Professioni tecniche

Gestione separata INPS: esonero sanzioni per ingegneri e architetti

Pronuncia della Consulta sulla gestione separata INPS: nessuna sanzione a ingegneri e architetti per la mancata iscrizione prima del 2011

Con la sentenza n. 55 del 2024, la Corte Costituzionale è intervenuta nuovamente sulla questione dell’iscrizione alla Gestione Separata INPS di ingegneri e architetti.

Chiamata ad esprimersi sull’articolo 18, comma 12, del decreto-legge 98/2011, ne ha dichiarato l’incostituzionalità, esonerando ingegneri e architetti dal pagamento delle sanzioni civili per l’omessa iscrizione alla gestione separata INPS prima del 2011.

Vediamo più nel dettaglio cosa prevede il sistema previdenziale al riguardo e cosa ha stabilito la Consulta.

Ti ricordo che costituisce obbligo professionale, ma anche per una maggiore garanzia di trasparenza, la redazione in forma scritta o digitale del preventivo spesa della prestazione (legge n. 124/2017 “Legge annuale per il mercato e la concorrenza”, che ha modificato l’articolo 9, comma 4, del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27). Tutto questo non costituisce più un problema con il software per il Calcolo Parcelle che ti consentirà di preparare preventivi chiari e professionali in linea con il D.M. 140/2012.

Gestione Separata INPS, cos’è e chi è obbligato ad iscriversi

Ricordiamo brevemente che la Gestione Separata INPS è un fondo pensionistico a cui devono registrarsi:

  • tutti i lavoratori autonomi e liberi professionisti per i quali non sia prevista una specifica cassa di riferimento e di appartenenza;
  • chi fornisce una collaborazione coordinata e continuativa;
  • i venditori a domicilio che lavorano in modo autonomo;
  • chi frequenta un dottorato con una borsa di studio, ha un assegno di ricerca o è un medico con un contratto specialistico;
  • i volontari del servizio civile;
  • i lavoratori autonomi occasionali quando superano la soglia degli attuali 5000 euro annui consentiti e devono quindi aprire partita IVA.

In particolare, gli architetti e gli ingegneri che svolgono lavoro dipendente, iscritti all’INPS, sono tenuti all’iscrizione alla gestione separata INPS se esercitano nel contempo al lavoro subordinato la libera professione, non potendo essere contemporaneamente iscritti a INARCASSA, alla quale il professionista è comunque tenuto a versare il contributo integrativo quale iscritto all’ordine professionale.

Con la  sentenza n. 238/2022 della Corte Costituzionale ha confermato l’obbligo dei professionisti titolari di un lavoro dipendente o altro impiego con iscrizione ad un istituto di previdenza sociale (e non obbligati ad essere iscritti alla specifica cassa riferita all’ordine professionale di appartenenza) a contribuire presso la Gestione Separata INPS per redditi ulteriori derivanti da partita IVA.

Sentenza 55/2024: no alle sanzioni retroattive previste dall’art. 18 del D.L. 98/2011

Con la sentenza 55/2024 la Corte ha riconosciuto la legittimità dell’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per coloro che sono già iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie.

Tuttavia, ha anche evidenziato la necessità di proteggere l’affidamento dei professionisti, sottolineando l’importanza di adottare misure legali adeguate per garantire una transizione equa e  ragionevole.

In particolare, è stata dichiarata l’incostituzionalità dell’articolo 18, comma 12, del decreto-legge 98/2011 per non aver previsto adeguatamente le condizioni di esenzione dalle sanzioni per gli ingegneri e gli architetti non iscritti all’Inarcassa ma già inseriti in altre forme di previdenza obbligatoria.

Infatti nella sentenza si legge che:

Con ordinanza del 24 luglio 2023 (reg. ord. n. 127 del 2023), la Corte di cassazione, sezione lavoro, ha sollevato, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 18, comma 12, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, nella legge 15 luglio 2011, n. 111, nella parte in cui non prevede che gli ingegneri e gli architetti, che non possono iscriversi alla Cassa previdenziale di riferimento (cosiddetta Inarcassa), in quanto contemporaneamente iscritti presso altra gestione previdenziale obbligatoria, per effetto del divieto di cui all’art. 21, quinto comma, della legge 3 gennaio 1981, n. 6 (Norme in materia di previdenza per gli ingegneri e gli architetti), e che sono, pertanto, tenuti all’obbligo di iscrizione alla Gestione separata costituita presso l’Istituto nazionale della previdenza sociale (da ora in poi: Gestione separata INPS), siano esonerati dal pagamento in favore dell’ente previdenziale delle sanzioni civili per l’omessa iscrizione con riguardo al periodo anteriore alla sua entrata in vigore.

Secondo i giudici il legislatore avrebbe dovuto farsi carico di tutelare l’affidamento che ormai era maturato in costanza di tale giurisprudenza.

 

 

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Pubblicato da Redazione Tecnica

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