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Impianto EVAC

Impianto EVAC: cos’è e obbligo

Tempo di lettura stimato: 10 minuti

Gli impianti EVAC sono sistemi di allarme vocale per l’evacuazione di emergenza. Cosa prevede la norma, quali caratteristiche devono avere, in quali situazioni è obbligatorio?

Alcune specifiche ricerche della “Fire Science” hanno dimostrato che il tempo di ricognizione delle condizioni di emergenza ed il tempo di risposta alla stessa si riducono grazie alla diffusione di allarmi con altoparlanti.

In questo articolo focalizziamo la nostra attenzione sull’impiego degli impianti EVAC nella progettazione antincendio.

Gli impianti EVAC rientrano tra gli impianti di rivelazione ed allarme antincendio (IRAI) indicati nella sezione S.7 del Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 3 agosto 2015).

Cos’è e come funziona un impianto EVAC

Un impianto EVAC è – come si evince anche dalla forma estesa dell’acronimo: Emergency Voice Alarm Communication – un sistema di allarme vocale utilizzato per scopi emergenziali.

Gli impianti EVAC sono destinati principalmente a diffondere informazioni vocali per la salvaguardia della vita durante un’emergenza. Può essere utilizzato anche in condizioni ordinarie per trasmettere messaggi di altro genere, come ad esempio musica o annunci, ma è chiaro che in caso di pericolo la priorità spetta ai messaggi di emergenza.

Il sistema deve trasmettere automaticamente entro 3 secondi un segnale di allert quando riceve un input da un sistema esterno di rivelazione emergenze. Nei 3 secondi è compreso anche
il tempo di reazione dell’apparato di rivelazione ed il tempo che esso impiega a trasmettere l’informazione al sistema audio. Il sistema di emergenza vocale deve essere sempre in grado di
trasmettere simultaneamente segnali di allert e messaggi vocali ad una o più aree.

Il primo messaggio dovrà essere preceduto da un segnale di allert di durata compresa tra i 4 e i 10 secondi. I segnali o messaggi successivi dovranno continuare fino a quando saranno
modificati secondo le procedure di evacuazione, oppure silenziati manualmente. L’intervallo tra i messaggi successivi non dovrà superare i 30 secondi.

In ogni caso è essenziale che i messaggi siano udibili ed intellegibili. È opportuno fare un’analisi acustica per ridurre al minimo le zone d’ombra causate da una pressione sonora acustica insufficiente o da mancanza di intellegibilità. Questo può verificarsi a causa di un numero insufficiente di diffusori o del loro posizionamento non ottimale.

Impianti EVAC: la normativa

Il Codice di Prevenzione Incendi annovera i sistemi di allarme vocale EVAC tra gli impianti di protezione attiva contro l’incendio.

Ogni impianto EVAC va progettato ed installato secondo la UNI ISO 7240-19. Per quanto riguarda la realizzazione vera e propria bisogna far riferimento alle norme UNI EN 54-4 (apparecchiature di alimentazione), UNI EN54-16 (apparecchiature di controllo e segnalazione per i sistemi di allarme vocale) e UNI EN54-24 (componenti sistemi allarme vocale: altoparlanti).

Anche la norma UNI/TR 11607 – dedicata a sounder e VAD – è importante per gli impianti EVAC perché introduce un concetto fondamentale: Fire Primary Warning Device.

Il Fire Primary Warning Device è un dispositivo di avviso primario progettato per rilevare la presenza di un incendio e avvisare tempestivamente le persone nell’area interessata. Solitamente i dispositivi di avviso primario sono parte integrante dei sistemi di allarme antincendio e svolgono un ruolo fondamentale nella sicurezza degli edifici.

Primary Warning è il tipo di allerta: suono, luce, voce.

Primary Warning Device o Primary Means si riferiscono al mezzo con il quale viene divulgato il warning: dispositivo acustico (per il suono), dispositivo VAD (per la luce), dispositivo EVAC (per la voce).

Quando è obbligatorio l’impiego di un impianto EVAC

Non è prevista una definizione univoca degli edifici nei quali deve essere necessariamente installato un impianto EVAC. Il codice di prevenzione incendi indica che in esito alle risultanze della valutazione del rischio, in attività con affollamenti elevati o geometrie complesse può essere prevista l’installazione di un sistema EVAC.

Molto spesso sono le commissioni dei Vigili del Fuoco a consigliarne l’installazione dopo una valutazione accurata del pericolo legato al luogo specifico.

Esistono alcune disposizioni di prevenzione incendi o di sicurezza sul lavoro (alcune datate, ma formalmente non abrogate) che ne richiedono l’installazione per alcune attività:

Sistema EVAC nelle aree di intrattenimento e spettacolo (regola tecnica V.15)

Il sistema EVAC è previsto per le aree di intrattenimento e di spettacolo a carattere pubblico nei seguenti casi:

  • numero di occupanti tra 1000 e 5000;
  • numero di occupanti maggiore di 5000;
  • ambiti al chiuso ed accessibili al pubblico;
  • ambiti non aperti al pubblico adibiti a sale prove o camerini, di superficie maggiore di 100 m2;
  • ambiti non aperti al pubblico adibiti a camerini o servizi, comunicanti direttamente con la scena, di superficie complessiva > 50 m2;
  • ambiti in cui si registra un numero di occupanti compreso tra 200 e 1000, con la specificazione che nelle attività con densità d’affollamento ≤ 0,7 pp/m2, costituite da un’unica sala che si sviluppa al solo piano di riferimento, con uscite dirette su luogo sicuro, prive di aree TA1, TA3, TK1, TK2, TM1, TM2, TM3, TT1 o TT2 è possibile omettere il sistema EVAC;
  • ambiti all’aperto (comprensivi delle relative vie d’esodo) ed accessibili al pubblico con la specificazione che nelle attività con aree accessibili al pubblico esclusivamente all’aperto è possibile omettere i requisiti di resistenza al fuoco dei componenti del sistema EVAC.

Sistema EVAC attività alberghiere (regola tecnica V.5)

Per le attività ricettive turistico-alberghiere deve essere sempre previsto il sistema EVAC per il livello di prestazione IV, nello specifico se il numero dei posti letto è:

  • compreso tra 500 e 1000;
  • è superiore a 1000.

Sistema EVAC attività commerciali (regola tecnica V.8)

Per quanto riguarda le attività commerciali deve essere previsto il sistema EVAC per il livello di prestazione IV quando la superficie lorda utile è:

  • compresa tra 5000 m2 e 10000 m2;
  • maggiore di 10000 m2.

La disposizione si deve estendere almeno alle aree di vendita ed esposizione comprensive di spazi comuni, accessibili al pubblico.

Sistema EVAC uffici (regola tecnica V.4)

Per quanto riguarda gli uffici deve essere previsto il sistema EVAC esteso almeno alle aree TA e TO per il livello di prestazione IV. Nello specifico quando

  • il numero degli occupanti è compreso tra 300 e 500 e la massima quota dei piani è maggiore di 54 m;
  • il numero degli occupanti è compreso tra 500 e 800 e la massima quota dei piani è compresa tra 32 m e 54 mt o maggiore di 54 m;
  • il numero degli occupanti è maggiore di 800 e la massima quota dei piani è compresa tra 24 mt e 32 m, compresa tra 32 m e 54 m o maggiore di 54 m;

Le disposizioni si estendono ai locali destinati agli uffici e a spazi comuni e ai locali con affollamento superiore alle 100 persone.

Sistema EVAC strutture sanitarie (regola tecnica V.11)

Nelle strutture sanitarie deve essere previsto il sistema EVAC secondo i livelli di prestazione. Nello specifico:

  • nelle attività che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero a ciclo continuativo o diurno e nelle attività che erogano prestazioni in regime residenziale a ciclo continuativo o diurno con un numero di posti letto compreso tra 25 e 50 e tra 50 e 100 con quota di tutti i piani di altezza (“h”) compresa tra -15 m < h ≤ 54 m e non compresa nei seguenti valori:
    • -1 m < h ≤ 12 m;
    • -5 m < h ≤ 24 m;
    • -10 m < h ≤ 32 m;
    • -15 m < h ≤ 54 m;
  • nelle attività che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero a ciclo continuativo o diurno e nelle attività che erogano prestazioni in regime residenziale a ciclo continuativo o diurno con un numero di posti letto che va da 100 a 1000 con quota di tutti i piani compresa tra -1 mt e 12 mt (livello III di prestazione) e per il livello di prestazione IV quota di tutti i piani “h”:
    • -5 m < h ≤ 24 m;
    • -10 m < h ≤ 32 m;
    •  -15 m < h ≤ 54 m;
    • non ricomprese nelle precedenti.
  • nelle attività che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero a ciclo continuativo o diurno e nelle attività che erogano prestazioni in regime residenziale a ciclo continuativo o diurno con un numero di posti letto maggiore di 1000 con quota di tutti i piani “h” per il livello di prestazione IV:
    • -1 m < h ≤ 12 m;
    • -5 m < h ≤ 24 m;
    • -10 m < h ≤ 32 m;
    • -15 m < h ≤ 54 m;
    • non ricomprese nelle precedenti.
  • nelle attività che erogano prestazioni di assistenza specialistica in regime ambulatoriale, ivi comprese quelle riabilitative, di diagnostica strumentale e di laboratorio con quota di tutti i piani “h” compresa tra -15 mt e 54 mt o non compresa tra le seguenti (livello di prestazione IV):
    • -1 m < h ≤ 12 m;
    • -5 m < h ≤ 24 m;
    • -10 m < h ≤ 32 m;
    • -15 m < h ≤ 54 m.

Sistema EVAC per musei ed edifici tutelati (regola tecnica V.10)

I musei, le gallerie, le esposizioni, le mostre, le biblioteche e gli archivi in edifici tutelati devono essere dotati di misure di rivelazione ed allarme di livello di prestazione IV, nello specifico in esito alle risultanze della valutazione del rischio, in attività con affollamenti elevati o geometrie complesse, può essere prevista l’installazione di un sistema EVAC.

Le altre attività in edifici tutelati (edifici sottoposti a tutela ai sensi del D.Lgs 42/ 2004 aperti al pubblico, contenenti una o più attività soggette, ad esclusione di quelli destinati a musei, gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche e archivi.) devono essere dotate di misure di rivelazione ed allarme di livello di prestazione IV e in esito alle risultanze della valutazione del rischio, in attività con affollamenti elevati o geometrie complesse, può essere prevista l’installazione di un sistema EVAC.

Sistema EVAC civile abitazione (regola tecnica v.14)

Deve essere previsto il sistema EVAC nelle abitazioni che prevedono una massima quota dei piani superiore agli 80 metri.

Sistema EVAC scuole e asili nido (regola tecnica V.9)

Secondo il codice di prevenzione incendi l’attività scolastica deve essere dotata di misure di rivelazione ed allarme secondo i livelli di prestazione. Qualora l’IRAI sia impiegato esclusivamente al fine della salvaguardia dei beni in ambiti caratterizzati da presenza occasionale e di breve durata di personale addetto, possono essere omesse le prescrizioni della tabella dedicate esclusivamente alla salvaguardia degli occupanti (es. sistema EVAC).

Secondo il D.M. 26/08/92 3 tipologie di scuole possono prevedere il sistema di allarme costituito dallo stesso impianto a campanelli usato normalmente per la scuola, purché venga convenuto un particolare suono. Le scuole in questione sono scuole con un numero di presenze contemporanee:

  • fino a 100 persone (tipo 0);
  • da 101 a 300 persone (tipo 1);
  • da 301 a 500 persone (tipo 2).

Per le altre scuole degli altri tipi deve essere invece previsto anche un impianto di altoparlanti (EVAC). Le scuole sono quelle in cui c’è un numero di presenze contemporanee:

  • da 501 a 800 persone (tipo 3);
  • da 801 a 1200 persone (tipo 4);
  • oltre le 1200 persone (tipo 5).

Per gli asili nido non è richiesto il sistema EVAC.

Impianti EVAC: le 4 categorie

Secondo la ISO 7240-19 i sistemi EVAC possono essere divisi in 4 categorie. Le categorie si riferiscono al grado di controllo manuale richiesto e dovrebbero essere appropriate al rischio e alla disponibilità di personale addestrato in grado di far funzionare il sistema di evacuazione. Vediamole qui di seguito.

Categoria 1: funzionalità automatica

Il sistema EVAC di categoria 1 opera in modo automatico, conformemente ad un insieme di regole pre-programmate. I messaggi sono preregistrati e vengono riprodotti solo al comando proveniente dalla centrale di rivelazione incendi. Questo garantisce una risposta tempestiva e coordinata agli incidenti di fuoco.

Categoria 2: diffusione di messaggi live

La seconda categoria introduce la possibilità di diffondere messaggi live nell’intero sistema grazie ad un microfono posizionato in un punto di controllo. Questa caratteristica di comunicazione in tempo reale migliora l’adattabilità del sistema.

Categoria 3: controllo personale dell’evacuazione

La terza categoria prevede la possibilità per il personale competente di trasmettere messaggi vocali attraverso una postazione microfonica in una o più zone di emergenza. Questa categoria consente il controllo dell’evacuazione, riconoscendo che un piano di evacuazione automatico potrebbe non essere sempre appropriato: consente al personale di intervenire solo in aree specifiche.

Categoria 4: controllo avanzato dell’evacuazione

La quarta categoria offre la possibilità di selezionare ed inviare messaggi preregistrati di emergenza in zone specifiche o gruppi di zone. In questa categoria, è possibile includere o escludere la trasmissione automatica di messaggi di emergenza dalla centrale di rivelazione incendi, visualizzandone lo stato in tempo reale. Ciò consente al personale competente di implementare un controllo dell’evacuazione di livello superiore rispetto alla categoria 3, affrontando situazioni di evacuazione anche complesse.

Le funzioni degli impianti IRAI

Le funzioni principali degli impianti di rivelazione ed allarme incendio (IRAI) secondo EN 54-1 e UNI 9795 sono:

  • A: rivelazione automatica dell’incendio;
  • B: funzione di controllo e segnalazione;
  • D: funzione di segnalazione manuale;
  • L: funzione di alimentazione;
  • C: funzione di allarme incendio.

Le funzioni secondarie degli IRAI secondo EN 54-1 e UNI 9795 sono:

  • E: funzione di trasmissione dell’allarme incendio;
  • F: funzione di ricezione dell’allarme incendio;
  • G: funzione di comando del sistema o attrezzatura di protezione contro l’incendio;
  • H: sistema o impianto automatico di protezione contro l’incendio;
  • J: funzione di trasmissione dei segnali di guasto;
  • K: funzione di ricezione dei segnali di guasto;
  • M: funzione di controllo e segnalazione degli allarmi vocali;
  • N: funzione di ingresso e uscita ausiliaria;
  • O: funzione di gestione ausiliaria (building management).

Si considera soluzione conforme un sistema di diffusione dei messaggi di emergenza ad altoparlante (EVAC) progettato ed installato secondo la norma UNI ISO 7240-19 o UNI CEN/TS 54-32. La selezione della categoria del sistema EVAC da installare nell’attività deve tener conto del livello di prestazione della GSA come indicato nella tabella sottostante:

Relazione fra categoria dell’EVAC e livello di prestazione della GSA

Relazione fra categoria dell’EVAC e livello di prestazione della GSA

Impianto EVAC e livelli di prestazione

Ogni livello di prestazione corrisponde ad un ambito dell’attività per gli IRAI. Nello specifico:

  • livello 1: rivelazione e diffusione dell’allarme di incendio mediante sorveglianza degli ambiti da parte degli occupanti dell’attività;
  • livello 2: rivelazione manuale dell’incendio mediante sorveglianza degli ambiti da parte degli occupanti dell’attività e conseguente diffusione dell’allarme;
  • livello 3: rivelazione automatica dell’incendio e diffusione dell’allarme mediante sorveglianza di ambiti dell’attività;
  • livello 4: rivelazione automatica dell’incendio e diffusione dell’allarme mediante sorveglianza dell’intera attività.

Si delineano, di conseguenza, dei criteri generalmente accettati per l’attribuzione dei singoli livelli di prestazione.

Criteri di attribuzione livello 1

Ambiti dove siano verificate tutte le seguenti condizioni:

  • profili di rischio:
    • Rvita compresi in A1, A2;
    • Rbeni pari a 1;
    • Rambiente non significativo;
  • attività non aperta al pubblico;
  • densità di affollamento ≤ 0,2 persone/m2 ;
  • non prevalentemente destinata ad occupanti con disabilità;
  • tutti i piani dell’attività situati a quota compresa tra -5 m e 12 m;
  • carico di incendio specifico qf ≤ 600 MJ/m2;
  • superficie lorda di ciascun compartimento ≤ 4000 m2;
  •  non si detengono o trattano sostanze o miscele pericolose in quantità significative;
  •  non si effettuano lavorazioni pericolose ai fini dell’incendio.

Criteri di attribuzione livello 2

Ambiti dove siano verificate tutte le seguenti condizioni:

  • profili di rischio:
    • Rvita compresi in A1, A2, B1, B2;
    • Rbeni pari a 1;
    • Rambiente non significativo;
  • densità di affollamento ≤ 0,7 persone/m2;
  • tutti i piani dell’attività situati a quota compresa tra -10 m e 54 m;
  • carico di incendio specifico qf ≤ 600 MJ/m2;
  • non si detengono o trattano sostanze o miscele pericolose in quantità significative;
  • non si effettuano lavorazioni pericolose ai fini dell’incendio.

I criteri di attribuzione del livello 3 sono gli ambiti non ricompresi negli altri criteri di attribuzione.

I criteri di attribuzione del livello 4: in relazione alle risultanze della valutazione del rischio nell’ambito e in ambiti limitrofi della stessa attività.

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Quali sono le caratteristiche di un impianto EVAC

Il sistema di diffusione sonora EVAC presenta caratteristiche tecniche che lo rendono conforme alle normative di sicurezza e agli standard qualitativi richiesti.

In primo luogo deve essere progettato seguendo le stesse direttive di un impianto di rivelazione fumi, includendo una sorgente di alimentazione di riserva in caso di interruzione dell’alimentazione primaria dalla rete. Questa sorgente di alimentazione secondaria deve garantire un’autonomia minima conforme alle normative vigenti, di solito pari a 60 minuti.

La facilità di attivazione è fondamentale e può avvenire sia in modalità automatica che manuale da parte di un operatore. Il messaggio trasmesso dal sistema, rivolto al pubblico, deve essere facilmente udibile e intellegibile, soprattutto in situazioni di panico.

La norma CEI EN 60849 ha recepito tali indicazioni stabilendo alcuni criteri specifici. Ad esempio, in caso di allarme, il sistema deve:

  • immediatamente disabilitare o non tener conto di tutte le funzioni diverse dalle emergenze sonore (musica o annunci generici);
  • essere subito disponibile al funzionamento, a meno che non sia danneggiato, in riparazione o in manutenzione.

Come è fatto un impianto EVAC

L’impianto EVAC è formato da una serie di componenti:

  • una centrale di controllo;
  • una base microfonica costruita per inviare messaggi vocali a zone separate o simultaneamente;
  • diffusori a parete o ad incasso;
  • cavi di connessione resistenti al fuoco a norma CEI 20-105.

Come funziona un impianto EVAC

Gli impianti di rivelazione incendio e segnalazione allarme incendi (IRAI) hanno lo scopo di sorvegliare gli ambiti di un’attività, rivelare precocemente un incendio e diffondere l’allarme al fine di:

  • attivare le misure protettive (es. impianti automatici di inibizione, controllo o estinzione, ripristino della compartimentazione, evacuazione di fumi e calore, controllo o arresto di impianti tecnologici di servizio e di processo, ecc.);
  • attivare le misure gestionali (es. piano e procedure di emergenza e di esodo, …) progettate e programmate in relazione all’incendio rivelato ed all’ambito ove tale principio di incendio si è sviluppato rispetto all’intera attività sorvegliata.
Come funziona un impianto EVAC


Come funziona un impianto EVAC

Ecco una panoramica generale del funzionamento di un impianto di evacuazione:

  1. rivelazione dell’emergenza: il processo inizia con la rivelazione dell’emergenza. Questo può essere avviato da vari dispositivi come rivelatori di fumo, di calore, di fiamma o sistemi di rivelazione di gas, a seconda delle specifiche del sistema;
  2. attivazione del sistema: una volta rilevata l’emergenza, il sistema di evacuazione si attiva. Questa attivazione può essere automatica, in risposta ai segnali dei dispositivi di rivelazione, o può essere attivata manualmente da un operatore attraverso una centrale di controllo;
  3. generazione di messaggi: il sistema di evacuazione genera messaggi preregistrati o trasmette annunci vocali in tempo reale. Questi messaggi forniscono istruzioni chiare agli occupanti sull’emergenza in corso e sulle azioni da intraprendere, come evacuare l’edificio;
  4. diffusione dei messaggi: i messaggi vengono diffusi attraverso diffusori strategicamente posizionati nell’edificio. I diffusori possono essere altoparlanti a parete, a soffitto o incorporati nel sistema di annunci dell’edificio;
  5. zone di evacuazione: un impianto di evacuazione può essere suddiviso in diverse zone. Questo consente di trasmettere messaggi specifici per determinate aree o piani dell’edificio. Ad esempio, è possibile fornire istruzioni dettagliate per un’evacuazione sicura in una zona specifica;
  6. sistemi intelligenti e monitoraggio: alcuni impianti EVAC utilizzano sistemi intelligenti che consentono il monitoraggio costante dello stato del sistema. Questo include la verifica della funzionalità dei diffusori, dei collegamenti e la ricezione di feedback dal sistema;
  7. integrazione con altri sistemi: gli impianti di evacuazione possono essere integrati con altri sistemi di sicurezza, come i sistemi antincendio, i sistemi di videosorveglianza e i sistemi di controllo degli accessi;
  8. test e manutenzione: è essenziale condurre test regolari per verificare il corretto funzionamento dell’impianto di evacuazione. Inoltre, la manutenzione preventiva assicura che il sistema sia sempre pronto per affrontare eventuali emergenze.

Il progetto di un impianto EVAC

Per progettare un sistema di allarme vocale per scopi di emergenza bisogna far riferimento alla ISO 7240, nello specifico alla parte 4. La progettazione deve tener conto di alcuni requisiti nazionali che suggeriscono di rispettare:

  • dimensioni massime delle zone di altoparlanti d’emergenza;
  • requisiti delle interfacce con un sistema fisso di rivelazione incendio;
  • impianti in atmosfere esplosive.

Documenti necessari per progettare un impianto EVAC

Per poter progettare un impianto EVAC si ha il bisogno documentazione specifica completa di:

  • planimetria dell’edificio;
  • relazione acustica che comprenda:
    • mappatura delle aree acusticamente separate per ogni zona di altoparlanti d’emergenza;
    • tempo di riverberazione previsto o misurato in ogni area almeno nelle bande di ottava 500 Hz e 2 kHz;
    • livello di rumore ambientale in ogni area;
  • descrizione del pericolo;
  • descrizione delle condizioni ambientali;
  • descrizione dell’ambiente in cui sono installate le apparecchiature;
  • piano di gestione delle emergenze:
    • destinazione d’uso dell’edificio o della struttura;
    • numero degli occupanti e cambiamenti dei livelli di occupazione;
    • tempo richiesto per evacuare l’edificio o la struttura;
    • necessità di un segnale di allerta assieme a quello di evacuazione;
    • evacuazione in fasi (altezza maggiore di 25 metri);
    • necessità di messaggi vocali preregistrati e loro specificazione;
    • categoria delle apparecchiature di controllo e segnalazione del sistema di allarme vocale;
    • posizione delle apparecchiature;
    • informazioni sulla zona di evacuazione;
    • limiti fisici di ogni zona di emergenza;
    • accesso al sistema di allarme vocale per scopi d’emergenza.

Quanto costa un impianto EVAC?

Il costo di un impianto EVAC può variare significativamente in base a diversi fattori. Alcuni dei principali determinanti del costo includono:

  • dimensioni e complessità dell’edificio: la dimensione e la complessità dell’edificio in cui verrà installato l’impianto influiscono notevolmente sul costo. Un edificio più grande o con layout complessi richiederà un sistema più esteso e sofisticato;
  • caratteristiche del sistema EVAC: le caratteristiche specifiche del sistema, come la capacità di diffondere messaggi vocali, la copertura delle aree, la modalità di attivazione (manuale o automatica) e la possibilità di gestire diverse zone contemporaneamente, possono influenzare il costo;
  • tipologia di messaggi: se il sistema deve trasmettere solo allarmi sonori o anche messaggi vocali preregistrati, la tipologia dei messaggi può influire sul costo dell’impianto;
  • requisiti normativi e certificazioni: il rispetto di requisiti normativi e alle certificazioni di sicurezza può impattare il costo dell’impianto, poiché potrebbero essere necessarie soluzioni più avanzate e conformi agli standard di settore;
  • personalizzazione e integrabilità: se l’impianto deve essere personalizzato per soddisfare esigenze specifiche dell’edificio o integrato con altri sistemi di sicurezza, il costo potrebbe aumentare;
  • manodopera e installazione: i costi legati alla manodopera, all’installazione e alla messa in funzione sono un altro fattore da considerare. La complessità dell’installazione e la necessità di personale specializzato possono incidere sui costi complessivi;
  • manutenzione a lungo termine: la manutenzione regolare e il supporto a lungo termine possono essere parte integrante del costo complessivo, assicurando che l’impianto rimanga efficiente e conforme alle normative nel tempo;
  • fornitore e marca: il fornitore e la marca dell’impianto possono influire sul costo. Marche più rinomate o fornitori specializzati potrebbero offrire soluzioni più costose ma di qualità superiore.

 

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