva nel caso in cui le stesse, al momento della presentazione della domanda, siano comprese nel quadro economico dell’opera che si intende realizzare.

 

Clicca qui per scaricare il decreto con i finanziamenti per asili e scuole dell’infanzia

 

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