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Home » Approfondimenti » Rinnovabili ed edilizia sostenibile » Il piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione C&D

Il piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione C&D

La gestione circolare dei rifiuti da C&D: guida operativa secondo i CAM Edilizia 2026 con checklist operativa per i progettisti

Tempo di lettura stimato: 6 minutidi Redazione BibLus / 20 Maggio 2026/0 Commenti/in Rinnovabili ed edilizia sostenibile /di
Piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione C&D

La gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione (C&D) rappresenta oggi una delle sfide più rilevanti per il settore delle costruzioni, chiamata a trasformarsi da modello lineare a modello circolare.

Con l’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 25 novembre 2025 sui Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia nasce il Piano di Riutilizzo, Riciclo e Recupero dei rifiuti da C&D: uno strumento progettuale di competenza del progettista, che deve dettagliare la gestione ambientale del cantiere: tipologie e quantità presunte di rifiuti, rifiuti pericolosi e criticità ambientali, modalità di deposito temporaneo, impianti di gestione locali e processi di tracciabilità dei rifiuti.

Il settore delle costruzioni è responsabile della produzione di circa il 35-40% del totale dei rifiuti generati nell’Unione Europea. Questa enorme quantità di materiali, se gestita correttamente attraverso strategie di demolizione selettiva, decostruzione e recupero, può trasformarsi da problema ambientale in risorsa economica, contribuendo alla riduzione del consumo di materie prime vergini, alla decisione delle emissioni di CO₂ e alla creazione di nuove filiere produttive.

Il piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da C&D si inserisce in questo contesto come documento tecnico-operativo che accompagna il progetto edilizio in tutte le sue fasi, dalla progettazione preliminare fino all’esecuzione dei lavori, garantendo la tracciabilità dei flussi di materiali e il raggiungimento degli obiettivi quantitativi di recupero previsti dalla normativa.

Indice

  • Che cos’è il piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione (C&D)
  • Obiettivo quantitativo: la soglia del 70% di recupero
  • Piano di Riutilizzo, Riciclo e Recupero dei rifiuti da C&D: i contenuti obbligatori
  • Coerenza con gli studi LCA-LCC
  • Cosa deve fare il progettista?
  • Approfondimenti sui CAM edilizia 2026

Che cos’è il piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione (C&D)

Il piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione (C&D) è uno strumento tecnico-operativo obbligatorio, previsto dal criterio 2.5.4 dei CAM Edilizia 2025 (D.M. 25/11/2025), finalizzato alla gestione sostenibile dei flussi di rifiuti generati dalle attività di cantiere secondo i principi dell’economia circolare e della gerarchia dei rifiuti (art. 179 D.Lgs. 152/2006).

Il piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da C&D si colloca all’interno di un articolato quadro normativo europeo e nazionale che ha progressivamente rafforzato gli obblighi di gestione sostenibile dei rifiuti da costruzione.

A livello europeo, la Direttiva 2008/98/CE (Direttiva Quadro sui Rifiuti), modificata dalla Direttiva 2018/851/UE, parla di “gerarchia di gestione dei rifiuti” che privilegia, nell’ordine: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero di altro tipo (ad esempio recupero energetico) e, solo come ultima opzione, lo smaltimento. La stessa direttiva fissa l’obiettivo di preparare per il riutilizzo, il riciclaggio e altri tipi di recupero di materiale almeno il 70% in peso dei rifiuti non pericolosi da costruzione e demolizione entro il 2020.

A livello nazionale, il D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente) recepisce la normativa europea e nell’art. 179 si trova la gerarchia di gestione dei rifiuti, mentre l’art. 181 definisce le modalità di recupero. Particolare rilevanza assumono inoltre:

  • Il D.M. 10 luglio 2023, n. 119, che disciplina le condizioni per l’esercizio delle attività di preparazione per il riutilizzo in forma semplificata;
  • Il D.M. 28 giugno 2024, n. 127 (Decreto Inerti), che regola la cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste) per i rifiuti inerti da costruzione e demolizione destinati alla produzione di aggregati riciclati;
  • Il D.M. 28 marzo 2018, n. 69, relativo alla cessazione della qualifica di rifiuto per il conglomerato bituminoso;

Il D.M. 25/11/2025 sui CAM Edilizia rappresenta l’ultimo e più completo tassello normativo, introducendo al criterio 2.5.4 l’obbligo di redigere il piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da C&D per tutte le attività di cantiere, sia di costruzione che di demolizione, con l’obiettivo vincolante di avviare a operazioni di preparazione per il riutilizzo, riciclaggio o altre operazioni di recupero di materia almeno il 70% in peso dei rifiuti non pericolosi generati in cantiere, escludendo le terre e rocce da scavo.

Obiettivo quantitativo: la soglia del 70% di recupero

Il cuore del piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da C&D è l’obiettivo quantitativo del 70% in peso di rifiuti non pericolosi da avviare a recupero. Questo target non è un semplice auspicio, ma un requisito cogente che il progetto deve quantificare e dimostrare di poter raggiungere.

La percentuale del 70% si calcola sul totale dei rifiuti non pericolosi generati dalle demolizioni e dagli scarti di lavorazione, escludendo le terre e rocce da scavo, che sono disciplinate separatamente dal D.P.R. 120/2017 e dal D.L. 13/2023 convertito in Legge 41/2023.

È fondamentale comprendere che il 70% rappresenta una soglia minima: il progettista è chiamato a massimizzare il recupero delle diverse frazioni di materiale, prevedendo nel progetto sistemi di demolizione selettiva o decostruzione, per quanto tecnicamente possibile. Solo nei casi in cui, per la natura o la vetustà dell’edificio, non risulta tecnicamente o economicamente conveniente operare una decostruzione o demolizione selettiva, il progettista deve fornire adeguata giustificazione nella relazione tecnica.

Per gli interventi su edifici storici o molto vetuste, è fondamentale effettuare preliminarmente una campagna di analisi conoscitiva dell’edificio e dei materiali costitutivi per determinarne tipologia, epoca e stato di conservazione, e individuare le frazioni di materiale da demolire o eventualmente recuperare. I prelievi, le prove e le determinazioni devono essere effettuate e certificato dai laboratori di cui all’Art. 59 del D.P.R. 380/2001.

Piano di Riutilizzo, Riciclo e Recupero dei rifiuti da C&D: i contenuti obbligatori

Il piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da C&D deve essere redatto con un grado di dettaglio crescente in funzione del livello di progettazione (preliminare, definitivo, esecutivo).

Per la sua redazione, il progettista può fare riferimento al documento della Commissione Europea “Orientamenti per le verifiche dei rifiuti prima dei lavori di demolizione e di ristrutturazione degli edifici” (2018) o alla prassi UNI PdR 75 “Decostruzione selettiva – Metodologia per la decostruzione selettiva e il recupero dei rifiuti in un’ottica di economia circolare“.

Il Piano deve includere obbligatoriamente diversi contenuti che di seguito analizziamo.

Icona

Download Gratuito Gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione nell’UE - 2018

Icona

Download Gratuito UNI/PdR 75:2020 - Decostruzione selettiva

Tipologia e caratteristiche della struttura oggetto di intervento

Questa sezione offre una descrizione complessiva dell’edificio o dell’opera interessata dall’intervento, chiarendone la tipologia edilizia e la destinazione d’uso, sia attuale sia prevista a seguito dei lavori. Vengono richiamati l’anno di costruzione e gli eventuali interventi realizzati nel tempo, insieme alla tecnologia costruttiva prevalente e allo stato generale di conservazione. L’inquadramento comprende inoltre l’indicazione di eventuali vincoli presenti, nonché i principali dati dimensionali, quali superficie lorda di pavimento e volumetria.

Inventario dei materiali e degli elementi

L’inventario rappresenta il cuore analitico del Piano e deve fornire una mappatura completa e quantificata di tutti i materiali presenti nell’edificio o nell’opera. I materiali devono essere suddivisi in tre macro-categorie:

  • materiali o componenti pericolosi
  • materiali o componenti non pericolosi inerti
  • materiali o componenti non pericolosi non inerti

Tabella riepilogativa EER

La tabella riepilogativa delle tipologie di rifiuto secondo la classificazione EER costituisce lo strumento operativo fondamentale per la gestione dei rifiuti in cantiere. Deve essere strutturata secondo la classificazione dell’Elenco Europeo dei Rifiuti (EER) e rispettare la seguente suddivisione:

  • Frazioni monomateriali da iniziare a operazioni di preparazione per il riutilizzo: secondo quanto previsto dal D.M. 10 luglio 2023, n. 119, che disciplina le condizioni per l’esercizio delle preparazioni per il riutilizzo in forma semplificata. Rientrano in questa categoria, ad esempio:
    • infissi e serramenti ancora funzionali
    • sanitari integri
    • elementi di arredo fisso
    • componenti impiantistici riutilizzabili
    • elementi decorativi e di finitura
  • Rifiuti inerti da iniziare ad impianti per la produzione di aggregati riciclati: secondo quanto previsto dal D.M. 28 giugno 2024, n. 127, che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto per:
    • rifiuti inerti dalle attività di costruzione e demolizione (codici EER 17 01 01, 17 01 02, 17 01 03, 17 01 07)
    • altri rifiuti inerti di origine minerale
  • Rifiuti di conglomerato bituminoso: secondo quanto previsto dal D.M. 28 marzo 2018, n. 69, che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto per il conglomerato bituminoso (codice EER 17 03 02).
  • Frazioni monomateriali da iniziare a operazioni di riciclo o ad altre forme di recupero: comprendono tutti gli altri materiali recuperabili:
    • Metalli ferrosi (EER 17 04 05)
    • Metalli non ferrosi (EER 17 04 01, 17 04 02, 17 04 03, 17 04 04, 17 04 06, 17 04 07, 17 04 11)
    • Legno (EER 17 02 01)
    • Plastica (EER 17 02 03)
    • Vetro (EER 17 02 02)
    • Cartongesso (EER 17 08 02)

Per ciascuna tipologia di rifiuto, la tabella deve riportare:

  • codice EER
  • descrizione del rifiuto
  • quantità stimata (in kg o tonnellate)
  • percentuale sul totale dei rifiuti prodotti
  • destinazione (preparazione per riutilizzo / riciclo / recupero / smaltimento)
  • impianto di destinazione previsto

Modello di gestione deposito temporaneo

Una descrizione dettagliata del modello di gestione del deposito temporaneo dei rifiuti presso il cantiere con eventuale layout grafico

Elenco impianti locali

Un elenco degli impianti di gestione dei rifiuti presenti a livello locale con indicazione (se possibile) dei servizi offerti

Descrizione processo di tracciabilità dei rifiuti

Una descrizione del processo di tracciabilità dei rifiuti e del processo di riciclo, compresi i modelli consigliati da utilizzare

Coerenza con gli studi LCA-LCC

Il piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da C&D deve essere in coerenza tra gli scenari di fine vita di materiali, sistemi e componenti definiti nello studio LCA-LCC (Life Cycle Assessment – Life Cycle Costing) di cui al paragrafo 1.3.2 dei CAM.

Lo studio LCA-LCC analizza gli impatti ambientali ed economici dell’edificio lungo tutto il suo ciclo di vita, dalla produzione dei materiali alla dismissione finale. Gli scenari di fine vita definiti nello studio LCA devono essere coerenti con quanto previsto nel Piano di gestione dei rifiuti da C&D.

In considerazione del fatto che, in fase di demolizione selettiva, potrebbero rinvenirsi molteplici categorie di rifiuti differenti, è sempre suggerita l’adozione di tutte le precauzioni e gli accorgimenti atti ad avviare il maggior quantitativo di materiali non pericolosi a recupero o riciclo.

Cosa deve fare il progettista?

La Relazione CAM di progetto illustra in che modo il progetto ha tenuto conto di questo criterio progettuale. Il progettista deve elencare, nella relazione, quali sono le fonti da cui ha derivato, per ogni materiale, le percentuali impiegate nel calcolo della quota parte avviata a riutilizzo, riciclaggio o altre operazioni di recupero.

Il progettista, ove possibile, può fare riferimento alle informazioni sulle tecnologie e gli scenari di disassemblaggio/decostruzione e fine vita di uno o più componenti, fornite con le schede tecniche o la documentazione tecnica del fabbricante dei componenti e dei materiali, incluse le dichiarazioni ambientali di prodotto EPD, a dimostrazione della fattibilità tecnica del recupero e del riciclo. In alternativa, per la costruzione di scenari plausibili di riciclo e recupero si può far riferimento ai rapporti pubblicati annualmente da ISPRA e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

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Approfondimenti sui CAM edilizia 2026

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  • Relazione CAM di progetto, cos’è e come si redige: il modello ministeriale 2026
  • Piano di fine vita, cos’è e come redigerlo
  • Il piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione C&D
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  • Piano di gestione dei rifiuti del cantiere: obblighi e responsabilità
  • CAM 2026 e serramenti: requisiti per posa, vetrate, telai e verifiche

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