Fattura elettronica scartata: cosa fare?
Se la fattura elettronica viene scartata è necessario correggere la fattura e inviarla di nuovo al SdI entro 5 giorni dalla data di notifica dello scarto
Le fatture elettroniche vanno sempre inviate ai propri clienti attraverso il Sistema di Interscambio, altrimenti sono considerate non emesse. Una volta che il file della fattura elettronica è stato trasmesso al SdI, quest’ultimo esegue alcuni controlli e, se tali controlli sono superati, trasmette il file all’indirizzo telematico presente nella fattura. Qualora, invece, uno o più controlli non vadano a buon la fattura viene scartata e si considera non emessa.
La procedura di emissione delle fatture con il software per la fatturazione elettronica permette, attraverso dei controlli in itinere, di ridurre al minimo la presenza di anomalie nella imputazione dei dati. Inoltre il software, nel passaggio tra le varie schermate, segnala ad esempio l’assenza di dati obbligatori o errati.

Fattura elettronica scartata – software FacTus
Indice
Fattura elettronica scartata: cosa significa
Quando il Sistema di Interscambio riceve una fattura elettronica, questa viene sottoposta a rigorosi controlli. I controlli che vengono effettuati sono propedeutici all’inoltro della fattura al corretto destinatario e mirano sostanzialmente a:
- verificare che siano presenti almeno le informazioni minime obbligatorie per legge (articolo 21 o 21-bis del D.P.R. 633/1972). Queste includono i dati identificativi del fornitore e del cliente, il numero e la data della fattura, la descrizione della natura, quantità e qualità dei beni o servizi forniti, l’imponibile, l’aliquota e l’IVA;
- verificare che i valori della partita IVA del fornitore (cedente/prestatore) e della partita IVA oppure del codice fiscale del cliente (cessionario/committente) siano validi e presenti nell’anagrafe tributaria;
- verificare che sia specificato in fattura l’indirizzo telematico dove recapitare il file (codice destinatario o PEC);
- verificare che vi sia coerenza tra i valori dell’imponibile, dell’aliquota e dell’IVA.
A seguito di tali verifiche, la fattura può essere accettata e quindi inviata al destinatario, oppure scartata.
In caso di scarto, il mittente riceve una notifica di scarto. In questa situazione, la fattura viene considerata non emessa.
Per risolvere il problema, è necessario correggere la fattura e reinviarla al Sistema di Interscambio entro 5 giorni dalla ricezione della notifica di scarto. È possibile mantenere invariati il numero e la data del documento. Il rispetto delle tempistiche di riemissione è fondamentale per evitare sanzioni per tardiva emissione della fattura.
Perché una fattura elettronica viene scartata: gli errori più comuni
Il Sistema di Interscambio (SdI) impiega una serie di codici per notificare la necessità di ricompilare una fattura elettronica scartata. Ogni codice identifica un errore specifico e indica le correzioni da apportare al documento. Esistono numerosi codici di errore che il sistema può segnalare. Tra questi:
- 00324: incoerenza tra partita IVA e codice fiscale;
- 00404: fattura duplicata;
- 00423: calcolo errato del campo prezzo totale.
Errore 00324: mancata coerenza tra partita IVA e codice fiscale
Questo errore viene segnalato dal Sistema di Interscambio quando i campi partita IVA e codice fiscale del destinatario sono indicati in modo errato nel documento inviato. Le cause di questo errore possono essere diverse. Ad esempio, potrebbe essere stato inserito il codice fiscale di una persona fisica quando il destinatario è una società. Un altro errore comune consiste nell’inserire lo stesso dato sia per il codice fiscale che per la partita IVA, situazione frequente nel caso di ditte individuali o liberi professionisti.
Errore 00404: fattura duplicata
L’errore 00404 segnala che è stato utilizzato lo stesso numero di documento per più fatture. Questo può verificarsi, ad esempio, quando una fattura viene trasmessa tramite un software gestionale e un’altra attraverso un canale alternativo, come il cartaceo o l’email.
Errore 00423: valore del campo prezzo totale non calcolato correttamente
L’errore 00423 indica che il valore riportato nel campo prezzo totale risulta errato. Accade quando si inserisce una percentuale di sconto con più di due valori decimali.
Questi sono solo 3 dei tanti errori che il SdI può restituire così riassunti nella tabella di seguito:

Fattura elettronica scartata: motivi e codici errore
Come correggere una fattura elettronica scartata
Per correggere una fattura elettronica scartata dal Sistema di Interscambio (SdI), è necessario apportare le modifiche in base al codice errore ricevuto. Poiché una fattura scartata non è considerata emessa, non è necessario inviare alcuna nota di variazione al sistema.
Dopo aver effettuato le correzioni, la fattura deve essere rinviata e sottoposta nuovamente ai controlli del SdI. Se supera i controlli, il sistema procederà alla consegna al destinatario.
Secondo quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare 13 del 2 luglio 2018, ci sono 3 modi per riemettere una fattura elettronica scartata:
- emettere la fattura con la stessa data e numero di documento, entro 5 giorni dalla ricezione della notifica di scarto;
- emettere la fattura con una nuova data e numero di documento, seguendo la numerazione progressiva delle fatture;
- inviare la fattura con una numerazione specifica che evidenzi che si tratta di una rettifica del documento precedente.
Fattura elettronica scartata: le sanzioni
Se una fattura elettronica viene emessa oltre il 12° giorno dall’effettuazione dell’operazione, sono previste sanzioni amministrative stabilite dall’articolo 6 del D.L. 471/1997.
Le sanzioni per la mancata o tardiva emissione delle fatture sono:
- una sanzione tra il 90% e il 180% dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato, con un minimo di 500 euro;
- una sanzione tra 250 e 2.000 euro quando la violazione non incide sulla corretta liquidazione del tributo.
Se la tardiva o mancata emissione riguarda fatture per operazioni non imponibili, esenti, non soggette a IVA o soggette a inversione contabile, la sanzione amministrativa varia dal 5% al 10% del valore omesso o non registrato. Se gli importi omessi o non registrati non influenzano la determinazione del reddito, la sanzione varia da un minimo di 250 euro a un massimo di 2.000 euro.

Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/fattura-elettronica-scartata-cosa-fare/


