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Vaccinazione nei luoghi di lavoro e protezione dati: ecco le indicazioni del Garante

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Dal Garante della privacy le prime indicazioni sul trattamento dei dati personali durante le vaccinazioni nei luoghi di lavoro

A seguito dell’avvio delle campagne di vaccinazioni sui luoghi di lavoro, lo scorso maggio, e al fine di fornire indicazioni generali sul trattamento dei dati personali (in attesa di un definitivo assetto regolatorio), il Garante per la protezione dei dati personali (GPDP) ha adottato il documento di indirizzo “Vaccinazione nei luoghi di lavoro: indicazioni generali per il trattamento dei dati personali.

Nel documento il Garante fornisce alcune indicazioni generali sul trattamento dei dati personali e precisa che le principali attività di trattamento dati (dalla raccolta delle adesioni, alla somministrazione, alla registrazione nei sistemi regionali dell’avvenuta vaccinazione) devono essere effettuate dal medico competente o da altro personale sanitario appositamente individuato.

Nel quadro delle norme a tutela della dignità e della libertà degli interessati sui luoghi di lavoro, infatti, non è consentito al datore di lavoro raccogliere direttamente dai dipendenti, dal medico compente, o da altri professionisti sanitari o strutture sanitarie, informazioni relative all’intenzione del lavoratore di aderire alla campagna o alla avvenuta somministrazione (o meno) del vaccino e ad altri dati relativi alle sue condizioni di salute.

Documento di indirizzo

L’iniziativa di consentire l’attivazione di punti vaccinali sui luoghi di lavoro comporta, inevitabilmente, il trattamento di dati personali relativi alla salute dei lavoratori e, se da un lato può rappresentare un’opportunità per supportare la campagna vaccinale e per rendere più semplice ai lavoratori l’accesso alla vaccinazione, dall’altra dovrà essere attuata nel rispetto della disciplina in materia di protezione dei dati (Regolamento europeo 679/2016 e Codice in materia di protezione dei dati personali) e delle norme emanate nel contesto dell’emergenza epidemiologica in corso.

Il provvedimento contiene le prime indicazioni al fine di promuovere la più ampia comprensione riguardo alle norme, alle garanzie e ai diritti da rispettare in relazione al trattamento dei dati personali degli interessati, anche in questo contesto emergenziale.

Infatti deve essere sempre assicurato il rispetto del tradizionale riparto di competenze tra il medico competente e il datore di lavoro, sempre richiamato dal Garante che attribuisce al medico la titolarità del trattamento dei dati, il principale elemento di garanzia per gli interessati sui luoghi di lavoro.

Base giuridica del trattamento

Il trattamento dei dati relativi alle vaccinazioni è necessario per finalità di medicina preventiva e di medicina del lavoro e sono affidati esclusivamente a professionisti sanitari (es. medico competente, altro personale medico o medici Inail).

Si presuppone, inoltre, che la vaccinazione nei luoghi di lavoro avvenga con il supporto strumentale ed economico dei datori di lavoro, anche in forma associata, ai quali è altresì demandato il compito di promuovere l’iniziativa della vaccinazione presso i luoghi di lavoro fornendo, in particolare, alla generalità dei dipendenti, le indicazioni utili relative alle complessive caratteristiche del servizio vaccinale usufruibile in azienda.

Anche nell’ambito dello svolgimento di suddette attività vige il divieto, per il datore di lavoro, di trattare i dati personali relativi a tutti gli aspetti connessi alla vaccinazione dei propri dipendenti.

Raccolta delle adesioni e prenotazione delle dosi

Tenuto conto che l’informazione relativa all’adesione volontaria da parte della lavoratrice e del lavoratore deve essere trattata solo dal professionista sanitario opportunamente individuato, il datore di lavoro, all’atto della presentazione del piano vaccinale aziendale all’ASL territorialmente competente, dovrà limitarsi ad indicare esclusivamente il numero complessivo dei vaccini necessari per la realizzazione dell’iniziativa, non dovranno essere presenti elementi in grado di rivelare l’identità dei lavoratori aderenti all’iniziativa.

Il professionista sanitario, una volta raccolte le adesioni, procederà a pianificare le sedute vaccinali, adottando delle misure tecniche e organizzative idonee a garantire un livello di sicurezza, garantendo, ad esempio, che i dati personali relativi alle adesioni e all’anamnesi dei dipendenti non entrino nella disponibilità del personale preposto agli uffici, o analoghe funzioni aziendali.

Pianificazione delle vaccinazioni

Tenuto conto della necessità di assicurare il regolare ed efficiente svolgimento dell’attività lavorativa, il datore di lavoro potrà fornire al professionista sanitario indicazioni e criteri in ordine alle modalità di programmazione delle sedute vaccinali, senza però trattare dati personali relativi alle adesioni di lavoratrici e lavoratori identificati o identificabili.

Somministrazione e registrazione del vaccino

La somministrazione del vaccino è riservata ad operatori sanitari e deve essere effettuata all’interno dei locali, individuati dal datore di lavoratore.

In ogni caso gli ambienti selezionati devono avere:

  • caratteristiche tali da evitare di conoscere, per quanto possibile, da parte di colleghi o di terzi, l’identità dei dipendenti che hanno scelto di aderire alla campagna vaccinale;
  • misure volte a garantire la riservatezza e la dignità del lavoratore, anche nella fase immediatamente successiva alla vaccinazione.

Giustificazione delle assenze

Come stabilito, quando la vaccinazione viene eseguita durante il servizio, il tempo necessario alla medesima è equiparato a tutti gli effetti all’orario di lavoro.

In tal caso, quindi, laddove richiesto, si potrà quindi procedere alla giustificazione dell’assenza mediante rilascio da parte del soggetto che somministra la vaccinazione all’interessato di un’attestazione di prestazione sanitaria indicata in termini generici.

 

Clicca qui per scaricare il documento GPDP

 

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