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Documento di indirizzo alla progettazione DIP

Il documento di indirizzo alla progettazione nel nuovo codice appalti

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Cos’è e a cosa serve il documento di indirizzo alla progettazione. Tutto quello che devi sapere sul DIP secondo il nuovo codice appalti

Il nuovo codice dei contratti fa un taglio sui livelli di progettazione: da 3 diventano 2, scompare il definitivo, restano lo studio di fattibilità tecnico-economica (PFTE) ed il progetto esecutivo (art. 41 D.Lgs. 36/2023).

A valle del quadro esigenziale e all’origine della progettazione si inserisce il documento di indirizzo alla progettazione (DIP). Cosa contiene e perché è così importante?

Cos’è il documento di indirizzo alla progettazione 2023

Il documento di indirizzo alla progettazione (DIP) è un documento da redigere in coerenza con il quadro esigenziale e con la soluzione individuata nel documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP).

Il DIP è un documento strategico in cui vengono individuati le caratteristiche, i requisiti e gli elaborati progettuali necessari per la definizione di ogni livello della progettazione, in rapporto alla dimensione, alla specifica tipologia e alla categoria dell’intervento da realizzare.

È disciplinato dall’allegato I.7 del nuovo codice appalti.

Quando si deve fare il documento di indirizzo alla progettazione

Il DIP deve essere redatto e approvato prima dell’affidamento del progetto di fattibilità tecnica ed economica, sia in caso di progettazione interna, che di progettazione esterna alla stazione appaltante. Nel caso in cui la progettazione sia esterna il DIP entra a far parte della documentazione di gara per l’affidamento del contratto pubblico di servizi, in quanto è incluso nel “capitolato del servizio di progettazione”. Nel caso in cui la progettazione sia interna alla stazione appaltante il DIP deve essere allegato alla lettera d’incarico.

I contenuti del documento di indirizzo alla progettazione

Il DIP riporta almeno le seguenti indicazioni:

  • lo stato dei luoghi;
  • gli obiettivi da perseguire attraverso la realizzazione dell’intervento, le funzioni da svolgere, i fabbisogni e le esigenze da soddisfare e, ove pertinenti, i livelli di servizio da conseguire e i requisiti prestazionali di progetto da raggiungere;
  • i requisiti tecnici che l’intervento deve soddisfare in relazione alla legislazione tecnica vigente e al soddisfacimento delle esigenze da soddisfare;
  • i livelli della progettazione da sviluppare e i relativi tempi di svolgimento;
  • gli elaborati grafici e descrittivi da redigere;
  • le eventuali raccomandazioni per la progettazione, anche in relazione alla pianificazione urbanistica, territoriale e paesaggistica vigente e alle valutazioni ambientali strategiche (VAS), ove pertinenti, procedure tecniche integrative o specifici standard tecnici che si intendano porre a base della progettazione dell’intervento;
  • i limiti economici da rispettare e l’eventuale indicazione delle coperture finanziarie dell’opera;
  • le indicazioni in ordine al sistema di realizzazione dell’intervento;
  • l’indicazione della procedura di scelta del contraente;
  • l’indicazione del criterio di aggiudicazione;
  • la tipologia di contratto individuata per la realizzazione dell’intervento, e in particolare se il contratto sarà stipulato a corpo o a misura, o parte a corpo e parte a misura;
  • le specifiche tecniche contenute nei criteri ambientali minimi (CAM);
  • l’individuazione di lotti funzionali e/o di lotti prestazionali, articolati in strutture analitiche di progetto (ove necessario);
  • gli indirizzi generali per la progettazione del monitoraggio ambientale, geotecnico e strutturale delle opere, ove ritenuto necessario;
  • le specifiche tecniche per l’utilizzo di materiali, elementi e componenti ai fini:
    • 1) del perseguimento dei requisiti di resistenza, durabilità, robustezza e resilienza delle opere;
    • 2) della efficienza energetica e della sicurezza e funzionalità degli impianti;
  • l’indicazione di massima dei tempi necessari per le varie fasi dell’intervento;
  • in caso di affidamenti agli operatori economici di cui all’articolo 66, comma 1, del codice, l’importo di massima stimato da porre a base di gara, calcolato nel rispetto del decreto di cui all’articolo 41, comma 13, del codice, per la prestazione da affidare;
  • la possibilità di utilizzare le economie derivanti dai ribassi d’asta anche per motivate varianti in corso d’opera;
  • nelle ipotesi in cui non sia prevista la redazione del piano di sicurezza e coordinamento ai sensi del Titolo IV, Capo I, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, la previsione dell’elaborato progettuale della sicurezza contenente l’analisi del contesto ambientale con l’individuazione delle potenziali interferenze, la descrizione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori connessi all’area di cantiere, ad esclusione di quelli specifici propri dell’attività dell’impresa, nonché la stima dei costi della sicurezza per tutta la durata delle lavorazioni;
  • per le forniture, i criteri di approvvigionamento di materiali idonei a garantire il rispetto dei criteri ambientali minimi e i diritti dei lavoratori, secondo indirizzi finalizzati a promuovere le forniture di materiali certificati da organismi verificatori accreditati di cui al regolamento di esecuzione (UE) 2018/2067 della Commissione, del 19 dicembre 2018.
Documento di indirizzo alla progettazione

Documento di indirizzo alla progettazione

Documento di indirizzo alla progettazione e capitolato informativo

Nei casi previsi dalla legge o per scelta del committente, della stazione appaltate o dell’ente concedente il DIP include il capitolato informativo in riferimento a quanto previsto dall’articolo 43 del codice e secondo le specifiche del relativo allegato I.9. Il DIP, oltre ai contenuti stabiliti, può contenere, in materia di digitalizzazione dei processi e di modellazione informativa, ulteriori riferimenti alla fase esecutiva, anche con riferimento alla pianificazione e gestione della realizzazione prevista dalla norma UNI ISO 21502:2021 e dalla norma UNI ISO 31000.

Il capitolato informativo è il documento redatto dal BIM Manager della Stazione Appaltante che permette agli affidatari della gara d’appalto di redigere l’offerta di gestione informativa, prima generico e poi dettagliato in seguito all’annuncio dell’aggiudicatario nel piano di gestione informativa. Ti consiglio di allinearti quanto prima ai nuovi obblighi BIM che riguardano la stazione appaltante, vista l’obbligatorietà dal 1 gennaio 2025. Le disposizioni da seguire sono diverse, chiedi una consulenza gratuita di uno specialista BIM per la Pubblica Amministrazione.

Il nuovo codice segna un passo in avanti per il BIM: si registra una spinta per le stazioni appaltanti e per gli enti concedenti al raggiungimento di un’adeguata maturità digitale con riferimento al rafforzamento delle capacità di gestione del singolo investimento pubblico e del relativo procedimento tecnico – amministrativo, considerato all’interno della logica complessiva di funzionalizzazione dell’organizzazione, nonché dell’eventuale ruolo di gestione patrimoniale dei cespiti nel corso del ciclo di vita degli stessi.

L’adozione del BIM è un’attività necessaria, finalizzata a razionalizzare le attività di progettazione e di verifica, oltre che di realizzazione delle opere.

È necessario per la stazione appaltante dotarsi di:

  • un ambiente di condivisione dati (o Common Data Environment secondo la UNI EN ISO 19650) che consenta la gestione di formati aperti non proprietari;
  • un piano di formazione;
  • un piano di acquisizione e manutenzione degli strumenti hardware e software;
  • un atto organizzativo.
BIM Codice Appalti
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