Fatturazione passiva e attiva: caratteristiche e differenze
La fatturazione passiva riguarda i beni e i servizi acquisiti dall’azienda presso un fornitore. Come si differenzia da quella attiva
Con l’introduzione dell’obbligo di emissione di fattura elettronica per tutti i professionisti titolari di partita Iva ordinaria o forfettaria a partire dal 1° gennaio 2024, molti autonomi stanno rivolgendo una maggiore attenzione agli aspetti fiscali e contabili della propria attività. Tra i concetti spesso utilizzati, ma non sempre pienamente compresi, ci sono la fatturazione passiva e quella attiva.
La fattura elettronica passiva si riferisce alla fornitura di beni/prestazione di servizi acquisiti dai fornitori verso l’azienda. La fatturazione attiva inerisce alla cessione di beni/prestazione di servizi verso un committente. Queste fatture devono essere emesse nel formato XML e inviate tramite il Sistema di Interscambio (SdI) all’azienda destinataria.
La gestione e la conservazione delle fatture elettroniche passive sono fondamentali per evitare ritardi nei pagamenti e per garantire la corretta registrazione delle imposte dovute. Per gestire la fatturazione passiva e attiva puoi utilizzare il software per la fatturazione elettronica che consente di visualizzare il contenuto delle fatture ricevute via e-mail dai fornitori in formato XML ed acquisirle sul tuo PC.

Fatturazione passiva – software FacTus
Indice
Cos’è la fatturazione passiva
Le fatture passive sono quelle ricevute dai fornitori in seguito all’acquisizione di beni o servizi.
Il termine “passiva” deriva dal fatto che l’azienda deve solamente verificare la fattura e, una volta confermata la sua correttezza e conformità, archiviarla.
È importante comprendere che questo processo comporta un’immediata responsabilità economica, poiché l’azienda si trova in debito e deve saldare il dovuto per il bene o il servizio ottenuto.
Dunque, la fatturazione passiva è l’attività di ricezione, verifica e archiviazione delle fatture ricevute e, a differenza di quella attiva, genera un debito poiché sarà necessario pagare il corrispettivo per il bene o servizio richiesto.
Al di là del debito che genera, pari al totale fattura da riconoscere al fornitore, un elemento distintivo della fattura passiva è l’eventuale IVA a credito che matura per chi la riceve.
Ancora una volta, il software per la fatturazione elettronica consente l’archiviazione elettronica e la successiva conservazione e gestione di file firmati e l’estrapolazione degli eventuali allegati.
Cos’è la fatturazione attiva
La fatturazione attiva è il processo mediante il quale si emette una fattura verso il cliente finale, che può essere un’azienda o un privato, giungendo a determinare un incasso.
La fatturazione attiva è più complessa rispetto a quella passiva, in quanto coinvolge direttamente i lavoratori che vendono beni o servizi e sono responsabili della gestione.
Al di là del credito che genera, pari al totale fattura da ricevere dal committente, un elemento distintivo della fattura attiva è l’eventuale IVA a debito che matura per chi la emette.
Fatturazione attiva e passiva: differenze
Dopo aver delineato la definizione di fatturazione attiva e passiva, diventa più chiaro distinguere le differenze tra le due tipologie di fatture:
- la fattura attiva viene emessa verso il cliente finale, mentre la fattura passiva viene emessa dal fornitore all’azienda;
- le fatture attive generano un credito (entrata), mentre le fatture passive indicano un debito (uscita).
Grazie alla visualizzazione semplificata dei dati e agli strumenti di gestione, il software per la fatturazione elettronica ti permette di avere sempre sotto controllo i flussi in entrata ed in uscita, per un costante monitoraggio della tua gestione contabile e quindi della tua attività.
Di seguito una tabella di riepilogo che mostra le principali differenze:

Fattura attiva e fattura passiva: differenze
Gestione della fatturazione passiva e attiva
L’aspetto della conservazione richiede attenzione sia per la fatturazione passiva che attiva. Entrambe devono essere conservate digitalmente per almeno 10 anni secondo quanto disciplinato dall’art. 2220 del Codice Civile. Secondo quanto stabilito dall’art. 39 del D.P.R. n. 633/1972 l’obbligo di conservazione delle fatture elettroniche ricade sia sul soggetto che emette la fattura elettronica, ovvero il fornitore, sia sul soggetto che la riceve, cioè il cliente o destinatario.
Attraverso il software per la fatturazione elettronica per ciascuna annualità di fatturazione e una volta generato il pacchetto di archiviazione, puoi trasferire su un supporto magnetico l’intero archivio documenti, riferito alla singola annualità. Oltre a quanto già contenuto nella cartella dell’annualità è necessario conservare anche i messaggi di invio e ricezione PEC nella relazione con il Sistema di Interscambio.

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