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Impianto di messa a terra

Impianto di messa a terra: cos’è e come funziona?

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

L’impianto di messa a terra è un sistema di sicurezza che protegge l’impianto elettrico e la vita delle persone dal rischio di folgorazione. Come funziona e come si progetta

Assicurare un impianto elettrico perfettamente funzionante è di fondamentale importanza per progettisti e costruttori perché questi impianti sono strettamente connessi alla sicurezza degli utenti. In quest’articolo, oltre a ricordarti di aumentare la sicurezza dei tuoi progetti utilizzando appositi software di progettazione impiantistica, approfondiremo insieme il tema della messa a terra.

Vediamo allora cos’è, come funziona e di quali elementi si compone questo importantissimo sistema di sicurezza.

Che cos’è l’impianto di messa a terra?

L’impianto di terra, comunemente chiamato anche “messa a terra”, è un sistema di sicurezza facente parte dell’impianto elettrico ed indispensabile per la sua protezione e, soprattutto, per la salvaguardia delle persone che lo utilizzano.

La messa a terra ha, infatti, il compito di proteggere gli utenti da rischi di folgorazione e lo fa realizzando un contatto elettrico efficiente tra il terreno e parti dell’impianto elettrico che normalmente non sono in tensione ma che, per guasti o anomalie, possono diventare elettricamente attive. In altre parole, la messa a terra porta gli elementi metallici al potenziale elettrico del terreno, evitando che possano trovarsi in tensione tra loro, oppure con la terra.

La messa a terra dell’impianto avviene fuori dall’edificio, li dove vengono installati e interrati i picchetti o dispersori di terra (nel paragrafo successivo vedremo nel dettaglio quali sono gli elementi che compongono la messa a terra). Ai picchetti vengono collegati i cavi elettrici di colore giallo-verde (conduttori di protezione) che partono dalle varie prese, interruttori, deviatori, etc.

In base alla funzione per il quale è realizzato, gli impianti di messa a terra si distinguono in:

  • messa a terra di protezione: questa messa a terra collega le parti metalliche degli impianti e degli utilizzatori e ha lo scopo di eliminare o limitare, agevolando l’interruzione del circuito guasto, le tensioni pericolose che potrebbero applicarsi ad un utente qualora dovesse venire a contatto con un involucro metallico in difetto di isolamento;
  • messa a terra per lavori: come dice lo stesso nome, questo tipo di messa a terra mette in sicurezza una parte di impianto momentaneamente fuori servizio per esigenze di manutenzione;
  • messa a terra di funzionamento: quest’ultima tipologia di messa a terra garantisce il regolare funzionamento, appunto, degli impianti.

Da quali elementi è composto un impianto di messa a terra?

Un impianto di messa a terra è costituito da tre elementi:

  1. dispersori: questi dispositivi costituiscono quello che è chiamato “impianto disperdente”, hanno lo scopo di convogliare verso il terreno le correnti di guasto di un impianto elettrico e sono generalmente:
    • picchetti in rame o acciaio zincato;
    • cavi in rame (corda nuda);
    • ferri delle armature delle fondamenta;
  2. conduttori di protezione: sono i cavi giallo-verdi che si trovano nelle prese di corrente e hanno lo scopo di convogliare la corrente di guasto dalla massa metallica in tensione al sistema disperdente;
  3. interruttore differenziale (salvavita): questo componente è forse il più importante e ha il compito di arrestare il flusso di energia elettrica dal contatore in caso di dispersione elettrica o per folgorazione, ovvero a fronte di un guasto o malfunzionamento dell’impianto. Il nome “interruttore differenziale” deriva dal fatto che il suo funzionamento si basa proprio sul rilevamento della differenza tra correnti elettriche in entrata e in uscita dall’impianto. Se l’impianto funziona correttamente, la differenza è nulla. Se invece si verifica un guasto o un malfunzionamento, l’interruttore rileva una differenza tra correnti in entrata e in uscita e interviene dirigendo il flusso elettrico verso terra, scaricandolo.
Componenti di un impianto di messa a terra

Componenti di un impianto di messa a terra

Impianto di messa a terra normativa e obbligatorietà

Specifichiamo fin da subito che l’impianto di messa a terra, vista l’importanza che ricopre per la salvaguardia delle vite umane, è un impianto obbligatorio per legge. La normativa vigente in materia è la seguente:

  • D.Lgs. n. 81/2008 o Testo Unico sulla salute e sicurezza dei lavoratori;
  • Decreto ministeriale n. 37 del 22 gennaio 2008 recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici;
  • Norma CEI 64-8/4 in cui sono trattate le prescrizioni riguardanti la protezione contro i contatti diretti ed indiretti, contro le sovracorrenti, e le prescrizioni riguardanti il sezionamento e il comando.

I testi della normativa vigente suddividono gli impianti in tre categorie:

  1. base: impianto elettrico essenziale;
  2. standard: per una maggiore usabilità degli impianti;
  3. domotico: con dotazioni innovative.

Oltre alla normativa appena vista è il caso di citare anche il decreto del Presidente della Repubblica n. 462 del 2001. Tale decreto interviene circa l’obbligo di dichiarazione di conformità di messa a terra dell’impianto rilasciata dall’impiantista e vale per i condomini, per gli uffici o luoghi di lavoro, sottoposti a verifiche periodiche da parte di un organismo del Ministero delle attività produttive.

In base all’obbligatorietà imposta da tale decreto, addetti qualificati provvederanno alla verifica dell’impianto secondo tre fasi:

  1. controllo documentazione: nella documentazione da verificare rientrano il progetto, la dichiarazione di conformità, la denuncia dell’impianto all’Inail e all’Asl, il manuale di manutenzione degli impianti;
  2. verifica strumentale: questa fase prevede l’utilizzo di specifici strumenti per:
    • misurazione della resistenza di terra;
    • misurazione dell’efficienza dei conduttori di protezione;
    • misurazione dell’efficienza dei conduttori equipotenziali;
    • analisi dei dispositivi di interruzione automatica.
  3. rilascio certificazione: la certificazione conterrà tutte le informazioni circa l’impianto in esame (interruttori, prese a spina, dispositivi di protezione, numero dei dispersori, voltaggio, etc.) e sarà redatto da personale specializzato, con particolare accuratezza, pena sanzioni, che possono andare dai 500 € ai 1.800 €.

Ad essere soggette a tale normativa non sono solo le costruzioni permanenti ancorate al suolo ma anche:

  • le costruzioni temporanee;
  • ponteggi;
  • altre attrezzature metalliche mobili;
  • strutture private (ad esempio: gazebi metallici da giardino).

Come progettare un impianto di messa a terra?

La progettazione di un impianto di messa a terra segue normative specifiche e viene realizzata da professionisti specializzati che si affidano a software per la progettazione di impianti elettrici  sempre al passo con le normative vigenti.

Ovviamente la progettazione specifica e il dimensionamento variano in base al progetto ma gli step fondamentali rimangono quelli relativi al calcolo e alla disposizione dei dispersori e dei collettori di terra.

Riguardo al dispersore di terra, sarà necessario:

  • scegliere la tipologia di dispersore;
  • calcolare la resistenza di terra;
  • definire le caratteristiche tanto del terreno quanto del dispersore scelto;
  • individuare la posizione che può o meno essere in un pozzetto.

Per approfondire guarda il video “Come inserire un dispersore di terra” con Impiantus-ELETTRICO:

Riguardo invece al collettore di terra, bisognerà:

  • individuare il tipo collettore e la sua posizione;
  • scegliere il conduttore di protezione;
  • progettare il collegamento tra collettore e quadro elettrico e tra collettore e dispersore di terra;
  • determinare la resistenza di terra sul collettore;
  • calcolare, facendo riferimento alla normativa vigente, la resistenza di terra in base ai dispersori previamente collegati al collettore.

Per approfondire guarda il video “Come inserire un collettore di terra” con Impiantus-ELETTRICO:

Perché è importante la messa a terra?

La messa a terra è una parte dell’impianto elettrico la cui importanza non va in alcun modo sottovalutata in quanto strettamente connessa alla salvaguardia della vita delle persone.

La messa a terra, infatti, come anticipato nei paragrafi precedenti, protegge gli utenti da potenziali folgorazioni che possono verificarsi in caso di:

  • deterioramento di un apparecchio elettrico;
  • dispersione di energia;
  • tensioni elettriche;
  • scariche elettrostatiche.

Inoltre, alcuni tipi di apparecchiature elettriche ed elettroniche necessitano del collegamento a terra come potenziale di riferimento. In questo caso, dunque, l’impianto di messa a terra assume anche un carattere funzionale e diventa necessario anche per il corretto funzionamento degli utilizzatori.

Più volte abbiamo visto come la progettazione dell’impianto elettrico sia estremamente complessa e delicata. Per questo ti consiglio l’utilizzo di un software per la progettazione di impianti elettrici, professionale al passo con la normativa e che ti consente di ottenere calcoli, schemi e relazioni nello stesso ambiente e in un unico input integrato!

 

Impiantus-ELETTRICO

 

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