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Impianti elettrici civili e industriali

Impianti elettrici civili e industriali: che differenza c’è?

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Gli impianti elettrici civili e industriali distribuiscono entrambi elettricità ma differiscono su molti aspetti. Scopri differenze e normative di riferimento

Esistono due macro-tipologie di impianti elettrici: quella civile e quella industriale. Pur svolgendo la stessa funzione un impianto civile differisce sotto parecchi aspetti da un impianto industriale. Vediamo allora quali sono le principali differenze tra le due tipologie di impianto e quali normative legiferano sugli uni e sugli altri.

Ricordandoci che esistono software specifici per la progettazione di impianti elettrici che ci permettono di disegnare l’impianto elettrico direttamente sull’architettonico e ottenere i calcoli, schemi e relazioni.

Che cos’è un impianto elettrico e quali sono le sue principali componenti?

Per impianto elettrico si intende un insieme di apparecchi e di strumenti atti alla produzione, trasformazione e distribuzione di energia elettrica. Nonostante esistano delle differenze notevoli tra le due macro-tipologie di impianto, esistono una serie di componenti fondamentali presenti in tutte le tipologie, e sono:

  • contatore: installato in ogni impianto, ha lo scopo di misurare sia la potenza attiva che la potenza reattiva, immesse e prelevate;
  • cavi elettrici e conduttore: per il trasporto dell’energia elettrica;
  • quadro elettrico: installato a valle del contatore, contiene gli interruttori magnetotermici e il salvavita. Proprio grazie agli elementi che contiene garantisce la sicurezza degli impianti elettrici alimentando i circuiti o interrompendo l’alimentazione in caso di pericolo. Dal quadro elettrico è inoltre possibile la lettura dei consumi;
  • impianto di messa a terra: serve alla salvaguardia della vita delle persone proteggendole dal rischio di folgorazione. Rappresenta la protezione fondamentale di ogni impianto elettrico a norma;
  • cassette di derivazione: al loro interno si diramano i conduttori collegati alle prese e ai punti luce;
  • interruttore differenziale (salvavita): è il principale dispositivo di sicurezza di un impianto elettrico, ha il compito di arrestare il flusso di energia elettrica dal contatore in caso di dispersione elettrica o per folgorazione, o a fronte di un guasto o malfunzionamento dell’impianto.

Approfondiamo ora insieme le due macro-tipologie di impianti elettrici.

Cosa sono gli impianti elettrici industriali?

Gli impianti elettrici industriali sono sistemi progettati per fornire energia elettrica a macchinari e attrezzature utilizzati in ambienti industriali. Questi impianti hanno il compito di garantire la sicurezza del personale, la continuità delle attività produttive e soddisfare le specifiche esigenze di produzione delle aziende.

Le principali caratteristiche di un impianto elettrico industriale sono:

  • potenza e capacità energetica elevate: gli impianti elettrici industriali devono sostenere la potenza necessaria per far funzionare macchinari anche di grandi dimensioni;
  • maggiore complessità di progettazione e installazione: a causa delle elevate richieste di potenza, gli impianti elettrici industriali sono molto più complessi da progettare e installare rispetto a quelli civili;
  • utilizzo di materiali e componenti industriali: elementi come cavi, tubi, quadri elettrici, spine e prese devono essere di tipo industriale, progettati per resistere a condizioni di utilizzo più gravose rispetto a quelli domestici;
  • manutenzione e controlli periodici obbligatori: gli impianti industriali richiedono una manutenzione costante e controlli periodici per verificarne l’integrità e il corretto funzionamento, al fine di prevenire guasti e rischi per la sicurezza.

Cosa sono gli impianti elettrici civili?

Gli impianti elettrici civili sono sistemi progettati per fornire energia elettrica in ambienti residenziali o di uso comune, come abitazioni, attività commerciali e pubblici. Questi impianti sono destinati a soddisfare le esigenze di illuminazione, forza motrice, servizi e comunicazione all’interno di edifici frequentati dal pubblico.

Le principali caratteristiche di un impianto elettrico civile sono:

  • potenza e capacità energetica: gli impianti elettrici civili sono dimensionati per soddisfare le esigenze di illuminazione, forza motrice e alimentazione di elettrodomestici e altri dispositivi di uso comune, quindi hanno una potenza e capacità energetica inferiore rispetto agli impianti industriali;
  • componenti e materiali: gli impianti elettrici civili utilizzano componenti e materiali progettati per applicazioni residenziali e di uso comune, come cavi, tubi, quadri elettrici, interruttori e prese di corrente;
  • progettazione e realizzazione standard: la progettazione e l’installazione degli impianti elettrici civili segue procedure e standard più semplici rispetto a quelli industriali, essendo destinati ad ambienti con esigenze energetiche meno complesse.

Quali sono le differenze tra impianti elettrici civili e industriali?

Le differenze tra le due tipologie di impianto sono rilevanti. Vediamo insieme le principali quattro:

  • impiego: i termini stessi “civile” e “industriale” ci aiutano a capire la differenza di uso dei due impianti. Gli impianti elettrici civili devono garantire l’illuminazione e alimentare alcuni elettrodomestici, anche in modo non simultaneo. Gli impianti elettrici industriali, invece, devono garantire l’alimentazione elettrica a macchinari molto più energivori di quelli presenti in un contesto domestico, tutto ciò si ripercuoterà come vedremo sulla potenza degli impianti;
  • luogo di installazione: per gli impianti elettrici civili il luogo d’installazione può essere di tipo domestico o di uso comune con accesso pubblico come, per esempio, le attività commerciali o ospedali. Al contrario, gli impianti elettrici industriali sono impianti utilizzati per le industrie, le imprese e le aziende;
  • conformazione e struttura: nel momento in cui si progetta un impianto elettrico civile il posizionamento delle prese e dei punti luce terrà principalmente conto delle esigenze e della comodità degli utenti. Quando invece si ha che fare con impianti di tipo industriale emergono altri fattori e altre dinamiche che spesso prescindono dalla comodità e non possono non tenere in considerazione il funzionamento delle macchine o eventuali linee produttive;
  • potenza energetica richiesta: tutto quello che abbiamo visto finora, in particolare l’impiego che si fa delle due tipologie di impianto, si ripercuote evidentemente sulla potenza richiesta. La potenza necessaria per un impianto elettrico di tipo civile, che alimenta macchinari come elettrodomestici e condizionatori, sarà senz’altro inferiore a quella di un impianto industriale che dovrà alimentare macchinari di grandi dimensioni.
Differenze impianti elettrici civili e industriali

Differenze impianti elettrici civili e industriali

Quali normative regolamentano gli impianti elettrici civili e industriali?

Una delle differenze tra gli impianti elettrici di tipo civile e quelli di tipo industriale, che merita di essere trattata a parte è la normativa a cui si fa riferimento per la progettazione e realizzazione dei due impianti.

Quando ci troviamo di fronte ad un’utenza domestica o commerciale e dunque dobbiamo garantire la sicurezza di un impianto elettrico di tipo civile, la norma di riferimento è la CEI 64. Tale norma indica i criteri da adottare per l’efficienza energetica degli impianti che utilizzano una tensione nominale non superiore a 1000V in corrente alternata e 1500V in corrente continua.

Inoltre, specifica:

  • le dotazioni minime;
  • i criteri di sicurezza;
  • le manutenzioni e le verifiche da effettuare per avere un impianto a norma.

Nel caso invece di impianto industriale i rischi connessi sono evidentemente maggiori per cui le normative sono più restrittive ed esigenti. Nello specifico, il decreto legislativo per la sicurezza dei lavoratori nelle attività industriali è il Decreto Legislativo 81 del 2008. Tale decreto gestisce ogni aspetto della sicurezza sul luogo di lavoro e tratta anche degli impianti elettrici industriali.

Per finire, le leggi che regolamento aspetti di entrambi i tipi di impianto sono:

  • la Legge 186/1968 sui materiali da utilizzare in fase di progettazione dell’impianto;
  • il Decreto-legge 37/2008 per la sicurezza degli impianti;
  • la Legge 791/1977 sulle responsabilità del costruttore dell’impianto consegnato.

Quanto è importante la manutenzione degli impianti elettrici?

La manutenzione in generale e quella periodica in particolare, in cui gli interventi sono eseguiti a scadenza regolare, è di fondamentale importanza negli impianti elettrici sia civili che industriali.

È il caso, infatti, di sottolineare che i rischi connessi alla produzione, trasformazione e distribuzione di corrente elettrica sono parecchi e rilevanti. Con la manutenzione periodica, però, si riducono le possibilità di incorrere in guasti e malfunzionamenti improvvisi che possono manifestarsi a causa di deterioramenti dovuti al passare del tempo, a infiltrazioni d’acqua, a usura dei materiali o sporcizia.

Più nello specifico il Decreto Presidenziale 462 del 2002 sottolinea come la manutenzione dell’impianto elettrico deve essere eseguita ogni due o cinque anni a seconda del tipo di impianto. Il Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. n. 81 del 2008) richiede anch’esso la necessità dei controlli manutentivi.

Vista la complessità della progettazione e della manutenzione degli impianti elettrici, tanto civili quanto industriali, è fondamentale affidarsi ai giusti software per la progettazione di impianti elettrici che ti permetteranno di:

  • disegnare l’impianto elettrico direttamente sull’architettonico;
  • ottenere calcoli, schemi, relazioni e computo metrico con lo stesso software e in un unico input integrato;
  • realizzare il calcolo illuminotecnico degli ambienti;
  • progettare l’impianto di rilevazione incendi, di allarme, di climatizzazione, impianto dati e telefonico, impianto multiservizio.
Dimensionamento impianto elettrico

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