Expo 2015 architettura: ecco come è fatto il padiglione del Giappone

Expo 2015 architettura: ecco il padiglione del Giappone

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Expo 2015 architettura: foto e video del padiglione del Giappone composto da 17.000 pezzi di legno incastrati tra loro che creano una perfetta sintesi tra passato e futuro

Ogni Paese presente ad Expo 2015 ha progettato e curato il proprio padiglione nei minimi dettagli, al fine di mostrare il tema della propria partecipazione e di attirare e incuriosire i visitatori.
Il padiglione del Giappone realizzato con ben 17.000 pezzi di legno è uno tra i più visitati della fiera di Milano.

Expo 2015 architettura: il padiglione del Giappone e il suo significato

Con il suo padiglione per Expo 2015 il Giappone punta sul tema della sostenibilità e dell’autenticità della propria cucina.
Tema della partecipazione, infatti, è “Diversità armoniosa” poiché, come spiegato dalle guide all’ingresso, grazie alle diversità coltivate nel Paese vi è una grande potenzialità per contribuire alla risoluzione del problema delle risorse nutrizionali e della fame nel modo.
Protagonista indiscussa è la cultura alimentare nipponica come esempio di nutrimento sano, sostenibile ed equilibrato, nonché come modello per alleviare i problemi mondiali relativi alla fame, lotta allo spreco e all’ecologia.
La presenza del Giappone all’esposizione universale è anche la giusta occasione per rilanciare l’immagine del Paese dopo il terremoto del 2011, creando opportunità di turismo e di business.

Expo 2015 architettura: il padiglione del Giappone e la sua struttura

Il padiglione del Giappone, posizionato in fondo lungo la via principale del Decumano di Expo 2015, si sviluppa su uno spazio espositivo di circa 4.000 m2 , di cui  quasi 500 dedicati alla sola zona ristorante, con un’ampia entrata e uno sviluppo in lunghezza, come una delle case tradizionali di Kyoto.

Progettato dall’architetto Atsushi Kitagawara, il padiglione si presenta come una griglia tridimensionale in legno, risultato di una perfetta sintesi tra passato e futuro.

Per rappresentare la fusione tra tradizione e modernità, oltre a materiali naturali come bambù e legno, sono state utilizzate tecnologie informatiche e sistemi per il risparmio energetico.

La principale caratteristica è la facciata che ricorda le “Utsuwa”, ceramiche giapponesi che si caratterizzano per la varietà dei diversi stili.

La struttura é stata realizzata con ben 17.000 pezzi di legno incastrati tra loro in modo da lasciar penetrare la luce solare, come richiamo alle risorse rinnovabili, ed è stata costruita con una fusione di tecniche tradizionali, analisi strutturali moderne e il metodo di tensione compressiva, grazie a cui i singoli elementi sono collegati con sistemi di aggancio e giuntura per ottenere un sostegno resistente anche ai terremoti (molto frequenti in Giappone).

Expo 2015 architettura: l’idea del progetto del padiglione Giappone

Ecco l’idea del progetto: una griglia con modulo base 50 × 50 cm formata da un incastro di 3 quadrati i quali, progressivamente inclinati, vanno a formare la struttura.

Questa idea ha un duplice scopo: da un lato rende l’insieme più interessante dal punto di vista estetico, dall’altro fornisce una struttura con maggior resistenza ad eventuali sollecitazioni.

La composizione, che crea i quadrati intersecati tra loro, è formata da elementi rettilinei intagliati sui lati a varie altezze in modo da permettere l’incastro, realizzato manualmente, con gli altri.

La facciata è, quindi, autoportante e particolarmente resistente: proprio la mancanza di superfici continue, quindi con larga presenza di vuoti, permette di ottenere una facciata resistente, flessibile e poco sollecitata, permettendo di raggiungere altezze considerevoli (da un minimo di 4 metri si arriva a un’altezza di 12).

Infine, la facciata presenta cavità all’interno, in maniera tale da poter essere illuminata in più punti dalle previste fonti di luce.

 

 

Expo 2015 architettura: il padiglione del Giappone e i ristoranti

Il padiglione ospita un ristorante virtuale di 10 tavoli ove è possibile fare un pranzo virtuale: il cibo appare sul piano del tavolo con una spiegazione delle sue caratteristiche.

Da non perdere, inoltre, i 7 ristoranti reali, alcuni dei quali si alterneranno per tre mesi, che guideranno alla scoperta dei piatti più tipici e delle novità in fatto di alimentazione.

Un’ampia sezione è dedicata alle cucine meno conosciute, oltre all’ormai noto sushi, all’arte culinaria cerimoniale della corte imperiale e alla cucina Zen.

 

 

2 commenti
  1. Giampaolo BERNARDI
    Giampaolo BERNARDI dice:

    In Giugno ho visitato anche il padiglione del Giappone. Ho notato la struttura esterna tutta di travi di legno quadrate di 15cm x 15 cm. lunghe 50 cm. incastrate tra loro in senso obbliquo , alta anche tre piani, resistenti anche a forte sollecitazione come i terremoti. Mi ha molto colpito per la semplicità, esaltando il bello! L’introduzione alla visita è stata esauriente per farci accedere al Ristorante virtuale dove sul tavoli da 6 venivano man mano presentati i vari piatti tipici giapponesi. Oltre alla diversità del cibo è stata esaltato l’aspetto del nutrirsi in armonia seduti attorno al tavolo rimarcando l’aspetto della cordiale conversazione durante il pranzo al esaltare la Pace e l’armonia tra i commensali e soprattutto tra i Popoli.
    Complimenti ai progettisti e grazie a EXPO 2015 !!!

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