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Fattura semplificata: cos’è, quando si usa e come si compila

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

La fattura semplificata certifica operazioni di beni o servizi per importi inferiori a 400 euro IVA inclusa. Quando si usa e cosa riporta

Sono tante le circostanze che richiedono l’emissione di una fattura semplificata, poiché risulta lo strumento più consono in certi contesti e più adatto, ad esempio, ai titolari di piccole attività commerciali o di imprese di servizi.

La fattura semplificata ha una valenza legale e fiscale esattamente uguale a quella ordinaria. La sua caratteristica è che si tratta di un documento decisamente più semplice da compilare, richiede meno informazioni obbligatorie ed è basata sul formato standard documentale XML.

Con il software di fatturazione elettronica, insieme ai documenti di tipo ordinario, puoi importare correttamente la fattura semplificata e gestire documenti in formato XML con l’archiviazione e la conservazione sostitutiva direttamente sul tuo pc o sul cloud.

Analizziamo nel dettaglio cos’è una fattura semplificata, in quali casi può essere utilizzata, i suoi limiti e vantaggi.

fattura semplificata

Fattura semplificata – FacTus

Fattura semplificata: cos’è e quando si usa

La fattura elettronica semplificata è un documento fiscale che ha lo stesso valore della fattura ordinaria, ma che richiede meno informazioni per essere compilata e ritenuta valida.

Può essere utilizzata da tutti i possessori di partita iva purché l’importo della fattura non superi i 400 euro Iva inclusa.

É disciplinata dall’art. 21 bis del D.P.R. 633/1972 ed è stata introdotta per semplificare gli obblighi di fatturazione, specialmente per le piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi in Italia e per allinearsi alle normative europee in materia.

Quando non si usa la fattura semplificata

Non può essere utilizzata per:

  • le cessioni intracomunitarie;
  • le cessioni di beni e prestazioni di servizi (escluse le operazioni esenti di cui ai nn. da 1 a 4 e 9 dell’articolo 10 del D.P.R. n. 633/72) effettuate verso un soggetto passivo stabilito in altro Stato comunitario, dove è dovuta l’imposta. Queste operazioni non sono soggette a IVA per mancanza del requisito della territorialità, effettuate da soggetti passivi stabiliti nel territorio italiano verso soggetti passivi debitori dell’imposta in un altro Stato membro con il meccanismo dell’inversione contabile. Per queste operazioni in fattura deve essere apposta l’annotazione inversione contabile.
fattura semplificata quando non si usa

Fattura semplificata quando non si usa

Chi può emettere la fattura semplificata

La fattura semplificata può essere emessa:

  • dalle imprese;
  • dai professionisti (titolari di partita iva).

Non esistono categorie professionali o settori produttivi che siano esclusi dalla facoltà di emettere la fattura semplificata. In particolare, questo strumento di fatturazione risulta particolarmente vantaggioso per i titolari di attività commerciali, offrendo loro un’opzione comoda ed efficiente per gestire la documentazione fiscale.

Come compilare una fattura semplificata

Per emettere una fattura semplificata, bisogna compilarla inserendo le informazioni così come stabilito dall’art. 21 bis del D.P.R. 633/1972:

  • data di emissione;
  • numero progressivo per identificarla univocamente;
  • ditta denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio e partita IVA del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;
  • ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti; in alternativa, in caso di soggetto stabilito nel territorio dello Stato può essere indicato il solo codice fiscale o il numero di partita IVA, ovvero, in caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell’Unione europea, il solo numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato membro di stabilimento;
  • descrizione dei beni ceduti e dei servizi oggetto di cessione;
  • ammontare del corrispettivo complessivo e dell’imposta incorporata, ovvero dei dati che permettono di calcolarla;
  • nel caso la fattura semplificata sia emessa per rettificare una precedente fattura, sarà necessario inoltre inserire i riferimenti per individuare le fatture da modificare.

Fattura semplificata rettificativa

Nel caso in cui debba essere emessa una fattura elettronica semplificata rettificativa, oltre alle indicazioni che sono previste per la fattura semplificata, è necessario inserire anche il riferimento delle fatture che sono state rettificate.

Questo requisito può generare delle complicazioni operative, specialmente quando si tratta di rettifiche effettuate a fine anno per sconti derivanti dal raggiungimento di obiettivi prefissati. In queste circostanze, potrebbe essere necessario indicare nella fattura, anche se semplificata, tutti i documenti emessi nell’anno soggetti a variazione.

In questo caso, può essere applicato quanto precisato all’interno della risoluzione n. 36/E/2008, nella quale si stabilisce che è sufficiente indicare gli estremi contrattuali, la base di calcolo e la percentuale di sconto applicata, in situazioni simili.

I vantaggi di una fattura semplificata

Questa tipologia di fattura comporta vantaggi in termini di semplificazione degli adempimenti fiscali e di riduzione dei tempi di gestione. Nello specifico, i vantaggi possono essere così riassunti:

  • consente di contrastare i pagamenti in nero: offre una soluzione agevole e praticabile per le operazioni di modesta entità che potrebbero altrimenti essere effettuate con pagamenti in contanti non registrati, senza alcuna comunicazione alle autorità fiscali;
  • procedure più rapide: risulta più veloce grazie alla compilazione del documento meno articolata. Ciò comporta anche una riduzione del rischio di errori, poiché la minore quantità di dati da inserire si traduce in una diminuzione delle possibilità di commettere errori da parte del personale amministrativo aziendale o dei professionisti durante la fase di inserimento dati;
  • descrizione breve: nell’oggetto della fattura non è necessario specificare tutti i dettagli del prodotto o servizio venduto ma è sufficiente una descrizione generica;
  • importo totale: l’importo totale può essere indicato in un’unica voce comprensiva di Iva senza dovere specificare i due importi separatamente.

Fattura semplificata o ordinaria: differenze

La fattura semplificata e la fattura ordinaria sono entrambi documenti che godono della stessa validità fiscale. Tuttavia, mentre la fattura ordinaria può essere impiegata per qualsiasi tipo di transazione, la fattura semplificata presenta dei limiti sia in termini di importo (non superiore a 400 euro) che di applicazione.

 

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