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Contributo a fondo perduto del decreto sostegni: la guida delle Entrate

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Pubblicata la guida delle Entrate sui contributi a fondo perduto previsti dal decreto sostegni per le imprese ed i professionisti che hanno subito un calo del fatturato a causa dell’emergenza

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la guida dal titolo: “Contributo a fondo perduto del decreto sostegni”.

Con la guida l’Agenzia fornisce agli operatori economici tutte le regole ed i suggerimenti per un accesso agevole e sicuro al nuovo beneficio previsto dal dl 41/2021.

La nuova guida fiscale segue la pubblicazione del provvedimento del direttore dell’Agenzia, del modulo di istanza e delle relative istruzioni per la compilazione per richiede i contributi. Ricordiamo infatti che dal 30 marzo è possibile inoltrare telematicamente l’istanza.

La guida delle Entrate sui contributi a fondo perduto

Il decreto legge n. 41 del 22 marzo 2021 (ribattezzato decreto “sostegni”, scopri qui tutti i contenuti) ha messo in campo un nuovo set di agevolazioni e benefici per alleviare i danni subiti dai contribuenti a causa del perdurare dell’emergenza da Coronavirus: tra gli altri, vi è il nuovo contributo a fondo perduto destinato agli operatori economici titolari di partita Iva.

La guida spiega con linguaggio semplice e con prospetti e schemi:

  • la disposizione normativa;
  • le regole operative fissate dal provvedimento;
  • le funzionalità per l’invio dell’istanza e per seguirne l’elaborazione.

A chi spetta e come si calcola

La platea dei beneficiari è costituita dai titolari di partita Iva attivata fino alla data del 23 marzo 2021 e la cui attività non sia cessata alla stessa data.

Si tratta dei soggetti che sono residenti o stabiliti in Italia e che svolgono attività di impresa o di lavoro autonomo o sono titolari di reddito agrario.

Esclusi da tale platea sono solamente gli enti pubblici, i soggetti che svolgono attività di intermediazione finanziaria e le società di partecipazione.

I requisiti per richiedere il contributo a fondo perduto sono due:

  • i ricavi e i compensi relativi all’anno 2019 non devono superare i 10 milioni di euro;
  • la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 deve risultare inferiore almeno del 30% rispetto a quella dell’anno 2019.

Quest’ultimo requisito non è necessario per i soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019.

La guida illustra con utili prospetti come calcolare i parametri essenziali dei ricavi e compensi 2019 e delle medie mensili del fatturato e corrispettivi degli anni 2019 e 2020.

Una volta accertati i requisiti, il calcolo del contributo spettante è presto fatto: la differenza tra le due medie mensili viene moltiplicata per una percentuale diversa a seconda della fascia di ricavi 2019.

Le percentuali vanno dal 60% per i soggetti più piccoli (fino a 100.000 euro di ricavi 2019) al 20% dei soggetti più grandi (oltre 5 milioni e fino a 10 milioni di euro), passando dalle percentuali intermedie del 50%, 40% e 30%.

In ogni caso, a chi possiede i requisiti viene garantito un contributo minimo di 1.000 euro (persone fisiche) o 2.000 euro (soggetti diversi). E’ previsto un limite massimo del contributo di 150mila euro.

Le modalità di erogazione previste

La guida presenta la nuova modalità di erogazione che il beneficiario può scegliere (per l’intero importo spettante) in alternativa all’accredito sul conto corrente.

Il credito che si ottiene può essere utilizzato in compensazione dei tributi che si versano tramite modello F24, senza applicazione dei limiti di legge relativi alla fruizione dei crediti d’imposta (importi massimi annuali, blocco in presenza di ruoli erariali scaduti, eccetera).

L’istanza per richiedere il contributo

Il modello di istanza è ridotto all’essenziale: oltre ai dati che individuano il richiedente, devono essere indicati i dati che attestano i requisiti e che sono necessari per il calcolo del contributo spettante (fascia ricavi/compensi 2019, medie mensili fatturato/corrispettivi 2019 e 2020, attivazione partita Iva dal 2019) e i dati relativi alla modalità di erogazione scelta (casella accredito su c/c e codice Iban oppure casella credito d’imposta).

Ultima sezione del modello è quella dedicata agli intermediari autorizzati alla trasmissione delle dichiarazioni, che possono presentare l’istanza dei contribuenti per i quali hanno delega al cassetto fiscale o delega completa ai servizi del portale “Fatture e corrispettivi” o ancora che hanno acquisito specifica delega per il contributo a fondo perduto del decreto “Sostegni”.

Modalità e termini invio dell’istanza

In questa sezione della guida vengono fornite delle avvertenze e dei suggerimenti per la corretta e precisa presentazione delle istanze.

Le istanze devono essere presentate esclusivamente in via telematica, a partire dal 30 marzo 2021 e fino al 28 maggio 2021.

La guida illustra la procedura web che verrà messa a disposizione all’interno del portale “Fatture e corrispettivi” (sezione “Contributo a fondo perduto”), utile ai soggetti che trasmettono una o poche istanze.

Gli intermediari potranno, in alternativa, inviare massivamente le istanze, compilandole con software di mercato realizzato in conformità alle specifiche tecniche allegate al provvedimento del 23 marzo 2021, e trasmettendo il file tramite “Desktop Telematico – Entratel”.

L’elaborazione delle istanze e l’erogazione finale

Il vademecum spiega nel dettaglio le fasi di elaborazione delle istanze presentate e il tipo di controllo eseguito sui dati indicati, operazioni che mediamente verranno svolte in pochi giorni.

Infine, qualora il contribuente, dopo l’accoglimento, dovesse incorrere nello storno del mandato di pagamento da parte della banca, determinato da un Iban non valido, la guida fornisce ogni indicazione per rimediare autonomamente all’inconveniente, ottenendo la pronta riemissione del mandato di pagamento.

Le attività di controllo

L’ultimo paragrafo è dedicato ai controlli che l’Agenzia può svolgere sulle istanze presentate e alle conseguenze previste dalla norma nel caso in cui emerga che il contributo percepito non sia spettante.

Al fine di evitarne la contestazione, vengono fornite le indicazioni per la restituzione spontanea del contributo indebitamente percepito.

 

Clicca qui per scaricare la guida delle Entrate

 

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