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Impianti fotovoltaici a terra come beni immobili tassabili

Impianti fotovoltaici come beni immobili: quando?

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La Cassazione conferma che un impianto fotovoltaico di grandi dimensioni, imbullonato al suolo, è un bene immobile ai fini fiscali. La Corte Suprema respinge il ricorso di una società contro l’Agenzia delle Entrate

La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla classificazione degli impianti fotovoltaici come beni mobili o immobili ai fini fiscali. La sentenza n. 6840/2024 ha respinto il ricorso di una società contro l’Agenzia delle Entrate, confermando che un impianto fotovoltaico di grandi dimensioni, imbullonato al suolo e ancorato ad una struttura di sostegno, costituisce un bene immobile.

Gli impianti fotovoltaici costituiscono un argomento sempre più sentito in tempi attuali di fame energetica da soddisfare attraverso fonti rinnovabili che siano solidali alla necessità urgente di maggiore rispetto per l’ambiente. Prepararsi quindi agli scenari immediatamente futuri dell’evoluzione di tali impianti, soprattutto di quelli fotovoltaici, per una ottimale e buona progettazione, anche dagli inevitabili risvolti in ambito giuridico e fiscale, è essenziale. Gli strumenti di lavoro giusti in tal senso possono fare la differenza, ed è per questo che per la progettazione degli impianti fotovoltaici oggi hai a disposizione il software fotovoltaico che consente di ottenere, oltretutto, relazioni economiche complete che tengono conto del costo di realizzazione dell’impianto, della producibilità totale annua, dei consumi di energia elettrica per fasce orarie e di eventuali incentivi.

Impianto fotovoltaico: quando costituisce bene immobile soggetto a tassazione?

La controversia del caso proposto dalla Suprema Corte riguardava la liquidazione di imposte di registro, ipotecarie e catastali relative all’acquisto da parte di una s.r.l. dell’attività di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di un impianto fotovoltaico. La Commissione Tributaria Regionale aveva accolto parzialmente l’appello dell’Agenzia delle Entrate, riducendo il valore di avviamento dell’impianto fotovoltaico oggetto della cessione ma confermando la classificazione dell’impianto come bene immobile.

In particolare si trattava di un impianto:

  • costituito da 4.544 moduli installati su due lotti di terreno adiacenti estesi per 18.500 m2 e 20.000 m2;
  • imbullonato al suolo ed ancorato in una struttura di sostegno.

La società contestava la sentenza in Cassazione sulla qualificazione dell’impianto come bene immobile. Infatti per la s.r.l.:

  • si sarebbe trattato di un impianto facilmente rimovibile ed installabile in altro luogo, quindi non integrato al terreno cui accede;
  • in base all’art. 2 del D.M. 19 febbraio 2007, che distingue ai fini della determinazione delle tariffe incentivanti tra impianti “integrati con caratteristiche di edificio” e altri impianti, l’impianto in esame sarebbe rientrato nella seconda categoria e quindi non sarebbe stato da considerarsi un bene immobile;
  • la classificazione catastale dell’impianto, effettuata ai fini incentivanti, sarebbe stata irrilevante ai fini della qualificazione fiscale come bene mobile o immobile.

In sintesi, la società sosteneva che, essendo l’impianto fotovoltaico facilmente spostabile e non integrato al terreno, non poteva essere considerato un bene immobile indipendentemente dalla sua classificazione catastale, effettuata peraltro per scopi diversi dalla qualificazione fiscale.

Per la Cassazione l’impianto fotovoltaico di dimensioni non trascurabili che risulti tutt’uno con il suolo sul quale si appoggia, è da considerarsi bene immobile

Gli ermellini evidenziano che:

  • i giudici di merito hanno accertato in fatto che l’impianto fotovoltaico in questione, oltre ad essere di grandi dimensioni, era imbullonato al suolo ed ancorato ad una struttura di sostegno, costituendo quindi parte integrante del terreno cui accedeva;
  • in relazione alle caratteristiche accertate del bene, non è decisiva la classificazione operata dall’art. 2 del D.M. 19 febbraio 2007 ai fini della determinazione delle tariffe incentivanti per la produzione di energia fotovoltaica. Infatti, tale distinzione è stata effettuata per scopi diversi dalla qualificazione fiscale dell’impianto come bene mobile o immobile.

La Cassazione ha richiamato, infine, l’orientamento consolidato dell’Agenzia del Territorio e della stessa giurisprudenza di legittimità, sulla corretta classificazione e determinazione della rendita catastale delle centrali elettriche a pannelli fotovoltaici:

  • con risoluzione n. 3 del 6 novembre 2008, l’Agenzia del Territorio ha ritenuto di poter fare riferimento per analogia alla prassi consolidata e suffragata anche dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione (sentenza n. 616824/2006) in merito alle turbine delle centrali elettriche;
  • l’Agenzia si è riferita in modo specifico agli impianti fotovoltaici di grande potenza (parchi fotovoltaici) realizzati per produrre energia da immettere nella rete elettrica nazionale per la vendita;
  • tali impianti, unitamente all’immobile su cui insistono, costituirebbero un’unità immobiliare a sé stante, autonomamente censita in catasto, nella cui rendita occorre tener conto anche dei pannelli fotovoltaici;
  • diversamente, non avrebbero autonoma rilevanza catastale, e costituirebbero semplici pertinenze delle unità immobiliari, le porzioni di fabbricato ove sono stati collocati impianti di produzione di energia aventi modesta potenza e destinati tendenzialmente ai consumi domestici.

In sintesi, gli impianti fotovoltaici di grande potenza, unitamente al terreno su cui insistono, costituiscono un’unità immobiliare autonomamente censibile in catasto, con rendita determinata tenendo conto anche dei pannelli.

La Suprema Corte ha quindi confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo che l’impianto fotovoltaico in questione, in ragione delle sue caratteristiche di grandi dimensioni e di integrazione al terreno, dovesse essere qualificato come bene immobile ai fini fiscali, a prescindere dalla classificazione operata per scopi diversi come la determinazione delle tariffe incentivanti.

 

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