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Fondo di solidarietà per i professionisti INPS: le nuove regole

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Applicazione, destinatari, importo, durata e causali di accesso alla prestazione dell’assegno di integrazione salariale

Il D.M. 21/05/2024 – pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 159 del 9 luglio 2024 – adegua la disciplina del Fondo di solidarietà bilaterale per le attività professionali alle disposizioni introdotte dalla Legge 234/ 2021.

L’adeguamento riguarda in particolare:

  • la platea dei destinatari (per effetto della la legge 234/2021 il campo di applicazione del Fondo è esteso ai datori di lavoro che occupano anche solo un lavoratore dipendente);
  • l’importo, la durata e le causali di accesso alla prestazione dell’assegno di integrazione salariale erogata dal Fondo.

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Cos’è il Fondo di solidarietà Professionisti INPS

Il Fondo di solidarietà bilaterale per le attività professionali costituisce una gestione dell’Inps ed è stato istituito con D.M. 104125/2019.

Il Fondo ha lo scopo di garantire ai dipendenti del settore delle attività professionali, che occupano almeno un dipendente, una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per le causali di cui agli articoli 11 e 21 del D.Lgs. 148/2015.

Si tratta dei casi di:

  • situazioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all’impresa o ai dipendenti, incluse le  intemperie stagionali;
  • situazioni temporanee di mercato.
  • riorganizzazione aziendale;
  • crisi aziendale;
  • contratto di solidarietà.

Chi sono i destinatari del Fondo di solidarietà Professionisti INPS

La disciplina del Fondo si applica ai datori di lavoro che esercitano attività professionali e occupano almeno un dipendente.

Con la circolare INPS 16/2022 è stato reso noto l’ambito di applicazione del Fondo di solidarietà bilaterale per le attività professionali.

In particolare sono tenuti all’iscrizione al Fondo di solidarietà, i datori di lavoro del settore delle attività professionali, come individuati dai codici ATECO riportati nella tabella di cui all’Allegato n. 1 della circolare.

Sono inclusi, tra gli altri:

  • Attività degli studi di architettura (Codice ATECO: 71.11.00)
  • Attività degli studi di ingegneria (Codice ATECO: 71.12.10)
  • Servizi di progettazione di ingegneria integrata (Codice ATECO: 71.12.20)
  • Attività tecniche svolte da geometri (Codice ATECO: 71.12.30)
  • Attività di cartografia e aerofotogrammetria (Codice ATECO: 71.12.40)
  • Attività di studio geologico e di prospezione geognostica e mineraria (Codice ATECO: 71.12.50)
  • Consulenza agraria fornita da agronomi (Codice ATECO: 74.90.11)
  • Consulenza agraria fornita da agrotecnici e periti agrari (Codice ATECO: 74.90.12)
  • Attività tecniche svolte da periti industriali (Codice ATECO: 74.90.91)

Chi sono i beneficiari del Fondo di solidarietà Professionisti INPS

La prestazione del Fondo è destinata ai lavoratori subordinati che abbiano un’anzianità di lavoro effettivo presso l’unità produttiva per la quale è richiesta la prestazione di almeno 30 giorni alla data di presentazione della domanda di concessione del trattamento.

Ai fini del raggiungimento della soglia dimensionale si computano anche gli apprendisti, i dirigenti ed i lavoratori a domicilio.

Tra i destinatari dell’assegno di integrazione salariale sono ricompresi i lavoratori assunti con contratto di apprendistato.

Quali prestazioni sono del Fondo di solidarietà Professionisti INPS

Il Fondo provvede, con esclusione dei dirigenti, all’erogazione di un assegno di integrazione salariale a favore dei lavoratori interessati da riduzione dell’orario di lavoro o da sospensione temporanea dell’attività lavorativa per cause previste dalla legislazione vigente in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria.

Per gli apprendisti, alla ripresa dell’attività lavorativa, a seguito di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro, il periodo di apprendistato è prorogato in misura equivalente all’ammontare delle ore di integrazione salariale fruite.

In caso di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e di apprendistato di alta formazione e ricerca, la sospensione o riduzione dell’orario di lavoro non deve pregiudicare, in ogni caso, il completamento del percorso formativo.

L’importo dell’assegno di integrazione salariale è pari alla prestazione dell’integrazione salariale di cui al D.Lgs. 148/2015, con il relativo massimale.

Le riduzioni o le sospensioni temporanee dell’attività lavorativa possono avere la seguente durata massima:

  • per i datori di lavoro che impiegano mediamente fino a 15 dipendenti, 26 settimane per le causali ordinarie e/o straordinarie in un biennio mobile;
  • per i datori di lavoro che impiegano mediamente più di 15 dipendenti, 26 settimane in un biennio mobile per le causali ordinarie e per le casuali straordinarie.

Per ciascuna unità produttiva i trattamenti relativi all’assegno di integrazione salariale non possono comunque superare la durata massima complessiva di 24 mesi in un quinquennio mobile.

Durante il periodo di riduzione dell’orario o di sospensione temporanea del lavoro l’erogazione dell’assegno di integrazione salariale è subordinata alla condizione che il lavoratore destinatario si impegni in un percorso di riqualificazione.

La retribuzione mensile dell’interessato utile per la determinazione dell’assegno di integrazione salariale e per la paga oraria è la retribuzione imponibile ai fini previdenziali.

L’accesso dei lavoratori alla prestazione dell’assegno di integrazione salariale avviene secondo criteri di precedenza e turnazione e nel rispetto del principio della proporzionalità dell’erogazione.

La contribuzione prevista da Fondo di solidarietà Professionisti INPS

A copertura della prestazione dell’assegno di integrazione salariale è dovuto al Fondo:

  1. un contributo ordinario dello 0,50 per cento, di cui 2/3 a carico del datore di lavoro e 1/3 a carico del lavoratore, calcolato sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali, per i datori di lavoro che nel semestre precedente la data di presentazione della domanda abbiano occupato mediamente fino a 5 dipendenti;
  2. un contributo ordinario dello 0,80 per cento, di cui 2/3 a carico del datore di lavoro e 1/3 a carico del lavoratore, calcolato sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali, per tutti i datori di lavoro che nel semestre precedente abbiano occupato mediamente più di 5 dipendenti fino a 15 dipendenti;
  3. un contributo ordinario pari all’1 per cento, di cui 2/3 a carico del datore di lavoro e 1/3 a carico del lavoratore, calcolato sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali, per tutti i datori di lavoro che nel semestre precedente abbiano occupato mediamente più di 15 dipendenti;
  4. un contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, in caso di fruizione dell’assegno di integrazione salariale, nella misura del 4 per cento calcolato in rapporto alle retribuzioni perse.

Ai suddetti contributi, ordinari e addizionali, si applicano le disposizioni vigenti in materia di contribuzione previdenziale obbligatoria, ad eccezione di quelle relative agli sgravi contributivi.

Il Fondo provvede a versare alla gestione di iscrizione del lavoratore interessato la contribuzione correlata alla prestazione.

A decorrere dal 1° gennaio 2025, a favore dei datori di lavoro che, nel semestre precedente la data di presentazione della domanda, abbiano occupato mediamente fino a 5 dipendenti e che non abbiano presentato domanda di assegno di integrazione salariale per almeno 24 mesi, a far data dal termine del periodo di fruizione del trattamento, l’aliquota di cui alla lettera a), si riduce in misura pari al 40 per cento.

Procedura di accesso alle prestazioni del Fondo di solidarietà Professionisti INPS

Nei casi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, il datore di lavoro è tenuto a comunicare preventivamente alle articolazioni territoriali delle Parti firmatarie dell’accordo del 27 dicembre 2022 le cause di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro, l’entità, la durata prevedibile e il numero di lavoratori interessati.

Le domande di accesso alla prestazione sono prese in esame dal comitato amministratore deliberando gli interventi secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande e tenuto conto delle disponibilità del Fondo.

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