Scavo a cielo aperto: cos’è, tipologie e sistemi di protezione
Lo scavo a cielo aperto consiste nella creazione di una trincea nel terreno sul fondo destinata ad accogliere sovrastrutture e infrastrutture. Scopri tipologie e i sistemi di protezione previsti
Lo scavo a cielo aperto rappresenta una tecnica tradizionale ampiamente utilizzata nell’ambito delle opere di ingegneria civile e infrastrutturale. Alcuni lavori di cantiere, come gli scavi a cielo aperto e le tecniche no dig, presentano un elevato livello di rischio e richiedono piani di sicurezza specifici. La responsabilità di garantire la tutela della salute dei lavoratori ricade sul coordinatore della sicurezza e sul datore di lavoro, che devono adottare misure preventive adeguate.
Per questo motivo, è fondamentale che il coordinatore della sicurezza esegua un’accurata analisi delle condizioni del terreno, dei macchinari e delle attrezzature impiegate, redigendo un piano di sicurezza.
Da ricordare che il testo unico sulla sicurezza (D.Lgs. n. 81/2008) prevede che il piano di sicurezza e coordinamento (PSC) sia corredato da tavole esplicative di progetto, relative agli aspetti della sicurezza, comprendenti almeno una planimetria sull’organizzazione del cantiere e, ove la particolarità dell’opera lo richieda, una tavola tecnica sugli scavi.
Indice
- Cos’è uno scavo?
- Cosa si intende per scavo a cielo aperto?
- Quali sono le tipologie di scavo a cielo aperto?
- Scavo a cielo aperto: normativa
- Scavo a cielo aperto: fasi operative
- I sistemi di protezione degli scavi a cielo
- Tipologie di sistemi di protezione degli scavi a cielo aperto
- Sistemi realizzati in cantiere: in legno e con puntoni in metallo
- Sistemi realizzati con componenti prefabbricati
- La marcatura dei sistemi realizzati degli scavi a cielo aperto
- Il montaggio e smontaggio dei sistemi di protezione
- Manutenzione dei sistemi di protezione degli scavi
- Scavo a cielo aperto: le FAQ
Cos’è uno scavo?
Con il termine di scavo viene definita qualsiasi asportazione di rocce e/o terra dalla collocazione originaria necessaria alla creazione di splateamenti, cavità, ecc. di forme e dimensioni opportune, necessari per la realizzazione di opere ingegneristiche.
Gli scavi si distinguono in:
- scavi a cielo aperto;
- scavi in galleria.
Cosa si intende per scavo a cielo aperto?
Lo scavo a cielo aperto consiste nell’esecuzione preliminare di una trincea nel terreno sul fondo, destinata ad accogliere sovrastrutture, infrastrutture e ogni altro elemento previsto dal progetto. Questo metodo rappresenta la tecnica di intervento più tradizionale ed economica, poiché risulta meno complesso rispetto ad altre soluzioni. La sua convenienza deriva dall’utilizzo dell’angolo naturale di attrito interno del terreno che contribuisce a garantire la stabilità dei pendii dello scavo. La costruzione si sviluppa dal basso verso l’alto senza comportare limitazioni in termini di sistemi impermeabilizzanti da adottare.
Quali sono le tipologie di scavo a cielo aperto?
Gli scavi a cielo aperto si suddividono in:
- scavi di sbancamento (o splateamento o in sezione ampia o sterri): sono quelli in cui la superficie orizzontale è preponderante rispetto alla profondità dello scavo e tale sezione è sufficientemente ampia da consentire l’accesso ai mezzi di trasporto sino al fronte di scavo (accesso diretto o a mezzo di rampe provvisorie), in modo che il materiale scavato venga caricato direttamente sui mezzi di trasporto. In genere si ricorre a questi tipi di scavo quando è necessario eseguire scavi su vasta superficie quali quelli per lo spianamento o sistemazione del terreno;
- scavi a sezione aperta: sono quegli scavi in cui la superficie orizzontale è preponderante rispetto alla profondità dello scavo. In genere si ricorre a questi tipi di scavo quando si devono realizzare cantinati di nuova costruzione, corpi di fabbrica interrati, piani di appoggio di platee di fondazione ed in genere scavi al disotto del piano di campagna;
- scavi a sezione ristretta o obbligata: sono gli scavi aventi la larghezza uguale o inferiore all’altezza, eseguiti a partire dalla superficie del terreno naturale o dal fondo di un precedente scavo di sbancamento, sempre che il fondo del cavo non sia accessibile ai mezzi di trasporto. Più in particolare:
- per scavi a sezione obbligata si intendono quegli scavi con dimensioni vincolate in cui la lunghezza e la larghezza sono inferiori alla profondità (scavi di fondazione). In genere si ricorre a questo tipo di scavo per la realizzazione delle fondazioni a plinto o a trave rovescia;
- per scavi a sezione ristretta o in trincea si intendono quelli in cui la profondità di scavo è maggiore della sua lunghezza e la larghezza alla base dello scavo non è maggiore di 4,60 m. In genere questi tipi di scavo vengono utilizzati per la posa di tubazioni, sottoservizi, ecc.
Nel caso in cui la profondità sia notevolmente superiore alla superficie orizzontale dello scavo si parla di scavo di pozzi.
A seconda della natura del terreno e del volume di terra da scavare i mezzi utilizzati per le opere di scavo possono essere:
- mezzi manuali quali martelli pneumatici;
- mezzi meccanici (macchine escavatrici);
- esplosivi.
Scavo a cielo aperto: normativa
Gli scavi a cielo aperto sono disciplinati da diverse normative e documenti tecnici, volti a garantire la sicurezza dei lavoratori e la corretta esecuzione delle operazioni. Tra queste:
- UNI EN 13331-1:2004: definisce i sistemi di puntellazione per gli scavi, inclusi i blindaggi progettati per la protezione dei lavoratori durante le attività di scavo;
- D.Lgs. 81/2008: rappresenta il riferimento normativo principale per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, comprendendo anche le attività di scavo e le relative misure preventive.
Scavo a cielo aperto: fasi operative
L’intervento di scavo a cielo aperto, che come abbiamo detto costituisce il sistema tradizionalmente impiegato nella realizzazione degli impianti, si articola generalmente nelle seguenti fasi principali:
- rimozione delle sovrastrutture esistenti (ad esempio della pavimentazione stradale);
- scavo della trincea fino alla profondità operativa;
- esecuzione delle operazioni di posa;
- rinterro;
- ripristino.
Questo tipo di intervento richiede l’impiego di numerosi mezzi e attrezzature per movimentare ingenti quantità di materiale da e verso l’area di cantiere. Tuttavia, tale processo comporta anche una serie di criticità, tra cui:
- l’inquinamento atmosferico ed acustico legato ai macchinari utilizzati nel cantiere di scavo;
- la rimozione di grandi volumi di terra destinata a discarica nel corso dei lavori;
- il consumo di risorse naturali legato all’impiego di materiale inerte necessario per procedere al rinterro;
- i trasporti aggiuntivi che determinano un ulteriore fattore di impatto ambientale.
Pertanto, è opportuno predisporre adeguati sistemi di protezione degli scavi a cielo aperto, utilizzati nei cantieri mobili o temporanei al fine di ridurre i rischi per i lavoratori impiegati nelle attività di scavo.
I sistemi di protezione degli scavi a cielo
Per garantire la sicurezza dei lavoratori negli scavi a cielo aperto, i dispositivi di protezione collettiva devono essere adottati per mitigare l’elevato rischio di seppellimento. I sistemi di protezione degli scavi a cielo aperto possono essere distinti in:
- Sistemi realizzati in cantiere
- Sistemi realizzati totalmente in legno.
- Sistemi realizzati con puntoni in metallo.
- Sistemi realizzati con componenti prefabbricati
- Sistemi realizzati mediante blindaggi.
- Sistemi realizzati mediante palancole
E vengono utilizzati in particolare in:
- aree non antropizzate (scavi di splateamento o sbancamento);
- aree antropizzate (scavi a sezione obbligata per trincee, sottomurazioni o fondazioni).
L’idoneità dei sistemi deve essere dimostrata, ad esempio, provando la loro resistenza alle sollecitazioni del terreno e facendo riferimento a norme tecniche specifiche come le UNI EN 13331-1 e UNI EN 1993-5.
Il testo unico sulla sicurezza (D.Lgs. n. 81/2008) prevede che il piano di sicurezza e coordinamento (PSC) sia corredato da tavole esplicative di progetto, relative agli aspetti della sicurezza, comprendenti almeno una planimetria sull’organizzazione del cantiere e, ove la particolarità dell’opera lo richieda, una tavola tecnica sugli scavi.
L’articolo 119 del D.Lgs. 81/08, per lo scavo di pozzi e di trincee profondi più di 1.50 metri, prescrive l’obbligo di provvedere all’applicazione delle necessarie armature di sostegno man mano che lo scavo procede, qualora la consistenza del terreno non offra sufficiente garanzia di stabilità, anche in relazione alla pendenza delle pareti.
Le tavole di rivestimento delle pareti devono inoltre sporgere dai bordi degli scavi di almeno 30 centimetri.
Prima del montaggio, è fondamentale verificare una serie di fattori, tra cui le caratteristiche e la morfologia del terreno, la presenza di falde acquifere e l’esistenza di impianti o strutture interrate o fuori terra, come previsto anche dall’art. 120 che vieta il deposito di materiali presso il ciglio degli scavi.
L’obbligo di provvedere all’armatura o al consolidamento del terreno è previsto dall’articolo 118 anche per gli scavi di splateamento e sbancamento, qualora siano da temere frane o scoscendimenti a causa della natura del terreno, piogge, infiltrazioni, gelo o disgelo.
Cassazione penale 35894/2025: omesso obbligo di armatura in uno scavo, il datore di lavoro sotto accusa
La Cassazione penale (sentenza 35894/2025) ha confermato la condanna del titolare di un’impresa appaltatrice per omicidio colposo e lesioni, a seguito del crollo di uno scavo privo di adeguate armature di sostegno. Il datore di lavoro non aveva garantito la messa in sicurezza progressiva dello scavo né vigilato sull’uso dei DPI, violando gli obblighi di prevenzione previsti dal POS e dal D.Lgs. 81/08. La Suprema Corte ha chiarito che l’obbligo di armare le pareti sorge “man mano” con l’avanzamento dei lavori e non dipende dalla presenza dei lavoratori. Anche l’imprudenza del capocantiere, pur qualificato come preposto, non esclude la responsabilità del datore, poiché l’omissione delle misure protettive rimane la causa principale dell’evento. Leggi lapprofondimento.
Sistemi di protezione degli scavi a cielo: le guide INAIL
INAIL, nel corso degli anni, ha pubblicato diversi quaderni tecnici per cantieri temporanei e mobili. Obiettivo dei quaderni tecnici è quello di accrescere il livello di sicurezza: forniscono informative basate su leggi, circolari, norme tecniche specifiche e linee guida utili a individuare e perfezionare metodologie operative per il miglioramento delle misure di prevenzione contro i rischi professionali. I sistemi di protezione degli scavi a cielo aperto vengono utilizzati nei cantieri temporanei o mobili come, ad esempio, quelli relativi alla costruzione o manutenzione delle reti infrastrutturali, di fondazioni e, più in generale, di manufatti interrati. Tali sistemi di protezione sono realizzati in cantiere o prodotti in fabbrica.
Guida INAIL 2018
La guida INAIL 2018 illustra diverse tipologie di sistemi che possono essere realizzati in cantiere (totalmente in legno o con puntelli metallici) o con componenti prefabbricati (mediante blindaggi o palancole). Fornisce indicazioni essenziali riguardo la scelta, il montaggio, l’uso, lo smontaggio e la manutenzione di tali sistemi. Include inoltre la distinzione sulla marcatura richiesta per i sistemi realizzati in cantiere (nessuna marcatura) rispetto a quelli con componenti prefabbricati. Infine, la guida presenta una sezione di FAQ e i principali riferimenti normativi nel D.Lgs. 81/08 in materia di scavi e fondazioni.
Nello specifico il documento si compone di:
- denominazione;
- documenti di riferimento;
- cosa sono;
- destinazione d’uso;
- tipologia;
- marcatura;
- indicazioni essenziali per la scelta, il montaggio, l’uso e lo smontaggio;
- indicazioni essenziali di manutenzione;
- FAQ;
- riferimenti nel D.Lgs. 81/2008.
Guida INAIL 2016
La guida Inail “Riduzione del rischio nelle attività di scavo” – edizione 2016 – fornisce indicazioni tecnico-operative per prevenire infortuni durante le lavorazioni di scavo e movimentazione di terre e rocce. Il documento illustra il quadro normativo di riferimento (D.Lgs. 81/2008 e NTC 2008), l’importanza della conoscenza delle caratteristiche geotecniche dei terreni e la pianificazione delle opere. Approfondisce i fattori organizzativi e ambientali da valutare prima dei lavori, le opere provvisionali di sostegno e protezione, e propone tre casi studio di incidenti realmente accaduti per evidenziare gli errori più comuni. Infine, tratta le nuove tecniche di scavo “no dig” e la gestione dei rischi elettrici nei cantieri stradali, con un riepilogo normativo conclusivo.
Guida INAIL 2014
La pubblicazione, utile a tutti gli operatori impegnati nelle opere di scavo a cielo aperto, ha lo scopo di accrescere il livello di sicurezza dei lavoratori ed individuare le opportune misure di prevenzione contro gli infortuni gravi e mortali che possono avvenire durante i lavori.
Il documento è così strutturato:
- Documentazione di riferimento
- Cosa sono i sistemi di protezione degli scavi
- Destinazione d’uso
- Tipologia di sistemi di protezione degli scavi
- Marcatura
- Indicazioni essenziali per la scelta, il montaggio, l’uso e lo smontaggio
- Indicazioni essenziali di manutenzione
- Riferimenti nel D.Lgs 81/2008
Nella parte finale è presente anche una FAQ con le risposte alle domande più frequenti sui sistemi di protezione dagli scavi.
Tipologie di sistemi di protezione degli scavi a cielo aperto
I sistemi di protezione degli scavi a cielo aperto possono essere distinti in:
- sistemi realizzati in cantiere:
- totalmente in legno;
- con puntoni in metallo;
- sistemi realizzati con componenti prefabbricati:
- mediante blindaggi;
- mediante palancole.
Sistemi realizzati in cantiere: in legno e con puntoni in metallo
I sistemi realizzati in cantiere, apparentemente di minore complessità, devono essere sottoposti a regolare manutenzione e controllo visivo, prima della messa in opera, in maniera tale da conservare nel tempo le caratteristiche prestazionali iniziali.
I sistemi realizzati in legno sono costituiti da tavole orizzontali affiancate, disposte sulle pareti dello scavo, sostenute da montanti a tutt’altezza con interasse compreso tra 1,5 e 2 metri. I montanti sono vincolati fra loro al piede e alla sommità attraverso puntelli orizzontali. Il puntello deve essere collocato sull’elemento verticale che lo sostiene e non direttamente sulla tavola orizzontale.
Simili ai sistemi in legno, i sistemi realizzati con puntoni in metallo utilizzano tavole e montanti sui quali agiscono i puntelli. L’adozione di tali sistemi presuppone la verifica che i carichi trasmessi dai puntelli siano compatibili con quelli sopportabili dai montanti.
Sistemi realizzati con componenti prefabbricati
Nell’utilizzo dei sistemi prefabbricati particolare attenzione è da porre al rispetto delle indicazioni contenute nel libretto di uso e manutenzione del fabbricante.
Sistemi realizzati mediante blindaggi
I sistemi realizzati mediante blindaggi, definiti come sistemi di puntellazione per scavi dalla UNI EN 13331-1:2004, devono assicurare la stabilità delle pareti verticali e sono composti da diversi componenti prefabbricati, assemblati fra loro, che creano un sostegno blindato dello scavo.
Un sistema di puntellazione per scavi consiste in un assemblaggio di più moduli; ogni modulo è composto da vari elementi:
- pannelli;
- componenti di sostegno (puntelli fissi e regolabili, barre di prolunga, telai di sostegno);
- armature pannello;
- rotaie di scorrimento (quando necessario);
- collegamenti dei puntelli con i pannelli o le rotaie di scorrimento;
- combinazioni integrate di armature/pannelli.
La protezione dello scavo lungo tutta la profondità prevede l’assemblaggio di un modulo detto insieme di base ed un modulo detto insieme superiore. L’insieme di base viene collocato nello scavo prima dell’insieme superiore che può essere più di uno per supportare scavi profondi. Il blindaggio dello scavo avente larghezza variabile (distanza fra i lati dello scavo) è effettuato con puntelli regolabili in modo continuo o in modo incrementale.
La realizzazione della protezione lungo il tracciato dello scavo è attuata collegando in orizzontale uno o più moduli.
La norma UNI EN 13331-1 prevede le seguenti tipologie:
- sistema di puntellazione per scavi supportato al centro (tipo CS);
- sistema di puntellazione per scavi supportato ai bordi (tipo ES);
- sistema di puntellazione per scavi su rotaia di scorrimento (tipo R), singola (RS) (fig. 3), doppia (RD) o tripla (RT);
- sistema di puntellazione per scavi supportato ai bordi da trascinare orizzontalmente: cassa a trascinamento (tipo DB).
Sistemi realizzati mediante palancole
La palancola è un elemento in acciaio, di opportuno profilo, provvisto di incastri (guida metallica o gargame) maschio-femmina che, collegati fra loro ed infissi nel suolo, formano un pannello continuo resistente alla spinta laterale del terreno.
Le palancole possono essere laminate a caldo o profilate a freddo. Le norme di riferimento sono:
- UNI EN 10248-1:2023: palancole laminate a caldo di acciai non legati – Condizioni tecniche di fornitura;
- UNI EN 10248-2: 2024: palancole laminate a caldo di acciai non legati – Tolleranze dimensionali e di forma;
- UNI EN 10249-1: 1997: palancole laminate a freddo di acciai non legati – Condizioni tecniche di fornitura;
- UNI EN 10249-2: 2024: palancole laminate a freddo di acciai non legati – Tolleranze dimensionali e di forma.
I profili delle palancole si suddividono principalmente in due tipologie, caratterizzate da una sezione a U o a Z. La loro lunghezza, che varia in base al produttore, può raggiungere circa 12 metri per gli impieghi più comuni.
La marcatura dei sistemi realizzati degli scavi a cielo aperto
I pannelli, i componenti di sostegno, le armature dei pannelli e le rotaie di scorrimento devono essere marcati con le seguenti informazioni:
- numero della norma europea, cioè EN 13331-1:2004;
- simbolo o una lettera per identificare il produttore;
- simbolo o una lettera per identificare il componente della puntellazione per scavi;
- anno e il mese di produzione, utilizzando le ultime due cifre per l’anno e due cifre per il mese.
La marcatura deve essere realizzata in modo da garantire una resistenza duratura nel tempo, ad esempio mediante stampaggio a freddo.
Il montaggio e smontaggio dei sistemi di protezione
La scelta del sistema di protezione degli scavi a cielo aperto, da adottare in una specifica realizzazione, dipende dai rischi da eliminare e/o ridurre, preventivamente individuati nell’attività di valutazione dei rischi.
Prima del montaggio è necessario verificare:
- le caratteristiche del terreno;
- la morfologia del terreno;
- la presenza di falde d’acqua;
- la presenza di impianti interrati (energia elettrica, gas, acqua, telecomunicazioni);
- la presenza di opere e/o strutture interrate o fuori terra.
Prima dello smontaggio del sistema di protezione degli scavi a cielo aperto è necessario verificare:
- le condizioni del luogo di lavoro;
- la presenza di falde d’acqua;
- l’applicabilità della procedura o delle istruzioni di smontaggio.
Dopo lo smontaggio, invece, va verificata:
- l’integrità di tutti i componenti;
- l’assenza di danni ai materiali in legno;
- l’assenza di danni ai materiali metallici;
- l’assenza di deformazioni o ammaccature.
Manutenzione dei sistemi di protezione degli scavi
Per quanto riguarda la manutenzione del sistema di protezione degli scavi, l’INAIL precisa che deve essere effettuata da parte di personale qualificato. In particolare, per i componenti metallici è prevista la verifica di:
- stato superficiale;
- usura;
- deformazioni;
- danni dovuti alla corrosione;
- stato dei dadi e bulloni;
- serraggio dei dadi o dei bulloni;
- ingrassatura eventuali parti mobili.
Per i componenti in legno, invece, la verifica riguarda la:
- presenza di tagli;
- presenza di abrasioni;
- usura;
- danni dovuti al calore e a sostanze aggressive (acidi, solventi);
- deterioramento dovuto ai raggi del sole.
Scavo a cielo aperto: le FAQ
Quali sono i principali rischi legati agli scavi a cielo aperto?
Gli scavi a cielo aperto comportano rischi significativi per la sicurezza dei lavoratori, tra cui il rischio di crollo delle pareti di scavo, l’investimento da parte di macchinari in movimento, la caduta di materiali dall’alto e l’esposizione a inquinamento atmosferico e acustico.
Quali tecniche sono utilizzate per garantire la sicurezza negli scavi a cielo aperto?
Per garantire la sicurezza, vengono utilizzati sistemi di protezione collettiva come blindaggi, palancole e strutture di puntellazione. È inoltre fondamentale eseguire un’accurata analisi del terreno e utilizzare attrezzature idonee, seguendo le normative vigenti.
In cosa consiste il sistema di puntellazione degli scavi?
Il sistema di puntellazione consiste in un insieme di strutture prefabbricate o realizzate in cantiere che stabilizzano le pareti dello scavo, prevenendo il crollo e proteggendo i lavoratori. Esistono diverse tipologie, tra cui quelle con supporto centrale, ai bordi o su rotaia di scorrimento.
Come si differenziano gli scavi a cielo aperto dalle altre tipologie di scavo?
Gli scavi a cielo aperto prevedono la creazione di una trincea direttamente esposta all’ambiente esterno, a differenza degli scavi in galleria che avvengono in spazi chiusi. Gli scavi a cielo aperto sono generalmente più economici e meno complessi rispetto agli scavi sotterranei.
Quali strumenti e macchinari sono utilizzati per gli scavi a cielo aperto?
Gli scavi a cielo aperto possono essere effettuati con strumenti manuali come martelli pneumatici, macchine escavatrici per grandi volumi di terra o addirittura esplosivi, in base alla natura del terreno e al progetto.
Come si procede con il montaggio e lo smontaggio dei sistemi di protezione?
Prima del montaggio, si verifica la stabilità del terreno e la presenza di eventuali impianti interrati. Dopo il montaggio, si controllano regolarmente le condizioni della struttura. Lo smontaggio, invece, prevede verifiche sull’integrità dei componenti e l’assenza di deformazioni o danni.
Quali sono le normative di riferimento per la sicurezza negli scavi a cielo aperto?
Le principali normative sono il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza), la norma UNI EN 13331-1 per i sistemi di puntellazione e la Guida INAIL 2018 per le protezioni degli scavi. Questi documenti forniscono indicazioni precise su come garantire la sicurezza nei cantieri.
Quali sono le fasi operative principali di uno scavo a cielo aperto?
Le fasi principali includono la rimozione delle sovrastrutture esistenti, lo scavo della trincea, la posa delle infrastrutture, il rinterro e il ripristino della superficie. Ognuna di queste fasi richiede attenzione alla sicurezza e l’utilizzo di attrezzature adeguate.

Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/guida-inail-2018-sistemi-di-protezione-scavi-a-cielo-aperto/






