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Google Maps ha valenza probatoria contro un abuso edilizio

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Per il Tar Basilicata le aerofoto di Google Maps costituiscono materiale probatorio contro gli abusi edilizi

La fotogrammetria è una metodologia di rilievo che permette di elaborare un modello tridimensionale su cui effettuare misurazioni, partendo da fotografie digitali (V. articolo BibLus “Le nuove tecnologie per il rilievo”).

Si tratta di un insieme di tecniche che consentono di definire la posizione, la forma e le dimensioni degli oggetti sul terreno, utilizzando le informazioni contenute in opportune immagini fotografiche degli stessi oggetti, riprese da punti diversi.

Attualmente l’aerofotogrammetria trova il suo utilizzo anche nella cosiddetta legittimazione urbanistica di un immobile e cioè nell’insieme delle pratiche edilizie richieste per l’immobile e le sue trasformazioni attraverso interventi successivi, ai fini di una sua legittimazione sul piano urbanistico e, quindi, di una sanatoria.

La sentenza n. 779/2020 del Tar Basilicata affronta, tra l’altro, la possibilità di utilizzo di aerofoto e aerofotogrammetrie nell’ambito di accertamento di un abuso edilizio.

Il caso

Un Comune ordinava la demolizione di alcuni manufatti realizzati in assenza di permesso di costruire da una azienda agricola.

Per l’accertamento di tali abusi edilizi l’amministrazione comunale si era servita anche di aerofoto reperite dal sito della Regione e da Google Maps.

L’azienda faceva, quindi, ricorso al Tar ritenendo inattendibili e scarsamente probanti gli accertamenti del Comune, tra cui anche le aerofoto.

La sentenza del Tar Basilicata

I giudici del Tar sottolineano che i rilievi del Comune (per l’accertamento delle opere abusive) sono avvenuti a mezzo di un documentato sopralluogo con misurazioni e riscontri dal vivo. Questa circostanza esclude che l’accertamento sia stato affidato esclusivamente ai rilievi aerofotogrammetrici.

Tuttavia, i giudici specificano che a quest’ultimi va riconosciuta, in assenza di indici di affidabilità, una qualificata valenza probatoria.

Il ricorso non è, quindi, accolto.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Basilicata

 

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