Fotovoltaico e autorizzazioni ambientali: l'impianto agri-fotovoltaico fa la differenza!

Fotovoltaico e autorizzazioni ambientali: l’impianto agri-fotovoltaico fa la differenza!

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C’è differenza tra un impianto fotovoltaico classico ed un impianto agri-fotovoltaico, quest’ultimo garantisce la coltivazione agricola ed il pascolo degli animali. I chiarimenti del Tar Puglia

Un impianto agri-fotovoltaico ha certamente un impatto minore sul territorio rispetto ad un impianto fotovoltaico classico. Questo può fare la differenza per le necessarie autorizzazioni ambientali del caso!

Al riguardo interviene il Tar Puglia con la sentenza n. 248/2022.

Fotovoltaico classico o agri-fotovoltaico? Le differenze

Una società per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili chiedeva alla Regione le autorizzazioni ambientali per l’installazione di un impianto solare fotovoltaico in un’area agricola ricadente in zona con vincolo paesaggistico ed archeologico.

Ma la sezione regionale per le autorizzazioni ambientali (VIA e VINCA) si esprimeva con un parere negativo e conseguente archiviazione della domanda di autorizzazione unica presentata:

  • l’inserimento di impianti fotovoltaici in area agricola è considerato, nelle Linee guida del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) sulla progettazione e localizzazione di impianti di energie rinnovabili, un elemento di criticità in relazione all’occupazione di suolo dedito alla coltivazione ed al pascolo con conseguente snaturamento del territorio agricolo;

A questo punto la società istante muoveva delle osservazioni al diniego, presentando un progetto migliorativo che prevedeva l’impianto di un sistema cosiddetto agri-fotovoltaico al posto del fotovoltaico classico, al fine di superare i descritti rilievi critici.

L’impianto agri-fotovoltaico:

  • avrebbe garantito la coltivazione agricola di più dell’80% della superficie disponibile, nonché il pascolo e ricovero di ovini, e infine l’allevamento di api stanziali sul sito;
  • la proposizione di misure di mitigazione tanto in fase di cantiere quanto in fase di esercizio, mediante la piantumazione di specie autoctone, quali uliveto intensivo, posto dalla parte esterna alla recinzione, in modo da produrre un effetto naturale rispetto al contesto tipico locale.

Ma anche questa volta la Regione si esprimeva con parere negativo.

La società decideva, quindi, di far ricorso al Tar.

La sentenza del Tar Puglia: l’impianto agri-fotovoltaico non può essere assimilato a un impianto fotovoltaico classico

I giudici osservano e spiegano che le Amministrazioni preposte hanno affermato il contrasto del progetto con il PPTR, il quale riguarda tuttavia l’installazione di impianti fotovoltaici, ma non anche quelli agro-fotovoltaici, di nuova generazione, successivi al PPTR, che pertanto, per un evidente principio di successione di eventi, non ne ha potuto tener conto.

In particolare, mentre nel caso di impianti fotovoltaici classici il suolo viene reso impermeabile, viene impedita la crescita della vegetazione e il terreno agricolo, quindi, perde tutta la sua potenzialità produttiva, nell’agri-fotovoltaico:

  • l’impianto è invece posizionato direttamente su pali più alti e ben distanziati tra loro, in modo da consentire la coltivazione sul terreno sottostante e dare modo alle macchine da lavoro di poter svolgere il loro compito senza impedimenti per la produzione agricola prevista;
  • la superficie del terreno resta permeabile, raggiungibile dal sole e dalla pioggia, e utilizzabile per la coltivazione agricola.

Ne consegue, a parere del Tar, l’illegittimità degli atti impugnati, i quali hanno posto a base decisiva del divieto il presunto contrasto del progetto con una normativa tecnica (il contrasto del progetto con le previsioni di cui al PPTR) non sussistente nel caso di specie, in quanto dettata con riferimento agli impianti fotovoltaici, ma non anche con riferimento agli impianti agro-fotovoltaici, nei termini poc’anzi descritti.

Il ricorso è, quindi, accolto.

 

Per maggiore approfondimento leggi anche questo articolo di BibLus-net: “Pannelli fotovoltaici e vincolo paesaggistico

 

 

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