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Home » Approfondimenti » Professioni tecniche e imprese edili » Il CSE è tenuto alla presenza quotidiana in cantiere?

Il CSE è tenuto alla presenza quotidiana in cantiere?

La Cassazione annulla la condanna del coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione per la morte di un operaio a causa di insufficienti misure di sicurezza, chiarendo che il ruolo di "alta vigilanza" non implica la necessità di una presenza costante in cantiere

Tempo di lettura stimato: 3 minutidi Redazione BibLus / 19 Settembre 2024/0 Commenti/in Professioni tecniche e imprese edili /di
Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione e presenza sul cantiere

Il ruolo del tecnico professionista che si occupa di sicurezza nei cantieri è estremamente focale, di responsabilità e richiede una particolare vigilanza da parte di chi lo riveste. Attenzione però, il delicato ruolo pocanzi accennato non dovrebbe essere mai confuso o messo alla pari con quello di un “cane da guardia”, con tutto il rispetto che dobbiamo al prezioso aiuto di sentinella svolto dal più fedele amico dell’uomo.

La Corte di Cassazione torna sulle responsabilità dei tecnici preposti in ambito di sicurezza nei cantieri e lo fa con una eloquente e illuminante sentenza: la n. 34222/2024.

Se ti occupi di sicurezza sul cantiere e devi elaborare i piani di sicurezza obbligatori per legge (PSC, POS, PEE, lavori in copertura, amianto, scavi, demolizioni ecc.), personalizzati e contestualizzati, esiste il software per i piani di sicurezza che può rendere più veloce e agevole il tuo lavoro. Puoi scaricarlo gratuitamente per 30 giorni e stampare tutta la modulistica richiesta dalla normativa.

Tra i doveri del CSE è obbligatoria la presenza giornaliera e continua in cantiere? Il caso

La Corte di Appello emetteva una sentenza in parziale riforma della decisione del Tribunale riguardante un caso di omicidio colposo ai sensi dell’articolo 589 del codice penale.

L’imputato, in qualità di Coordinatore per la Sicurezza in fase di programmazione ed esecuzione del cantiere (CSE), era ritenuto responsabile della morte di un lavoratore avvenuta mentre si trovava all’interno di uno scavo per la posa di un impianto fognario. Il decesso era causato dal cedimento della parete dello scavo, che non era stata puntellata, schiacciando il lavoratore e sommergendolo di terra e pietre.

Si accusava, quindi, l’imputato di:

  • omessa vigilanza e mancato intervento immediato;
  • redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) privo di adeguate misure preventive e protettive specifiche per i rischi associati alle lavorazioni, con l’omissione di dettagli cruciali come le misure di coordinamento e le procedure operative necessarie risultate generiche.

Il tecnico si difendeva precisando che il PSC originario aveva già previsto, per scavi superiori a 1,50 m, la prescrizione di puntellare le pareti, senza specificare a quale lavorazione o a quale necessità dovesse essere asservito lo scavo. Egli specificava che nella successiva versione approvata del piano, le stesse identiche previsioni erano state riferite alla stessa tipologia di scavo ma relativamente alla posa di tubazioni.

Si arrivava così alla richiesta di giudizio in Cassazione.

Il giudizio della Corte di Cassazione: la funzione di vigilanza si attua tramite procedure e non attraverso un intervento immediato

La Suprema Corte ritiene che la Corte distrettuale non ha fornito spiegazioni sufficienti riguardo al nesso causale tra le presunte omissioni dell’imputato e l’incidente fatale:

In realtà, come già visto, il rischio di cedimento delle pareti era espressamente previsto nel PSC per qualsiasi tipo di scavo (operato per qualsiasi lavorazione) avente profondità superiore a mt. 1,50, come nel caso.

Pertanto, a rigore, le ditte esecutrici dei lavori avrebbero dovuto comunque uniformarsi a tale prescrizione, indipendentemente dalle ragioni per cui doveva essere eseguito lo scavo.

La sentenza in altre parole sottolinea che le disposizioni generali contenute nel PSC erano già chiare e applicabili a qualsiasi tipo di scavo, rendendo quindi difficile sostenere che la responsabilità potesse derivare da una genericità delle indicazioni.

Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione dei lavori: quando è necessaria la presenza in cantiere?

La sentenza della Cassazione chiarisce inoltre che la funzione di “alta vigilanza” del Coordinatore per la Sicurezza in fase di esecuzione (CSE) non richiede una presenza costante in cantiere:

dovendosi in proposito rammentare il principio secondo cui, in tema di infortuni sul lavoro, la funzione di alta vigilanza che grava sul coordinatore per la sicurezza dei lavori – che si esplica prevalentemente mediante procedure e non poteri doveri di intervento immediato – riguarda la generale configurazione delle lavorazioni che comportino un rischio interferenziale, e non anche il puntuale controllo delle singole lavorazioni, demandato ad altre figure (datore di lavoro, dirigente, preposto), salvo l’obbligo di adeguare il piano di sicurezza in relazione all’evoluzione dei lavori e di sospendere, in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato ed immediatamente percettibile, le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti da parte delle imprese interessate

Insomma, sebbene il CSE debba monitorare le lavorazioni e intervenire in caso di pericolo grave e imminente, non è obbligato a essere presente quotidianamente. È sufficiente che il CSE si presenti nei momenti critici delle lavorazioni, dove il rischio è maggiore, per esercitare il suo potere di intervento e garantire la sicurezza.

In conclusione, la Corte ha annullato la sentenza impugnata e disposto il rinvio per un nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di Appello.

Scopri usBIM.cse, il programma CSE

 

Per maggiore approfondimento, leggi anche questi articoli di BibLus:

  • “Occorre indossare il casco protettivo nei cantieri anche all’aperto?“
  • “Incidente mortale in cantiere: il datore di lavoro resta sempre responsabile“
  • “Meteorologia avversa in cantiere: a chi tocca sospendere i lavori?“
  • “Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, obblighi e responsabilità“
  • “Montaggio errato del ponteggio, le responsabilità del coordinatore della sicurezza“
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Download Gratuito Sentenza Cassazione 34222/2024 - Presenza costante in cantiere del CSE

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