Gestione separata INPS: le aliquote 2021 per i liberi professionisti

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Dall’INPS le indicazioni sulle aliquote contributive per l’anno 2021 per i lavoratori autonomi iscritti in via esclusiva alla gestione separata

L’INPS ha pubblicato la circolare n. 12 del 5 febbraio 2021 con la quale comunica le aliquote ed il valore minimale e massimale del reddito erogato per il calcolo dei contributi dovuti nel 2021 dagli iscritti alla gestione separata.

Come ogni anno l’Istituto infatti fissa le aliquote contributive, previdenziali e assicurative dovute da collaboratori/figure assimilate e per i liberi professionisti, differenziandole per soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie e soggetti titolari di pensione.

Nella circolare sono inoltre specificate le percentuali di ripartizione dell’onere contributivo.

La circolare INPS

Nel provvedimento è premesso che la legge di Bilancio 2021 (art. 1, comma 398) ha disposto l’aumento pari allo 0,26% per l’anno 2021 e pari allo 0,51% per gli anni 2022 e 2023 dell’aliquota destinata al finanziamento dell’onere derivante dalla estensione della tutela relativa:

  • alla maternità;
  • agli assegni per il nucleo familiare;
  • alla malattia, anche in caso di non degenza ospedaliera.

L’Istituto chiarisce che tale contributo è finalizzato a far fronte agli oneri derivanti dall’applicazione dell’art. 1, comma 386, della legge di Bilancio 2021 che ha previsto l’erogazione da parte dell’Istituto dell’Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (ISCRO).

Pertanto, per l’anno 2021, le aliquote previste per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, iscritti alla Gestione Separata e non assicurati ad altre Gestioni di previdenza, né pensionati, sono:

  • aliquota contributiva del 25% per invalidità, vecchiaia e superstiti (art. 1, comma 165, L. 11 dicembre 2016, n. 232);
  • aliquota contributiva aggiuntiva dello 0,72% per maternità, assegni per il nucleo familiare, degenza ospedaliera, malattia e congedo parentale (art. 59, comma 16, L. n. 449/1997 e art. 7 del D.M. 12 luglio 2007);
  • aliquota contributiva aggiuntiva dello 0,26% per “ISCRO” (art. 1, comma 398, L. n. 178/2020).

Infine, il testo conferma che, per i soggetti già pensionati o assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie, per l’anno 2021, l’aliquota è ferma al 24% sia per i collaboratori e le figure assimilate, sia per i professionisti.

Il calcolo dei contributi e le aliquote

L’aliquota contributiva è la percentuale da applicare alla retribuzione annua percepita e serve a determinare la quota di contributi previdenziali che devono essere versati agli enti previdenziali.

L’aliquota contributiva da versare dipende da numerosi elementi, tra cui:

  • tipologia di lavoro svolto dall’assicurato (lavoro subordinato, lavoro autonomo, lavoro parasubordinato);
  • attività svolta dall’azienda (commerciale, industriale, agricolo);
  • dimensioni della società (più o meno di 15 dipendenti o 50, a seconda del tipo di contributo da considerare);
  • configurazione giuridica dell’azienda (società di persone, società di capitali, società cooperativa, ente no profit);
  • qualifica del lavoratore (dirigente, impiegato, operaio, apprendista, lavoratore agricolo, domestico);
  • fondo previdenziale di iscrizione del lavoratore.

 

Clicca qui per consultare la circolare INPS

 

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