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Fotovoltaico a terra

Fotovoltaico a terra: come funziona e limiti di installazione

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Gli impianti fotovoltaici a terra sono realizzati su strutture in acciaio o alluminio posizionate direttamente sul suolo. Scopri come funzionano e quali sono i limiti imposti dalla normativa

Gli impianti fotovoltaici a terra sono una valida alternativa alle tradizionali strutture di copertura che vengono posizionate sul tetto. Il requisito fondamentale per poter installare un impianto fotovoltaico a terra è quello di possedere un terreno idoneo, che sia abbastanza ampio e che rispetti i limiti imposti dalla normativa.

La fattibilità dell’installazione di un fotovoltaico a terra, infatti, dipende dalle caratteristiche del terreno (come l’estensione, la pendenza, l’esposizione), dalle procedure necessarie per l’installazione e da calcoli precisi per dimensionare in maniera corretta tutti gli elementi dell’impianto.

Per fare tutto questo puoi utilizzare il software fotovoltaico che ti consente di progettare impianti fotovoltaici di qualsiasi tipologia (fotovoltaico su facciata, fotovoltaico sul tetto, pensilina fotovoltaica), posizionarli, dimensionarli e farli rendere al meglio.

 

Analizziamo nel dettaglio come funziona un impianto fotovoltaico a terra, dove è possibile installarlo, gli incentivi e i limiti imposti dalla normativa.

Fotovoltaico a terra cos’è?

Gli impianti fotovoltaici a terra sono realizzati su strutture in acciaio o alluminio posizionate direttamente sul suolo, inclinate e orientate in modo ottimale per catturare l’irraggiamento solare ed ottenere un elevato rendimento. Questa soluzione risulta particolarmente idonea quando sono disponibili ampi spazi esterni o un terreno dedicato per l’installazione.

Per ottimizzare l’utilizzo di tali impianti, è fondamentale sollevare i pannelli da terra mediante strutture apposite. A seconda degli spazi disponibili e delle necessità, le strutture portanti degli impianti fotovoltaici a terra possono essere dotate di:

  • unico palo: ideale per terreni industriali e agricoli di dimensioni moderate, gli impianti monopalo sono consigliati per la loro compattezza e dimensioni ridotte rispetto alle alternative;
  • due pali: progettate per terreni con limitate caratteristiche meccaniche e soggetti alle intemperie, come venti forti, grandine e neve, le strutture bipalo offrono un supporto più stabile e resistente.
fotovoltaico a terra

Fotovoltaico a terra- Solarius-PV

Impianto fotovoltaico a terra: come funziona

Il funzionamento del fotovoltaico a terra è identico a quello di un qualsiasi altro impianto fotovoltaico tradizionale. I pannelli fotovoltaici producono energia elettrica in corrente continua sfruttando l’energia solare.

Un impianto fotovoltaico a terra è composto, quindi, da:

  • pannelli fotovoltaici: costituiti principalmente da celle in silicio monocristallino o policristallino, assorbono la luce solare e, sfruttando l’effetto fotovoltaico, convertono l’energia in corrente continua;
  • inverter: converte la corrente continua generata dai pannelli in corrente alternata rendendola utilizzabile come elettricità negli edifici o, se immessa nella rete elettrica, vendibile;
  • sistema di accumulo (opzionale): consente di immagazzinare l’energia prodotta per utilizzarla in un secondo momento.

Dove si possono installare i pannelli fotovoltaici a terra?

Le aree idonee per l’installazione di un impianto fotovoltaico a terra, secondo il decreto bollette (dl 17/2022), sono:

  • aree classificate agricole, racchiuse da un perimetro in cui i punti abbiamo una distanza di non più di 300 m da zone a destinazione artigianale, industriale e commerciale, comprese cave e miniere ed i siti di interesse Nazionale;
  • aree interne ad impianti industriali e stabilimenti, nonché aree agricole racchiuse in un perimetro i cui punti non distino più di 300 m dallo stesso impianto e stabilimento;
  • aree in prossimità di rete autostradale ad una distanza non superiore a 150 m.

Fotovoltaico a terra: normativa

Il principale riferimento normativo quando si pensa di installare un impianto fotovoltaico a terra è il dl 17/2022 all’interno del quale vengono specificate le regole e limiti a cui sottostare per procedere con l’installazione di un impianto fotovoltaico, tradizionale o a terra.

Nello specifico, si fa riferimento alla procedura di semplificazione per l’installazione degli impianti domestici con una potenza compresa tra i 50 kW e i 200 kW. Da questa procedura vengono esclusi gli impianti a terra per contenere e limitare il consumo del suolo e per rispettare gli stringenti vincoli paesaggistici.

Impianto fotovoltaico a terra: autorizzazioni

A causa dell’esclusione dal dl 17/2022 e delle restrizioni riguardanti distanze e posizionamento, ottenere le autorizzazioni per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra può risultare una procedura complessa.

Questo tipo di impianto diventa particolarmente rilevante quando assume dimensioni considerevoli e occupa una vasta superficie di terreno. In tali circostanze, l’installazione richiede autorizzazioni specifiche da parte delle autorità locali, accompagnate da una valutazione dell’impatto ambientale.

Fotovoltaico a terra: quali sono i limiti

L’installazione e l’utilizzo di impianti fotovoltaici a terra comportano la necessità di tenere in considerazione diversi vincoli. Tra le principali limitazioni associate a tali impianti vi sono:

  • luogo di installazione: i pannelli fotovoltaici a terra devono essere collocati con attenzione, considerando le loro dimensioni e l’impatto estetico generale;
  • incentivi statali: a causa dell’esclusione dal decreto bollette, le possibilità di accedere a degli incentivi per l’installazione di impianti a terra sono molto ridotte;
  • distanza tra i pannelli: è essenziale rispettare una distanza minima dai confini di proprietà, nonché dalle strade comunali, provinciali e regionali, quando si dispongono i pannelli fotovoltaici a terra.

Pannelli fotovoltaici a terra: incentivi

L’art. 11 del dl 17/2022 fornisce dettagli sulle condizioni che consentono agli impianti fotovoltaici a terra situati su terreni agricoli di beneficiare degli incentivi statali. In passato, l’occupazione consentita per tali impianti non poteva superare il 10% della superficie agricola aziendale.

Tuttavia, questo limite è stato superato. Attualmente, per accedere agli incentivi statali destinati agli impianti fotovoltaici con moduli sollevati da terra, è indispensabile rispettare integralmente le specifiche linee guida stabilite in collaborazione tra il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) e il GSE (Gestore dei Servizi Energetici).

 

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