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Impianti aeraulici: in inchiesta pubblica preliminare la nuova norma UNI

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Terminerà a novembre l’inchiesta pubblica preliminare sul progetto UNI1604717 relativo agli impianti aeraulici per la climatizzazione e per la ventilazione

Il CTI (Comitato Termotecnico Italiano), in collaborazione con UNI, ha proposto il progetto UNI1604717 a supporto del mercato degli impianti di ventilazione e climatizzazione aeraulici; il progetto è appena entrato nella fase d’inchiesta pubblica preliminare che terminerà il prossimo 9 novembre 2020.

Il documento dal titolo: “Progettazione di impianti aeraulici per la climatizzazione e per la ventilazione – Parte 2: Procedure per la progettazione, l’offerta e la fornitura degli impianti”, costituisce la revisione della UNI10339.

La UNI1604717 – impianti aeraulici

Il progetto UNI1604717 indica e definisce:

  • le procedure e fasi per la progettazione e la gara d’appalto;
  • i livelli di progettazione e, con riferimento ad essi, i contenuti minimi del progetto, degli elaborati e, ove previste, delle relazioni di calcolo, di dimensionamento e di verifica;
  • gli elementi del capitolato tecnico d’appalto, del computo metrico, dell’offerta e del contratto.

 

Clicca qui per accedere alla pagina dell’inchiesta pubblica preliminare dell’UNI

(andare sulla ricerca dei documenti e inserire “1604717” nella casella “codice progetto” e poi cliccare su “cerca”)

Cosa sono gli impianti aeraulici

Secondo la norma UNI10339:1995 definiamo come impianto aeraulico l’“Insieme di apparecchiature, dispositivi, accessori e controlli necessari per realizzare la desiderata qualità dell’aria nelle condizioni prefissate”. 

Ci riferiamo, quindi, a tutti quegli impianti che assicurano negli ambienti chiusi (abitazioni, uffici, ospedali, scuole e ambienti comunitari in genere) una qualità dell’aria ottimale e salubre in termini di purezza e dal punto di vista termico e igrometrico.

Che siano semplici o complessi, in linea generale, gli impianti aeraulici si compongono di:

  • canali;
  • bocchette di mandata per canali rettangolari e circolari;
  • griglie di ripresa, portafiltro o di transito;
  • valvole di ventilazione di ripresa e di mandata;
  • serrande di taratura motorizzate (regolatori di flusso e velocità dell’aria nei condotti) a due o tre vie.

Rischi di una manutenzione inadeguata degli impianti aeraulici

Bisogna fare molta attenzione alla cura ed alla manutenzione degli impianti di condizionamento dell’aria, poiché potrebbero veicolare la diffusione di microrganismi dannosi per la salute.

La qualità dell’aria che respiriamo negli ambienti indoor è strettamente correlata alla qualità dell’aria esterna, al tipo di ambiente considerato, alle persone eventualmente presenti e all’efficienza dei sistemi di aerazione.

Gli agenti biologici aerodispersi negli ambienti confinati, in grado di causare allergie e patologie in generale rischiose per la salute dell’uomo, comprendono:

  • batteri (Stafilococchi e gram negativi);
  • funghi (Cladosporium, Penicilium, Alternaria, Fusarium, Aspergillus) e loro prodotti (endotossine, micotossine, spore);
  • virus (Rhinovirus e virus influenzali), acari e pollini;

oltre a questi elementi patogeni, particolarmente rischioso potrebbero risultare l’annidarsi negli ambienti chiusi climatizzati della legionella.

I componenti più sensibili alla contaminazione di un impianto aeraulico sono quelli dove è presente acqua e in particolare:

  • le sezioni di umidificazione;
  • i sifoni di drenaggio all’interno delle Unità di Trattamento dell’Aria (UTA);
  • le torri di raffreddamento.

Adeguati piani di manutenzione, di pulizia e sanificazione degli impianti, sono condizioni imprescindibili al fine di garantire un ambiente di lavoro salubre e un microclima confortevole.

 

edificius-mep

 

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