Home » Notizie » Lavori pubblici » Il project financing nel nuovo codice appalti

Project financing nuovo codice appalti

Il project financing nel nuovo codice appalti

Tempo di lettura stimato: 7 minuti

Project financing: cos’è e come si struttura la finanza di progetto secondo il nuovo codice dei contratti pubblici. Ecco cosa è cambiato

Cos’è la finanza di progetto e cosa cambia con il nuovo codice dei contratti pubblici?

Analizziamo il libro IV, parte II del D.Lgs. 36/2023 dedicata alle concessioni, l’ambito in cui si colloca il project financing.

Come dimostra il caso del project financing, il nuovo codice appalti pone sfide inedite nella gestione dei lavori pubblici ai tecnici, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni. La digitalizzazione dei contratti pubblici, in particolare, richiede:

Cos’è il project financing?

La finanza di progetto è una modalità particolare di finanziamento delle opere pubbliche che genera flussi di cassa sufficienti a remunerare l’investimento effettuato e a garantire un utile.

Essa rientra nella categoria dei contratti di partenariato pubblico privato (PPP) e in quelle forme di cooperazione tra settore pubblico e privato finalizzate alla realizzazione e alla gestione di opere/servizi, non senza rischi connessi alla realizzazione e alla gestione da parte dell’operatore privato.

Le fasi dei lavori in cui i soggetti privati vengono coinvolti sono:

  • realizzazione;
  • gestione;
  • accollo totale o parziale dei costi.

Il D.Lgs. 36/2023 dedica alla finanza di progetto la parte II del libro IV (artt. 193194195) a questa disciplina. Ma cosa cambia rispetto al vecchio codice (D.Lgs. 50/2016)?

Project financing nel nuovo codice appalti: cosa cambia?

Il legislatore fa innanzitutto chiarezza sul rapporto tra concessione e finanza di progetto. Non sono due contratti diversi, come era nel vecchio codice. Si tratta dello stesso contratto di concessione che può essere finanziato in corporate financing oppure in project financing. In ragione delle peculiarità di tale ultima operazione economica (in cui la società di progetto isola il progetto e consente di schermarlo dai rischi operativi), sono state comunque riservate alla finanza di progetto norme specifiche in tema di aggiudicazione ed esecuzione del contratto: la finanza di progetto è così diventata un capitolo ‘interno’ alla disciplina della concessione.

Il project financing nel nuovo codice degli appalti: come viene semplificato

La disciplina della finanza di progetto, come si può intuire anche solo dalla riduzione dei commi dell’articolo di riferimento rispetto alla vecchia normativa, è stata interessata da una importante semplificazione. Nello specifico:

  • sono stati eliminati tutti i riferimenti alla nautica di diporto;
  • è stata eliminata la finanza di progetto ad iniziativa pubblica, poiché ritenuta di fatto una duplicazione rispetto alla scelta della pubblica amministrazione di indire una gara pubblica per l’affidamento di una concessione. Sono stati pertanto soppressi i primi 14 commi del vecchio articolo 183 del D.Lgs. 50/2016, rimane il solo procedimento di project financing ad iniziativa privata di cui all’art. 193 del nuovo codice;
  • nella finanza di progetto ad iniziativa privata è stata eliminata la precisazione secondo la quale gli operatori economici potevano presentare proposte anche se presenti negli strumenti di programmazione approvati dall’amministrazione aggiudicatrice sulla base della normativa vigente, poiché una volta inserita la previsione sul programma triennale delle esigenze pubbliche idonee ad essere soddisfatte attraverso forme di partenariato pubblico-privato si è ritenuto che la disposizione non avesse più alcuna utilità. Resta comunque salva la possibilità per gli operatori economici di presentare proposte sia con riferimento ad iniziative non presenti negli strumenti di programmazione, sia con riferimento ad iniziative ivi presenti, proponendo modalità diverse di realizzazione.

Ma analizziamo nello specifico gli articoli di riferimento: articolo 193, articolo 194 e articolo 195.

Finanza di progetto: la procedura di affidamento in 6 fasi

La procedura di affidamento consta di 7 fasi diverse:

  1. gli operatori economici presentano le offerte;
  2. l’ente concedente valuta la fattibilità delle proposte, chiedendo eventuali modifiche (ove del caso);
  3. il progetto di fattibilità approvato è posto a base di gara con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa;
  4. i concorrenti presentano le loro offerte (incluso il promotore);
  5. viene elaborata una graduatoria;
  6. viene aggiudicato il lavoro o la concessione.

Analizziamo le fasi nel dettaglio.

Procedura di affidamento Project Financing

Procedura di affidamento Project Financing

Gli operatori economici presentano le proposte: fase 1

Gli operatori economici possono presentare agli enti concedenti proposte relative alla realizzazione in concessione di lavori o servizi. Ciascuna proposta deve contenere:

  • un progetto di fattibilità;
  • una bozza di convenzione;
  • il piano economico-finanziario asseverato (con relativo importo delle spese sostenute per la predisposizione della proposta, comprensivo anche dei diritti sulle opere dell’ingegno);
  • la specificazione delle caratteristiche del servizio e della gestione.

Nessuna novità rispetto al vecchio codice. Gli investitori istituzionali possono formulare proposte relative alla realizzazione in concessione di lavori o servizi, salva la necessità, nella gara successiva, di associarsi o consorziarsi (se del caso) con operatori economici in possesso dei requisiti previsti dal bando.

Al fine di incentivare la partecipazione degli investitori istituzionali alle operazioni di partenariato pubblico-privato, si è previsto che questi ultimi, in sede di gara, possano soddisfare la richiesta dei requisiti di carattere economico, finanziario, tecnico e professionale avvalendosi, anche integralmente, delle capacità di altri soggetti e che possano impegnarsi a subappaltare, anche integralmente, le prestazioni oggetto del contratto di concessione ad imprese in possesso dei requisiti richiesti dal bando, chiarendo che, in questo caso, il nominativo del subappaltatore dovrà essere comunicato, con il suo consenso, all’ente concedente entro la scadenza del termine per la presentazione dell’offerta.

Questa si configura come novità rispetto alle vecchie disposizioni in quanto era previsto che il proponente dovesse già possedere i requisiti richiesti per i concessionari.

L’ente concedente valuta la fattibilità della proposta: fase 2

Dopo la presentazione della proposta, l’ente concedente ha 90 giorni di tempo per valutarne la fattibilità. Viene introdotto un momento di contraddittorio tra il proponente e l’ente concedente. Quest’ultimo può invitare il promotore ad apportare le modifiche necessarie ai fini dell’approvazione, se necessario, formulando delle soluzioni alternative. Nel caso in cui il promotore non apporti le modifiche richieste, come eventualmente rimodulate sulla base di soluzioni alternative suggerite dallo stesso promotore per recepire le indicazioni dell’ente concedente, la proposta è respinta. L’ente concedente conclude la procedura di valutazione con provvedimento espresso, pubblicato sul proprio sito istituzionale e oggetto di comunicazione ai soggetti interessati. Il progetto di fattibilità, una volta approvato, è inserito tra gli strumenti di programmazione dell’ente concedente, è dichiarato di fatto opera di pubblico interesse e pertanto viene inserita tra gli strumenti di programmazione dell’ente concedente.

Il progetto di fattibilità approvato è posto a base di gara: fase 3

Il comma 3 dell’art. 193 D.Lgs. 36/2023 specifica che il progetto di fattibilità approvato è posto a base di gara nei tempi previsti dalla programmazione. Il criterio di aggiudicazione
è l’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto tra qualità e prezzo. Nel bando deve essere specificato il diritto di prelazione del promotore.

La configurazione giuridica del soggetto proponente può essere modificata e integrata sino alla data di scadenza della presentazione delle offerte.

I concorrenti presentano le loro offerte: fase 4

I concorrenti, compreso il promotore, in possesso dei requisiti previsti dal bando, presentano un’offerta contenente:

  • il piano economico-finanziario asseverato;
  • la specificazione delle caratteristiche del servizio e della gestione;
  • le varianti migliorative al progetto di fattibilità posto a base di gara, secondo gli indicatori previsti nel bando.

La disciplina delle garanzie è stata notevolmente semplificata. Le offerte devono essere corredate dalle garanzie di cui all’art. 106 e che il soggetto aggiudicatario deve provvedere ad una cauzione a garanzia delle penali relative al mancato o inesatto adempimento di tutti gli obblighi contrattuali relativi alla gestione dell’opera, da prestarsi nella misura del 10% del costo annuo operativo di esercizio e con le modalità di cui all’articolo 117. La mancata presentazione di tale cauzione costituisce grave inadempimento contrattuale.

Il diritto di prelazione del promotore: come funziona?

Se il promotore non risulta aggiudicatario, può esercitare, entro 15 giorni dalla comunicazione dell’aggiudicazione, il diritto di prelazione e aggiudicarsi l’appalto solo se dichiara di impegnarsi ad adempiere alle obbligazioni contrattuali alle medesime condizioni offerte dall’aggiudicatario.

Se il promotore non risulta aggiudicatario e non esercita la prelazione ha diritto al pagamento, a carico dell’aggiudicatario, dell’importo delle spese per la predisposizione della proposta, comprensive anche dei diritti sulle opere dell’ingegno. L’importo complessivo delle spese rimborsabili non può superare il 2,5% del valore dell’investimento, come desumibile dal progetto di fattibilità posto a base di gara.

Se il promotore esercita la prelazione, l’originario aggiudicatario ha diritto al pagamento, a carico del promotore, dell’importo delle spese documentate ed effettivamente sostenute per la predisposizione dell’offerta (sempre nel limite del 2,5% del valore dell’investimento).

In relazione alla specifica tipologia di lavoro o servizio, l’ente concedente tiene conto, tra i criteri di aggiudicazione, della quota di investimenti destinata al progetto in termini di ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica.

L’ente esamina le offerte e aggiudica la gara: fasi 5 e 6

Dopo aver ricevuto le offerte l’ente concedente:

  • prende in esame le offerte che sono pervenute nei termini indicati nel bando;
  • redige una graduatoria e nomina aggiudicatario il soggetto che ha presentato la migliore offerta;
  • pone in approvazione i successivi livelli progettuali elaborati dall’aggiudicatario.

La società di scopo

La società di scopo è un’entità giuridica introdotta dalla Legge Merloni per regolare l’accesso ai bandi di gara che comportano la realizzazione o la gestione di opere pubbliche. L’art. 194 del codice appalti è dedicato proprio alla società di scopo: già dalla definizione possiamo notare un adeguamento all’ambito finanziario: la denominazione di “società di progetto” è diventata “società di scopo”, in linea con lo “special purpose vehicle”.

Per gli affidamenti superiori a 5.538.000 € il bando di gara per l’affidamento di una concessione sotto forma di finanza di progetto prevede che l’aggiudicatario costituisca una società di scopo in forma di società per azioni o a responsabilità limitata, anche consortile. Il bando di gara indica l’ammontare minimo del capitale sociale della società. In caso di concorrente costituito da più soggetti, nell’offerta è indicata, a pena di esclusione, la quota di partecipazione al capitale sociale di ciascun soggetto.

La società di scopo, senza che ciò costituisca cessione di contratto, subentra nel rapporto di concessione senza necessità di approvazione o autorizzazione amministrativa e sostituisce l’aggiudicatario in tutti i rapporti con l’ente concedente.

Obbligazioni delle società di scopo

L’art. 195 è dedicato alle obbligazioni delle società di scopo. Le società di scopo possono emettere obbligazioni e titoli di debito, anche in deroga ai limiti di cui agli articoli 2412 e 2483 del codice civile purché destinati alla sottoscrizione da parte degli investitori istituzionali e dei clienti professionali.

Il legislatore precisa che l’emissione delle obbligazioni da parte della società di scopo è limitata alle finalità della realizzazione dell’infrastruttura o del servizio per cui la società è stata costituita ovvero al rifinanziamento del debito precedentemente contratto per la realizzazione dell’infrastruttura o delle opere connesse al servizio di pubblica utilità.

 

BIM Codice Appalti

 

BIM Codice Appalti

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *