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Facciata ventilata

Facciata ventilata, un alleato prezioso per l’efficienza energetica

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Caratteristiche, vantaggi e criteri progettuali della facciata ventilata: il sistema che migliora il comfort termico degli edifici

L’elemento che più caratterizza l’aspetto esteriore di un edificio è la sua facciata. Oltre al suo aspetto decorativo e connotativo, la facciata costituisce anche un’interfaccia dinamica tra l’interno e l’esterno, una “pelle” che regola gli scambi di calore, aria e luce, influenzando il comfort degli occupanti e l’efficienza energetica dell’intero volume architettonico.

Tra le soluzioni più innovative ed efficaci per gestire al meglio questi parametri, emerge l’impiego della facciata ventilata. Questo sistema, se progettato con attenzione e competenza, si rivela un alleato prezioso per il risparmio energetico, l’isolamento acustico, la durabilità e la valorizzazione estetica dell’edificio. Ma quali sono i principi che regolano il funzionamento delle facciate ventilate? E quali materiali scegliere per garantire prestazioni eccellenti nel tempo?

In questo articolo, esploreremo in dettaglio il funzionamento e i benefici della facciata ventilata, mettendo in luce le caratteristiche chiave che la rendono un elemento sempre più apprezzato nella progettazione di edifici contemporanei.

facciata ventilata modulare

Facciata ventilata modulare

Che cos’è la facciata ventilata?

La facciata ventilata è un sistema avanzato di rivestimento esterno degli edifici, realizzato in diversi materiali e installato a secco. Questo innovativo approccio non solo mira a migliorare le prestazioni termico-energetiche, ma anche ad elevare il valore estetico dell’involucro architettonico. Fondamentale sia per nuove costruzioni che per interventi di riqualificazione, una facciata ventilata prevede la realizzazione di più strati comprendenti un’intercapedine d’aria che si estende tra la parete perimetrale dell’edificio e il rivestimento esterno montato a secco su guide.

Il pacchetto tecnologico di una facciata ventilata prevede che lo strato di finitura più esterno sia leggermente staccato dalla struttura portante, al fine di realizzare un’intercapedine aerata sull’intera superficie della facciata, in cui l’aria possa circolare dal basso verso l’alto. Completa il pacchetto un ulteriore strato d’isolamento termo-acustico posizionato in aderenza alla costruzione.

Come funziona la facciata ventilata

Per quanto efficace, il principio di funzionamento della facciata ventilata è semplicissimo e si basa sui moti di convezione dell’aria. In parole semplici, la convezione è il movimento dell’aria generato in risposta alle variazioni di temperatura all’interno dell’intercapedine creata tra il rivestimento esterno e l’involucro principale dell’edificio. In questo caso, lo strato di finitura più esterno è posizionato ad una determinata distanza dall’involucro primario, consentendo all’aria più fredda di entrare nell’intercapedine dal basso e di defluire naturalmente verso l’alto. Uno strato isolante viene aggiunto all’interno dell’intercapedine per migliorarne le prestazioni.

Lo strato di finitura è indipendente dalla parete principale e vincolato ad essa mediante appositi sistemi di ancoraggio e sospensione, che possono essere visibili o nascosti. Questi dispositivi hanno lo scopo di distanziare lo strato di finitura dalla parete, creando la giusta dimensione dell’intercapedine e, contemporaneamente, supportandolo.

A seconda del tipo di facciata ventilata, si utilizzano montanti e traverse o staffe, generalmente realizzati in acciaio, alluminio o altre leghe leggere. In alcuni casi, specialmente in edifici di dimensioni ridotte e nell’ambito della bioedilizia, è possibile che il sistema di ancoraggio sia realizzato in legno. L’intercapedine solitamente ha una larghezza compresa tra 3 e 5 cm, senza ostacoli interni che possano impedire il flusso d’aria. Apposite griglie di aerazione sono posizionate alla base e alla sommità della facciata, per evitare l’insediamento di piccoli animali e il deposito di materiali difficili da rimuovere.

Funzionamento e stratigrafia di una facciata ventilata

Il funzionamento di una facciata ventilata si basa, quindi, sul movimento naturale dell’aria che si sviluppa all’interno dell’intercapedine, sfruttando un flusso convettivo generato dalla differenza di temperatura tra l’interno e l’esterno di quest’ultima.

Nel periodo estivo, l’innalzamento della temperatura dell’aria all’interno dell’intercapedine, causato dalla radiazione solare sul rivestimento, provoca un “effetto camino” che fa muovere l’aria verso l’alto. Questo processo contribuisce a far uscire il calore, riducendo così la temperatura sulla parete interna.

Questa circolazione naturale dell’aria, nota proprio come “effetto camino”, aiuta a regolare la temperatura interna dell’edificio, fungendo allo stesso tempo da deterrente contro l’umidità.

Durante i mesi invernali, quando la radiazione solare è meno intensa, l’intercapedine costituisce uno strato di isolamento aggiuntivo e mantiene la temperatura interna della parete in equilibrio, riducendo anche i problemi legati all’umidità e alla condensa superficiale. Per ottimizzare il comportamento invernale della facciata ventilata sarebbe consigliato lasciare aperta la griglia di ventilazione nella parte bassa della facciata, chiudendo invece il passaggio dell’aria nella parte più alta. In questo modo sarebbe interrotto il deflusso continuo dell’aria ma aumenterebbero notevolmente le proprietà isolanti dell’intercapedine.

Le facciate ventilate sono particolarmente efficaci grazie a queste caratteristiche che, unite alla flessibilità architettonica che offrono, rendono questa tecnologia sempre più diffusa nell’architettura contemporanea.

Per la realizzazione di facciate ventilate è possibile adottare sia una ventilazione naturale che meccanica o controllata. La scelta tra i due approcci dipende da vari fattori, tra cui il clima del luogo, le dimensioni dell’edificio e il budget disponibile.

Ventilazione naturale

La ventilazione naturale, più comune di quella controllata, si basa esclusivamente sul comportamento fisico dell’aria in condizione passiva, sfruttando i moti convettivi: l’aria calda, più leggera, sale e fuoriesce da appositi fori di espulsione, quella fredda entra dal basso. Questo approccio è economico e richiede una minore manutenzione, ma può essere meno efficace in alcune condizioni climatiche.

Se sei interessato a questo argomento, puoi leggere anche “Come funziona la copertura ventilata“.

Ventilazione meccanica

La ventilazione meccanica prevede l’utilizzo di apparecchi per la ventilazione forzata che garantiscono un flusso d’aria costante e controllato. Sebbene più costosa e richieda una manutenzione più frequente, offre maggiore precisione ed efficienza.

Stratigrafia di una facciata ventilata

La stratigrafia di una facciata ventilata è il fattore determinante dell’efficacia del suo comportamento. Solitamente comprende:

  • involucro verticale principale (laterizio, blocchi cls, ecc.);
  • struttura portante (in alluminio, legno, acciaio o altre leghe);
  • strato di isolamento termico;
  • spazio di ventilazione;
  • rivestimento esterno (cotto, ceramica, alluminio, ecc.).

Questi strati, se integrati in modo sinergico, possono migliorare notevolmente le prestazioni termiche e acustiche dell’intero edificio.

Ecco alcuni consigli da seguire per il dimensionamento dei vari strati.

Per funzionare correttamente, l’intercapedine d’aria di una parete ventilata non dovrebbe avere spessore inferiore a 2 cm.

Il suo dimensionamento si basa su un rapporto matematico tra larghezza della facciata da rivestire e tipo di ventilazione desiderata (debole o forte), considerando anche la resistenza termica dell’intercapedine in base al flusso d’aria sulla facciata. Lo spessore dell’intercapedine deve essere valutato attentamente anche in funzione dell’altezza della facciata, in modo da garantire il  deflusso continuo dell’aria dal basso verso l’alto. Solo la giusta proporzione tra spessore ed altezza garantirà l’effetto camino e, dunque, la ventilazione della facciata.

Lo spessore di un pacchetto finito, comprendente tutte le componenti dell’involucro verticale, può superare facilmente i 40 cm, a seconda di quelli del rivestimento esterno, intercapedine, isolante, ecc. Quando si desideri rendere ispezionabile il vuoto in cui circola l’aria (per consentire il passaggio di operatori addetti alla manutenzione), il pacchetto finale può avere spessori importanti, anche superiori ai 90 cm.

Per calcolare lo spessore di tutti gli strati della facciata ventilata, in modo tale che l’intero pacchetto di chiusura rispetti i valori previsti dalla normativa (trasmittanza, resistenza termica, ecc.) per ciascuna area climatica, è necessario utilizzare un software di analisi energetica. Solo in questo modo puoi essere sicuro dell’efficienza delle scelte progettuali adottate e del rispetto di tutti i vincoli normativi.

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Vantaggi

I vantaggi della facciata ventilata spaziano da benefici energetici a miglioramenti estetici. Tra i principali:

  • efficienza energetica: riduzione dei consumi energetici grazie al controllo termico e alla ventilazione naturale o meccanica;
  • isolamento acustico: la cavità d’aria agisce come un efficace isolante acustico, riducendo la trasmissione del suono;
  • protezione strutturale: la stratigrafia contribuisce a proteggere la struttura dell’edificio da umidità, agenti atmosferici e variazioni climatiche;
  • valorizzazione estetica: ampia gamma di materiali e design che conferiscono all’edificio un aspetto moderno e distintivo;
  • durabilità e risparmio dei costi di manutenzione: non occorre rifare la facciata, ritinteggiare, ripristinare lo strato di finitura perché i materiali di rivestimento sono molto più durabili del comune intonaco utilizzato nelle facciate tradizionali, questo comporta anche un risparmio economico nel tempo perché non ci sono grosse spese di manutenzione da dover tenere in considerazione nel corso del tempo.
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