Impiantistica e Antincendio

Impianto elettrico di cantiere: norme e obblighi

Tutto quello che devi sapere sull’impianto elettrico di cantiere: normativa, obblighi e componenti. Scarica gratis il modello PDF

L’impianto elettrico di un cantiere è un sistema complesso che fornisce energia elettrica per alimentare gli strumenti, le macchine e tutte le apparecchiature necessarie per la costruzione e la gestione del cantiere. Il cantiere, lo ricordiamo, può essere un luogo all’aperto, ma anche al chiuso, dove si svolgono lavori temporanei come quelli indicati nel paragrafo 704.1.1 della norma CEI 64-8 parte 7: lavori di costruzione di nuovi edifici, lavori di riparazione, trasformazione, ampliamento o demolizione di edifici esistenti, opere pubbliche, lavori di movimentazione di terra, lavori simili.

Ma come è strutturato esattamente un impianto elettrico di un cantiere? Leggi questo articolo per saperne di più e scopri i più evoluti software per la progettazione di impianti elettrici e un utile programma per la redazione automatica della dichiarazione di conformità.

Cosa si intende per impianto di cantiere?

L’impianto elettrico di cantiere è l’insieme dei componenti elettrici, elettricamente dipendenti, installati nell’area delimitata dal recinto del cantiere, come indicato nella guida CEI 64-17. Fanno parte dell’impianto di cantiere anche i componenti elettrici alimentati tramite prese a spina ad eccezione degli apparecchi utilizzatori. Si considera parte dell’impianto elettrico di cantiere anche l’eventuale tratto della linea di alimentazione esterno al recinto di cantiere.

Negli ambienti ordinari, l’impianto elettrico termina con le prese a spina, poiché la parte successiva è generalmente di competenza dell’utente. Tuttavia, nei cantieri, una parte significativa della distribuzione elettrica si trova oltre le prese a spina, come evidenziato dai cavi flessibili che collegano il quadro generale ai quadretti delle prese secondarie. Le norme CEI di riferimento individuano sempre un “impianto elettrico di cantiere” distinguendolo in impianto “fisso” (componenti elettrici fissati in modo rigido a parti strutturali o infrastrutturali del cantiere) e “movibile” (componenti non fissati).

Impianto elettrico di cantiere: la normativa

L’impianto elettrico installato in un cantiere edile deve essere realizzato a “regola d’arte” nel rispetto delle Norme CEI (Norma CEI 64-8 sez. 704, linee Guida 64- 17, nonché alle prescrizioni delle Norme CEI applicabili ai singoli componenti dell’impianto). Il materiale elettrico impiegato per la realizzazione deve essere conforme alla “direttiva bassa tensione” (direttiva 2006/95/CE) e riportare la marcatura CE, con la quale il costruttore dichiara che il prodotto è a regola d’arte.

La marcatura CE può essere accompagnata dal marchio IMQ indicante la conformità alle norme di qualità certificate dall’Istituto Italiano del Marchio di Qualità. Il marchio IMQ non è obbligatorio.

La dichiarazione conformità per l’impianto elettrico di cantiere

La dichiarazione di conformità deve essere obbligatoriamente rilasciata dall’installatore per l’esecuzione secondo la regola dell’arte dell’impianto elettrico. Essa dimostra che l’impianto è stato realizzato secondo le norme vigenti e che è stata correttamente eseguita la verifica iniziale per la messa in servizio. Viene redatta secondo i principi del D.M. 37/2008 e deve essere conservata sul posto di lavoro.

Deve essere corredata da una serie di documenti ed elaborati:

  • certificato anagrafico dei dati identificativi dell’impresa installatrice;
  • descrizione degli interventi effettuati: Descrizione dei materiali utilizzati, indicazione delle prove eseguite sugli impianti;
  • schema di impianto realizzato (unifilare e planimetrico) e planimetria di cantiere;
  • copia del certificato di riconoscimento dei relativi requisiti tecnico-professionali;

Senza dichiarazione di conformità, l’impianto elettrico di cantiere non è agibile quindi non può essere utilizzato.

Esempio dichiarazione conformità impianto elettrico di cantiere

Di seguito ti fornisco un esempio di certificazione impianto elettrico in formato PDF da scaricare gratuitamente elaborato con un software professionale e specifico.

Dichiarazione di conformità Praticus-37/08

Qual è il sistema più comunemente utilizzato per gli impianti elettrici di cantiere?

I sistemi elettrici vengono classificati con la combinazione di due lettere in base alla messa a terra (CEI 64-8/3):

La prima lettera indica lo “stato” del neutro:

  • T: neutro collegato direttamente a terra;
  • I : neutro isolato da terra.

La seconda lettera indica il collegamento delle masse:

  • T: masse collegate direttamente a terra;
  • N: masse collegate al neutro del sistema.

Eventuali lettere successive indicano la disposizione dei conduttori di neutro e di protezione:

  • S: funzioni di neutro e protezione svolte da conduttori separati;
  • C: funzioni di neutro e protezione svolte da un unico conduttore (conduttore PEN).

Quando l’alimentazione è fornita direttamente in bassa tensione da un ente distributore il sistema è TT. Per i cantieri di grandi dimensioni, quando è conveniente alimentare l’impianto in alta tensione con una propria cabina di trasformazione, si realizza un sistema che, per il modo di collegamento a terra delle masse, prende il nome di TN-S (stesso sistema adottato in caso di alimentazione con gruppo elettrogeno).

Impianto elettrico di cantiere: obbligo di progetto?

Il cantiere, come abbiamo visto, è una installazione che ha breve durata, inizia con lo start dei lavori e termina con la fine di essi (o con il recupero dei materiali, ove necessario e quindi il riutilizzo degli stessi).

Si tratta di un ambiente estremamente pericoloso per una serie di circostanze: la provvisorietà della struttura, le condizioni climatiche spesso gravose e incerte, la presenza di molte persone, ecc.

Di sicuro il rischio elettrico è molto elevato e per questo bisogna tenere sempre alto il livello di sicurezza, garantendo benessere agli occupanti.

Per poter progettare al meglio un impianto elettrico di cantiere bisogna tener in conto una serie di elementi: condizioni meteo variabili, rischio di urti, presenza di acqua e di polveri, presenza di occupanti (lavoratori e non), ambienti con maggior rischio incendio/esplosione.

Ricordiamo che non è obbligatorio elaborare un progetto per l’impianto elettrico di cantiere, ma è chiaro che si tratta di una pratica molto consigliata, specialmente per i cantieri complessi di grandi dimensioni. In quest’ultimo caso è opportuno elaborare tutta la documentazione completa: schemi di quadri, dimensionamento protezione e posa delle condutture, misure di protezione dai contatto diretti e indiretti e così via.

Chi è il responsabile in caso di incidenti elettrici?

Non trascuriamo il fatto che in caso di incidenti elettrici ne risponde direttamente l’installatore che ha realizzato l’impianto e che ha rilasciato la dichiarazione di conformità ai sensi della Legge 46/90, responsabilità che va divisa di sicuro con il datore di lavoro, il capocantiere, il responsabile della sicurezza e con i lavoratori stessi (D.Lgs. 494/96).

Le responsabilità possono essere così ripartite:

  • scelta e installazione dei quadri: l’installatore;
  • il rispetto delle caratteristiche e delle prove richieste dalle Norme CEI EN 60439-1 E 60439-4: il costruttore dei quadri;
  • i circuiti terminali di collegamento delle macchine a quadri: i montatori e gli utilizzatori finali;
  • macchine fisse e apparecchiature portatili: datore di lavoro, capocantiere, responsabile della sicurezza.

Impianto elettrico cantiere: l’alimentazione

Un cantiere singolo può essere servito da diverse sorgenti di alimentazione, compresi i gruppi generatori. Sono presi in considerazione gruppi generatori con le seguenti sorgenti di energia:

  • motori a combustione;
  • turbine;
  • motori elettrici;
  • cellule fotovoltaiche;
  • accumulatori elettrochimici;
  • altre sorgenti idonee.

Sono presi in considerazione gruppi generatori con le seguenti caratteristiche elettriche:

  • generatori sincroni con eccitazione principale o con eccitazione separata;
  • generatori asincroni con eccitazione principale o con autoeccitazione;
  • convertitori statici con commutazione forzata e con autocommutazione, con o senza possibilità di commutazione.

L’impianto di un cantiere in genere viene alimentato da un punto di fornitura provvisorio e si origina dalla linea di alimentazione del quadro generale che spesso coincide con i morsetti dell’interruttore limitatore o dell’organo di misura, quando l’energia è fornita in bassa tensione da un ente distributore o con un gruppo elettrogeno o una sottostazione prefabbricata di trasformazione MT/BT negli altri casi. L’alimentazione, comunque, può essere prelevata anche da un impianto esistente direttamente dalla presa a spina che alimenta il quadretto di cantiere.

Quale tipologia di quadro elettrico può essere utilizzata in cantiere?

I quadri elettrici impiegati nei cantieri devono resistere a condizioni di esercizio rigorose e a fattori esterni estremi, quindi devono essere progettati per sopportare tali sollecitazioni e allo stesso tempo essere flessibili e riutilizzabili in futuri cantieri. In particolare, i quadri per i cantieri (noti come ASC o ACS) devono conformarsi alla norma CEI EN 61439-4.

Ogni quadro di cantiere deve essere dotato di:

  • dichiarazione di conformità alla norma CEI 17-13/4, ovvero EN60439-4, rilasciata dal costruttore del quadro;
  • schema elettrico unifilare;
  • targhetta identificativa indelebile, apposta dal costruttore, con le caratteristiche del quadro (natura e valore nominale della corrente del quadro);
  • dispositivo di interruzione e sezionamento generale facilmente accessibile e, inoltre, deve essere possibile bloccare i dispositivi di sezionamento in posizione aperta, ad esempio con un lucchetto.

Molto importanti sono i dispositivi di protezione contro le sovracorrenti e i contatti indiretti di cui i quadri elettrici devono essere dotati. Inoltre, devono avere anche una buona protezione contro la penetrazione di corpi solidi e contro i liquidi (spruzzi d’acqua): il grado di protezione minimo richiesto è IP44, con l’eccezione del fronte interno per il quale è ammesso un grado minimo IP21 a condizione sia presente una portella con grado di protezione IP44. È opportuno posizionare i quadri elettici in zone protette da polveri e da spruzzi d’acqua.

Protezione contro i contatti diretti e indiretti

La protezione contro i contatti diretti si ottiene con l’isolamento delle parti attive o mediante involucri e barriere. La protezione per distanziamento si può applicare alle linee aeree nude. I cantieri sono generalmente tutti all’aperto quindi bisogna sempre tener presente che il D.P.R. 164/56 vieta di eseguire lavori vicino alle linee aeree ad una distanza inferiore di 5 m, a meno che, avvertito il gestore dell’impianto, non si provveda ad una protezione adeguata.

Per garantire protezione contro i contatti indiretti sono ammessi tutti i sistemi indicati dalla Norma CEI 64-8: interruzione automatica dell’alimentazione, componenti di classe II, separazione elettrica, ecc. considerando una tensione di contatto limite ridotta rispetto ad un luogo ordinario a 25 V in corrente alternata e a 60 V in corrente continua.

La protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti si può ottenere mediante il sistema SELV (Safety Extra-Low Voltage) a una tensione nominale non maggiore di 50 V in corrente alternata o 120 V in corrente continua con l’alimentazione fornita da una sorgente di sicurezza con adeguate caratteristiche di separazione. Il sistema SELV fornisce un’alimentazione sicura utilizzando un trasformatore conforme alle norme CEI 96-7, un generatore autonomo conforme alle norme CEI 16-6, pile e accumulatori o dispositivi elettronici che garantiscono un isolamento galvanico tra l’ingresso dalla tensione di rete e l’uscita a bassissima tensione. Anche in caso di malfunzionamento, è essenziale che la tensione in uscita non superi i 50 V in corrente alternata e i 120 V in corrente continua.

Impianto elettrico di cantiere: i cavi

La selezione dei cavi da utilizzare in un impianto elettrico cantiere dipende dal metodo di installazione, che determina le sollecitazioni cui il cavo sarà soggetto. È essenziale posizionare correttamente il cavo per prevenire danni, quindi è consigliabile seguire attentamente le istruzioni fornite dal produttore riguardo all’uso del cavo stesso.

Nei cantieri si impiega principalmente la posa mobile (conforme alle norme CEI 20-19 e CEI 20-35). Per questa modalità, è consigliabile utilizzare cavi isolati in gomma con guaina esterna in policloroprene (neoprene), che siano resistenti all’acqua e all’abrasione. Tali cavi presentano una delle seguenti sigle (chiaramente visibili sul rivestimento isolante dei conduttori):

  • H07RN-F
  • H07BQ-F

In ambienti interni, sia secchi che umidi, per il collegamento di apparecchiature mobili è possibile impiegare anche cavi del tipo FROR 450/750 V, cioè cavi isolati in PVC con guaina in PVC.

Impianto elettrico di cantiere: le prese e le spine

Le prese e le spine utilizzate comunemente in ambito civile non sono generalmente adatte per i cantieri. È necessario utilizzare prese di tipo industriale CEE (conformi alla norma CEI 23-12). È importante prestare attenzione al grado di protezione: se solitamente sono protette contro gli spruzzi (ad esempio IP44), se ci sono rischi di getti d’acqua o pozzanghere, il grado di protezione deve essere superiore (ad esempio IP67). La differenza principale è che le prese con grado IP67 presentano una ghiera di chiusura con guarnizione.

Le prese a spina e gli apparecchi fissi con corrente nominale fino a 32 A devono essere protetti da dispositivi differenziali con una corrente di intervento non superiore a 30 mA. In alternativa, possono essere alimentati con bassissima tensione di sicurezza (SELV) tramite un trasformatore di sicurezza a 24 V CA, oppure protetti per mezzo di separazione elettrica utilizzando un trasformatore di isolamento con avvolgimento dedicato.

Le prese a spina con corrente nominale superiore a 16 A devono essere di tipo industriale, conformi alla norma CEI EN 60309-2. Tuttavia, è ammesso l’utilizzo di prese domestiche (conformi alla norma CEI 23-50) solo se sono protette contro gli urti (grado IK) e l’ingresso di corpi solidi e liquidi (grado IP), con raccomandazione di preferire prese domestiche con grado IK08 e IP56 anche con la spina inserita. L’uso di adattatori da presa industriale a domestica, conformi alla norma CEI EN 50250 è consentito solo per un utilizzo temporaneo.

Gli avvolgicavo devono essere di tipo industriale e conformi alla norma CEI EN 61316 per garantire il rispetto delle normative di sicurezza, inclusi requisiti come la presenza di un cavo flessibile con sezione adeguata e un protettore termico per prevenire il surriscaldamento del cavo sia quando è avvolto che quando è svolto.

 

 

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Pubblicato da Redazione Tecnica

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