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Fondo reddito energetico

Reddito energetico: contributi a fondo perduto per il fotovoltaico

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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il fondo nazionale per reddito energetico: 200 milioni di euro per le famiglie italiane in disagio economico

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto 8 agosto 2023 denominato “fondo nazionale reddito energetico” rivolto alle famiglie in condizione di disagio economico con l’obiettivo di realizzazione di impianti fotovoltaici in assetto di autoconsumo. Il decreto in esame, stanzia un fondo complessivo di 200 milioni di euro da utilizzare fino al 2025. Per approfittare degli incentivi del Fondo nazionale reddito energetico 2023 è indispensabile produrre progetti efficaci, corrispondenti alle richieste del Fondo e soprattutto farlo rapidamente. Per fare tutto bene e presto ti può essere molto utile un software per fotovoltaico che puoi anche scaricare e usare gratis per 30 giorni.

Fondo nazionale reddito energetico 2023

Il Fondo nazionale reddito energetico 2023 è un vero e proprio sostegno economico rivolto alle famiglie con basso reddito per l’installazione di pannelli solari nelle abitazioni. In particolare, esso mira a fornire un accesso agevolato all’energia rinnovabile tramite l’installazione di impianti fotovoltaici in assetto di autoconsumo. Il decreto è destinato alle famiglie che presentano i seguenti requisiti:

  • con reddito ISEE inferiore a 15 mila euro;
  • con un valore ISEE inferiore a 30.000 euro e con almeno 4 figli a carico.

L’entità del bonus, un contributo erogato a fondo perduto che dovrebbe partire da 6.000 euro e arrivare fino a un massimo di 8.500 euro, dovrebbe permettere di procedere con un’installazione a costo zero di pannelli fotovoltaici.

Fondo nazionale reddito energetico, come funziona?

Il Fondo in esame è gestito dal GSE (Gestore Servizi Energetici) ed è progettato come un fondo rotativo. In parole povere, significa che i fondi destinati saranno resi disponibili per le annualità 2024-2025, ma la speranza è che il fondo continui a sostenere progetti futuri.

Inoltre, il GSE dovrà garantire e svolgere le seguenti attività:

  • realizzare una piattaforma informatica digitale per l’acquisizione delle istanze;
  • pubblicare i bandi per la presentazione delle istanze di accesso alle agevolazioni;
  • fornire i principali chiarimenti per facilitare l’accesso a tali fondi (nella situazione attuale non conosciamo quindi quote di finanziamento ed altri particolari che saranno presto definiti);
  • svolgere un’attività di istruttoria delle istanze;
  • effettuare tutti i controlli sugli interventi realizzati.

Soggetti interessati

Per l’80% delle risorse sarà destinato alle regioni del Mezzogiorno, comprese Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Tuttavia, è presente anche la possibilità di aumentare il fondo grazie a contributi volontari da parte di amministrazioni centrali, Regioni, Province, organizzazioni pubbliche e realtà no-profit.

Interventi ammessi

Gli impianti fotovoltaici destinati a unità residenziali di nuclei familiari in condizione di disagio economico dovranno avere una potenza nominale compresa tra due e sei kilowatt o, comunque, non superare la potenza nominale in prelievo sul punto di connessione.

Inoltre, per beneficiare del contributo in conto capitale previsto dal decreto le installazioni dovranno rispettare determinati criteri:

  • dovranno essere realizzati su coperture o su superfici di edifici immobiliari o relative pertinenze, per i quali il soggetto beneficiario è titolare di un valido diritto reale;
  • rispettare i requisiti tecnici definiti nell’ambito del regolamento del fondo;
  • prevedere una potenza nominale degli impianti fotovoltaici non inferiore a 2kW e non superiore a 6 kW.

Imprese abilitate

Per poter procedere con l’invio dell’istanze è obbligatorio che gli interventi descritti dovranno essere realizzati esclusivamente da imprese abilitate all’installazione degli impianti all’interno degli edifici ai sensi del decreto del Ministero dello sviluppo economico del 22 gennaio n. 37/2008. In particolare, l’art. 1 comma 2 del decreto in esame fa riferimento  agli ambiti di applicazione posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d’uso, collocati all’interno degli stessi o delle relative pertinenze. Se l’impianto è connesso a reti di distribuzione si applica a partire dal punto di consegna della fornitura e tali impianti vengono classificati come:

  • impianti di produzione;
  • trasformazione;
  • trasporto; distribuzione;
  • utilizzazione dell’energia elettrica;
  • impianti di protezione contro le scariche atmosferiche nonché gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere.

Inoltre, il decreto comunica che, le imprese istallatrici devono iscritte al registro  del GSE e possedere la qualifica professionale per l’attività di installazione e di manutenzione straordinaria di caldaie, caminetti e stufe a biomassa, di sistemi solari fotovoltaici e termici sugli edifici.

Modalità di presentazione della domanda

L’istanza di partecipazione dovrà essere trasmessa al GSE da parte del soggetto beneficiario con il supporto del realizzatore e l’esame delle istanze presentate avviene mediante ordine cronologico secondo il meccanismo a sportello.

Bonus fotovoltaico: le agevolazioni in campo

Ecco un quadro completo delle agevolazioni per le rinnovabili ti consiglio la lettura di un nostro approfondimento.

Infine, ti allego il decreto 8 agosto 2023 pubblicato in Gazzetta Ufficiale

 

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