Importi da porre a base d’asta per servizi di progettazione: anche l’AVCP boccia il decreto parametri bis!

Secondo l’AVCP, i parametri rischiano di portare alla determinazione di corrispettivi più alti rispetto a quelli derivanti dall’applicazione delle vecchie tariffe professionali.

Dopo il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, è la volta dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici che ha espresso critiche negative nei confronti dello “Schema di Decreto sui parametri per i corrispettivi nelle gare di ingegneria e architettura”, che serviranno come riferimento per le stazioni appaltanti a seguito dell’abolizione delle tariffe minime.

Con il parere n. 0014435 del 6 febbraio 2013, inviato al Ministero della Giustizia, l’AVCP osserva che i parametri per il calcolo dei corrispettivi “non sembrerebbero riconducibili ai risultati di un’analisi di mercato, ma piuttosto a un approccio pragmatico che ha assunto quali riferimenti le precedenti tariffe e quelle del recente D.M. 140/2012”.
Secondo l’AVCP, analogamente a quanto già sottolineato dal Consiglio Superiore dei LL.PP., i parametri rischiano di portare alla determinazione di corrispettivi più alti rispetto a quelli derivanti dall’applicazione delle vecchie tariffe professionali.

Il ricorso ai parametri, inoltre, “deve essere effettuato nel rispetto del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 163/06) che indica che le stazioni appaltanti hanno la possibilità non l’obbligo di rifarsi alle tariffe professionali”.
Le stazioni appaltanti potrebbero, dunque, determinare l’importo da porre a base d’asta tenendo conto di precedenti esperienze di affidamento e dell’andamento del mercato, ove i parametri del decreto conducano a corrispettivi superiori.

Clicca qui per scaricare la nota AVCP sul Decreto Parametri

 
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