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Fattura B2B: cos’è e come si differenzia dalle B2C e PA

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La fattura B2B è un tipo di fatturazione che si caratterizza per il fatto che il committente appartiene al settore privato ed è anch’esso titolare di Partita IVA

Dopo l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica verso le pubbliche amministrazioni, la normativa ha esteso l’obbligo anche agli scambi B2B.

L’acronimo B2B sta per business-to-business e descrive un tipo di fatturazione obbligatoria tra aziende private o tra un’azienda e un professionista (titolare di partita IVA).

Sebbene le procedure e i documenti per entrambe le categorie siano molto simili, esistono alcune differenze importanti da conoscere. La fatturazione elettronica B2B e quella verso le PA condividono un processo parzialmente sovrapponibile e l’uso del Sistema di Interscambio (SdI). Tuttavia, differiscono per i soggetti coinvolti e per i requisiti di compilazione dei campi obbligatori necessari per l’invio.

La fattura B2B è un tipo di fatturazione obbligatoria tra aziende private o tra un’azienda e un professionista con partita IVA. Scopri come si differenzia dalle fatture B2C e PA

Gestire l’intero processo di creazione, invio e conservazione di fatture elettroniche può essere molto complicato se non si hanno a disposizione gli strumenti adeguati come il software per la fatturazione elettronica con cui puoi emettere e ricevere fatture elettroniche PA, B2B e B2C e gestire secondo le norme vigenti tutte le fasi della fatturazione attiva e passiva.

Fattura B2B

Fattura B2B – software FacTus

Cosa si intende per fattura B2B

Quando parliamo di fatturazione B2B ci riferiamo alla fatturazione tra operatori economici provvisti di partita IVA.

È chiamata B2B perché rappresenta un’operazione commerciale tra aziende (business to business). Ciò significa che i prodotti o servizi in vendita di un’attività sono rivolti ad un’altra azienda o imprenditore.

Un esempio pratico di B2B è la fattura emessa dal commercialista verso un’azienda sua cliente per la tenuta della contabilità fiscale.

Come emettere una fattura elettronica B2B

L’emissione della fattura elettronica B2B è simile a quello della fatturazione elettronica per la Pubblica Amministrazione. Quello che cambia è, appunto, la tipologia di soggetto a cui viene inviata la fattura.

Una fattura B2B deve in ogni caso essere trasmessa tramite il Sistema di Interscambio (SdI) con firma digitale facoltativa.

Invece del Codice Ufficio PA, occorre inserire il codice destinatario, un codice a 7 cifre che identifica il ricevente (se ne dispone) oppure 0000000. In quest’ultimo caso è necessario specificare l’indirizzo PEC del destinatario nel campo PEC destinatario.

Differenza tra fatture elettroniche B2B, B2C e PA

Nella fatturazione elettronica, è importante comprendere non solo la fattura B2B, ma anche le fatture indicate con gli acronimi PA e B2C. Chi gestisce un’attività e deve emettere fatture elettroniche deve conoscere le differenze tra:

  • B2C: business to consumer.
  • PA: pubblica amministrazione;

Qual è la differenza tra fatturazione B2B e B2C

Entrambe le tipologie riguardano il processo di fatturazione verso committente di natura privata. Anche il formato trasmissione verso Sistema di interscambio è identico: FPR12. La differenza risiede nel fatto che:

  • la fattura B2B è fatturazione verso privato con partita IVA;
  • la fattura B2C è fatturazione verso privato senza partita IVA (si fattura su codice fiscale).

Con la fatturazione elettronica B2C si vuole indicare quelle fatture che vengono emesse dalle aziende nei confronti di consumatori privati, identificati tramite codice fiscale.

Questo è il modo in cui le aziende e i professionisti possono inviare fatture ai consumatori finali che non hanno partita IVA ma sono identificati, appunto, solo tramite il proprio codice fiscale, mentre come codice destinatario va inserito il codice 0000000.

Un aspetto rilevante di differenziazione rispetto alla B2C è che il corretto invio al SdI è considerato dalla legge come corrispondente all’invio al cessionario/committente, rispetto al quale non si è obbligati a compiere altre attività di trasmissione (diversamente, nei confronti del committente B2C si pone la necessità di consegnare copia cartacea o digitale della Fattura di cortesia, oltre all’invio telematico verso SdI).

In altri termini non si è tenuti ad inviare al cliente una copia della fattura in XML o una comunicazione dell’avvenuta emissione. Lo si può fare, ma non è un obbligo.

Il motivo risiede nel fatto che in questi casi il destinatario, essendo a sua volta una partita IVA, riceverà la fattura direttamente sulla sua PEC o sul suo canale accreditato.

Resta fermo il fatto che ogni committente (B2B o B2C) dispone di un’area riservata presso il sito dell’Agenzia delle Entrate (Fatture e corrispettivi) in cui è possibile riscontrare le fatture elettroniche di competenza.

Differenza tra fattura elettronica B2B e PA

La differenza principale tra fatture PA e B2B è di carattere soggettivo: le fatture PA sono destinate a enti della pubblica amministrazione, mentre le fatture B2B sono indirizzate a operatori privati titolari di partita IVA.

Questa differenza implica modalità diverse per l’identificazione del destinatario della fattura. Per le fatture B2B, è necessario indicare il codice destinatario ottenuto dall’Agenzia delle Entrate o quello di un intermediario. Se il destinatario non dispone di un codice, può ricevere la fattura tramite PEC e l’originale elettronico sarà sempre consultabile online.

Anche nelle fatture PA va indicato un codice destinatario, ma in questo caso deve essere utilizzato esclusivamente il codice univoco dell’amministrazione reperibile in un apposito indice delle pubbliche amministrazioni, accessibile online.

Un’altra differenza riguarda il campo formato trasmissione della fattura, che per i documenti destinati alla PA è FPA12, mentre per le fatture verso privati (B2B e B2C) è sempre valorizzato con FPR12.

 

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