Detrazione interessi mutuo per ristrutturazione: ecco le condizioni!

Detrazione interessi mutuo per ristrutturazione: ecco le condizioni

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I chiarimenti del Fisco: ok alla detrazione se nell’abilitazione rilasciata dal Comune è indicato che l’autorizzazione riguarda lavori di ristrutturazione edilizia

Negli ultimi tempi si fa un gran parlare di detrazioni fiscali riguardanti gli interventi di ristrutturazione edilizia.

Acquistare, quindi, una casa da ristrutturare può presentare alcuni vantaggi, sebbene molte siano le spese da sostenere per la realizzazione delle opere.

A tal riguardo è importante sapere che esiste la detrazione degli interessi passivi per il mutuo contratto proprio per la costruzione o per la ristrutturazione dell’abitazione, a condizione che si tratti di quella principale, ossia la “prima casa”, prevista dall’articolo 15, comma 1-ter del dpr 917/1986.

In pratica, se si acquista la propria abitazione principale e si contrae un mutuo per poter affrontare le spese di ristrutturazione, gli interessi passivi e gli oneri accessori inerenti a tale mutuo potranno essere portati in detrazione nella dichiarazione dei redditi per una percentuale pari al 19%.

L’importo massimo su cui calcolare la detrazione non potrà superare i 2.582,25 euro.

Quesito

In merito segnaliamo un quesito posto al Fisco (FiscoOggi) riguardante la detrazione interessi mutuo per ristrutturazione, con cui viene chiesto se:

Il Comune mi ha rilasciato il permesso ad effettuare interventi di manutenzione straordinaria sulla mia abitazione principale. Posso richiedere la detrazione degli interessi su un mutuo che ho stipulato per ristrutturare l’immobile?

Risposta

Nel rispondere, l’Agenzia delle Entrate riprende la circolare n. 7/2021 in cui viene chiarito che la detrazione degli interessi passivi per le ristrutturazioni edilizie spetta solo quando si è in possesso dell’abilitazione comunale in cui è indicato che l’autorizzazione riguarda i lavori di ristrutturazione edilizia, (di cui all’articolo 3, comma 1, lett. d), del dpr n. 380/2001), ossia quei lavori “rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente“.

Infine, conclude il Fisco, qualora nell’abilitazione rilasciata dal Comune mancasse questa indicazione, il contribuente potrà usufruire della detrazione solo se richiede e ottiene analoga dichiarazione sottoscritta dal responsabile del competente ufficio comunale.

In allegato la citata circolare dell’Agenzia delle Entrate, contenente i principali documenti di prassi relativi alle spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, detrazioni d’imposta, crediti d’imposta e altri elementi rilevanti per la compilazione della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche e per l’apposizione del visto di conformità per l’anno d’imposta 2020.

 

Clicca qui per scaricare la circolare n. 7/2021

 

praticus-ta
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