Eurocodici strutturali e Appendici Nazionali: cosa sapere, cosa cambia dal 2026
Eurocodici e Appendici (o Annessi Nazionali): un approfondimento per chiarire cosa sono, a cosa servono, qual è il loro campo di applicazione, come cambiano dal 2026
La Conferenza Unificata del 7 luglio 2026 ha raggiunto l’intesa sullo schema di decreto che introduce le nuove Appendici Nazionali agli Eurocodici. Il provvedimento, predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti insieme al Ministero dell’Interno e al Dipartimento della Protezione civile, definisce i valori e i criteri da applicare in Italia quando le norme europee lasciano agli Stati membri un margine di scelta.
Le nuove Appendici sostituiranno quelle approvate nel 2012, aggiornando complessivamente 1.169 parametri e rendendo il sistema coerente con le Norme Tecniche per le Costruzioni del 2018 e con la Circolare applicativa n. 7 del 2019.
In attesa del testo ufficiale, in questo articolo spieghiamo in dettaglio cosa sono gli Eurocodici e le Appendici Nazionali, come utilizzarli nella progettazione strutturale e come cambiano nel 2026.
Per progettare edifici sicuri e funzionali, è necessario produrre l’analisi strutturale rispettando i concetti tecnici introdotti negli Eurocodici. Se non rispetti le norme in vigore in materia, corri grossi rischi, quali il rigetto della pratica, la richiesta di integrazione da parte del Genio Civile o addirittura puoi compromettere la sicurezza della struttura.
Ti suggerisco pertanto l’utilizzo di un software di calcolo strutturale per la modellazione, l’analisi, la progettazione e la preparazione dei documenti di costruzione in conformità agli Eurocodici (EC) e ai relativi allegati nazionali.
Indice
- Eurocodici: cosa sono ed in quale ambito si applicano
- Quali sono gli Eurocodici da EN 1990 a EN 1999?
- In quali ambiti si applicano gli Eurocodici strutturali?
- Cosa sono le Appendici Nazionali (o Annessi Nazionali)
- Quali parametri possono essere definiti a livello nazionale?
- Qual è il quadro italiano prima dell’aggiornamento del 2026?
- Appendici Nazionali 2026 agli Eurocodici
- L’aggiornamento italiano del 2026 coincide con la seconda generazione degli Eurocodici?
- Come si applicano Eurocodici e Appendici Nazionali in un progetto strutturale?
- Il calcolo strutturale con gli Eurocodici e le Appendici nazionali
- FAQ sugli Eurocodici strutturali e le Appendici Nazionali 2026
Eurocodici: cosa sono ed in quale ambito si applicano
Il quadro delle normative tecniche attualmente vigenti in Italia vede la coesistenza delle norme nazionali per le costruzioni (D.M. 17/01/2018 – NTC 2018 e relativa circolare applicativa 7/2019) con l’insieme, piuttosto vasto, delle normative europee.
Queste ultime comprendono gli Eurocodici, nonché i documenti ETAG (EOTA ed EAD) e le norme specifiche dei vari settori (ad esempio, norme tecniche per le prove sui materiali, per i dispositivi antisismici di isolamento e dissipazione, e simili).
Gli Eurocodici sono norme tecniche elaborate dal CEN, il Comitato europeo di normazione, per disciplinare la progettazione delle strutture e delle opere geotecniche.
Gli Eurocodici strutturali sono un sistema coordinato di norme europee per progettare, verificare e valutare edifici e opere di ingegneria civile. Coprono i principi generali di sicurezza, le azioni sulle costruzioni, i diversi materiali strutturali, la geotecnica, l’incendio e la progettazione antisismica.
Il Joint Research Centre della Commissione europea li definisce come:
“European Standards […] providing a common approach for the design of buildings and other civil engineering works.”
La famiglia di prima generazione comprende dieci gruppi normativi, da EN 1990 a EN 1999. Gli Eurocodici si applicano alla progettazione strutturale e geotecnica, compresi il comportamento al fuoco, le situazioni sismiche, le opere temporanee e le fasi di esecuzione. Per opere speciali, come dighe o installazioni nucleari, possono essere necessarie disposizioni ulteriori.
Gli Eurocodici creano un linguaggio tecnico condiviso tra progettisti, amministrazioni, produttori e imprese europee. Non eliminano però tutte le differenze nazionali: alcuni valori legati alla sicurezza, alle condizioni climatiche, alla geologia e alle prassi regolamentari restano affidati alle autorità dei singoli Stati.
Il sistema è suddiviso in dieci famiglie normative e comprende complessivamente 58 parti, dedicate ai diversi materiali, alle azioni sulle costruzioni e alle verifiche di sicurezza.
Mentre le norme tecniche nazionali (NTC 2018) mantengono un carattere di unitarietà (testo unico, integrato dalla circolare esplicativa), gli eurocodici comprendono una serie di documenti tecnici specifici per ciascun argomento.
In quasi tutti i gruppi di eurocodici è possibile individuare:
- un primo documento che tratta la progettazione degli edifici, il quale è a sua volta suddiviso in due parti: regole generali di progettazione specifiche del materiale in oggetto, e regole per la resistenza al fuoco;
- un secondo documento, invece, che riguarda in genere la progettazione dei ponti;
- eventuali altre parti che trattano temi progettuali specifici.
Quali sono gli Eurocodici da EN 1990 a EN 1999?
La famiglia degli Eurocodici copre basi di progetto, azioni, materiali, geotecnica e resistenza sismica. Ogni gruppo può essere suddiviso in più parti dedicate a edifici, ponti, incendio, fatica o altre condizioni specifiche.
| Norma | Ambito principale |
| EN 1990 – Eurocodice 0 | Basi della progettazione strutturale |
| EN 1991 – Eurocodice 1 | Azioni sulle strutture: pesi, neve, vento, temperatura, incendio e altre azioni |
| EN 1992 – Eurocodice 2 | Progettazione delle strutture di calcestruzzo |
| EN 1993 – Eurocodice 3 | Progettazione delle strutture di acciaio |
| EN 1994 – Eurocodice 4 | Strutture composte acciaio-calcestruzzo |
| EN 1995 – Eurocodice 5 | Strutture di legno |
| EN 1996 – Eurocodice 6 | Strutture di muratura |
| EN 1997 – Eurocodice 7 | Progettazione geotecnica |
| EN 1998 – Eurocodice 8 | Progettazione, valutazione e adeguamento sismico |
| EN 1999 – Eurocodice 9 | Strutture di alluminio |
Questa classificazione consente di combinare una base comune di affidabilità con regole specifiche per materiali, azioni e tipologie costruttive. EN 1990 fornisce il quadro generale, mentre EN 1991 definisce le azioni da impiegare insieme agli Eurocodici dei materiali e alle norme geotecniche o sismiche pertinenti.
In quali ambiti si applicano gli Eurocodici strutturali?
Gli Eurocodici si applicano alla progettazione di edifici, ponti e altre opere di ingegneria civile, includendo verifiche statiche, sismiche, geotecniche e antincendio. Il gruppo normativo da utilizzare dipende dal materiale, dalle azioni, dalla destinazione dell’opera e dal territorio in cui sarà costruita.
Tra gli ambiti principali rientrano:
- edifici nuovi e strutture temporanee;
- ponti e opere infrastrutturali;
- strutture in calcestruzzo, acciaio, legno, muratura, alluminio o composte;
- fondazioni, opere di sostegno e verifiche geotecniche;
- azioni da neve, vento, temperatura e incendio;
- progettazione e valutazione sismica;
- valutazione e interventi su costruzioni esistenti, nei limiti delle parti applicabili.
La scelta normativa non deve essere effettuata isolando il singolo Eurocodice. Un progetto può richiedere, per esempio, EN 1990 per le basi di progetto, EN 1991 per le azioni, EN 1992 per il calcestruzzo, EN 1997 per le fondazioni ed EN 1998 per il sisma.
Cosa sono le Appendici Nazionali (o Annessi Nazionali)
Pur fornendo un quadro comune europeo, gli Eurocodici tengono conto delle differenze esistenti tra i vari Paesi. Condizioni climatiche, caratteristiche del territorio, livelli di sicurezza e prassi costruttive possono infatti richiedere valori specifici a livello nazionale.
Questi valori, indicati come parametri determinati a livello nazionale (Nationally Determined Parameters – NDP), vengono definiti attraverso le Appendici Nazionali.
Le Appendici Nazionali agli Eurocodici — chiamate anche Annessi Nazionali — sono quindi documenti che completano gli Eurocodici per renderli applicabili in ciascun Paese.
Mentre gli Eurocodici sono norme europee per la progettazione strutturale e geotecnica che definiscono criteri comuni per calcolare strutture in cemento armato, acciaio, legno, muratura, alluminio, fondazioni, azioni sulle costruzioni, verifiche sismiche, incendio, ecc, le Appendici Nazionali servono perché gli Eurocodici lasciano alcuni valori “aperti” alla scelta dei singoli Stati (i parametri determinati a livello nazionale).
In pratica, le Appendici Nazionali stabiliscono quali valori usare in Italia quando l’Eurocodice prevede alternative o valori raccomandati. L’Appendice Nazionale può indicare:
- valori o classi quando l’Eurocodice offre alternative;
- valori da attribuire a simboli lasciati aperti;
- dati geografici o climatici specifici, come le mappe della neve;
- la procedura da usare quando sono ammesse procedure alternative;
- decisioni sull’impiego degli allegati informativi;
- riferimenti a informazioni complementari non contraddittorie.
Nelle 58 parti degli Eurocodici sono presenti ben 1506 NDP (Parametri Definiti da ciascuna nazione).
Ricordiamo che:
- il Capitolo 1 delle NTC 2018 (D.M.17/01/2018) stabilisce che, per quanto non espressamente specificato dalle stesse nuove norme tecniche per le costruzioni, ci si può riferire a normative di comprovata validità e ad altri documenti tecnici elencati nel Capitolo 12 delle NTC 2018 e che, in particolare, quelle fornite dagli Eurocodici con le relative Appendici Nazionali costituiscono indicazioni di comprovata validità e forniscono il sistematico supporto applicativo delle medesime norme tecniche.
il Capitolo 12 delle NTC 2018 stabilisce che, per quanto non diversamente specificato nelle stesse norme tecniche per le costruzioni, si intendono coerenti con i principi alla base delle stesse, - le indicazioni riportate negli Eurocodici strutturali pubblicati dal CEN, con le precisazioni riportate nelle Appendici Nazionali.
All’interno del testo degli Eurocodici vi sono numerosi parametri la cui definizione è lasciata al Paese Membro mediante le Appendici Nazionali, che costituiscono quindi l’elemento essenziale che permette l’applicazione delle norme comuni europee (Eurocodici) all’interno dei singoli Stati Membri.
Quali parametri possono essere definiti a livello nazionale?
Gli NDP possono riguardare coefficienti di sicurezza, combinazioni delle azioni, carichi climatici, parametri sismici e metodi di verifica. La scelta nazionale è ammessa soltanto nei punti in cui l’Eurocodice prevede espressamente una decisione dello Stato.
Tra gli esempi più ricorrenti rientrano:
- coefficienti parziali relativi ad azioni, materiali e resistenze;
- coefficienti e regole per le combinazioni delle azioni;
- valori o mappe per neve, vento e temperatura;
- parametri per la progettazione sismica;
- scelta tra metodi di calcolo alternativi;
- impiego o esclusione di allegati informativi;
- informazioni complementari necessarie per l’applicazione nazionale.
Le differenze nazionali possono dipendere da condizioni climatiche, geologiche e geografiche, nonché dai livelli di protezione stabiliti dalle autorità competenti. La Raccomandazione 2003/887/CE invita comunque gli Stati a discostarsi dai valori raccomandati soltanto quando tali differenze lo rendono necessario.
Le Appendici non possono modificare liberamente il contenuto degli Eurocodici. Il loro intervento è limitato ai punti nei quali la norma europea consente espressamente una scelta nazionale oppure ammette metodi alternativi.
Qual è il quadro italiano prima dell’aggiornamento del 2026?
Le Appendici Nazionali agli Eurocodici vigenti risalgono al 2012 con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto n. 21 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti intitolato “Approvazione delle Appendici nazionali recanti i parametri tecnici per l’applicazione degli Eurocodici“, quindi prima dell’entrata in vigore delle NTC 2018 e della successiva Circolare esplicativa.
Quest’ultimo aggiornamento si riferiva ad un insieme di norme europee (gli eurocodici, appunto), che sono stati nel frattempo aggiornati ed ampliati (si pensi in primis alla Parte 4 dell’Eurocodice 2 che riguarda i dispositivi di ancoraggio nelle strutture esistenti in c.a.).
L’elaborazione delle nuove appendici nasce a seguito degli aggiornamenti e delle correzioni apportati agli Eurocodici e delle modifiche alle Ntc arrivate nel 2018.
Nel 2026 è stata finalizzata la seconda generazione degli Eurocodici, che aggiorna profondamente le norme europee per la progettazione strutturale (tra cui l’Eurocodice 2 per il calcestruzzo e l’Eurocodice 8 per il sismico).
Appendici Nazionali 2026 agli Eurocodici
L’aggiornamento previsto dal decreto recentemente approvato dalla Conferenza Unificata interessa 1.169 NDP (Parametri Definiti da ciascuna nazione) distribuiti nelle 58 parti degli Eurocodici. Il lavoro è stato svolto da gruppi tecnici costituiti presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
La revisione si è resa necessaria sia per recepire le modifiche e le correzioni introdotte nel tempo nelle norme europee, sia per eliminare le disomogeneità rispetto alla normativa italiana attualmente in vigore.
Il nuovo schema era stato notificato alla Commissione europea nel dicembre 2023, secondo la procedura prevista dalla direttiva UE 2015/1535. Il periodo di sospensione necessario per l’esame da parte delle istituzioni europee si è concluso nel marzo 2024.
Nel corso dello stesso anno sono stati acquisiti i pareri favorevoli del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, del Ministero dell’Interno e del Dipartimento della Protezione civile. Nel maggio 2026 è stato inoltre consultato il Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Il decreto interessa tutte le principali discipline della progettazione strutturale. Il quadro normativo parte dalla UNI EN 1990, relativa ai principi generali della progettazione, e dalla UNI EN 1991, che regola le azioni sulle strutture, tra cui peso proprio, sovraccarichi, neve, vento, incendio, traffico sui ponti e azioni termiche.
Sono comprese anche:
- UNI EN 1992, per le strutture in calcestruzzo;
- UNI EN 1993, per le costruzioni in acciaio;
- UNI EN 1994, per le strutture composte acciaio-calcestruzzo;
- UNI EN 1995, per le opere in legno;
- UNI EN 1996, per le costruzioni in muratura;
- UNI EN 1997, per la progettazione geotecnica;
- UNI EN 1998, per la progettazione antisismica;
- UNI EN 1999, per le strutture in alluminio.
Nel complesso, le disposizioni riguardano edifici, ponti, fondazioni, pali, torri, camini, silos, serbatoi, condotte, strutture a guscio e verifiche di resistenza al fuoco.
Le Norme Tecniche per le Costruzioni consentono già di utilizzare gli Eurocodici come riferimento per gli aspetti non disciplinati in modo specifico dalla normativa nazionale, purché si tratti di documenti di comprovata validità.
Il capitolo 12 delle NTC riconosce inoltre la coerenza degli Eurocodici strutturali con i principi della disciplina italiana, a condizione che siano integrati dalle indicazioni contenute nelle rispettive Appendici Nazionali.
Il nuovo decreto completa quindi il raccordo tra norme europee e regole italiane. I parametri aggiornati diventeranno operativi dopo la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale.
L’aggiornamento italiano del 2026 coincide con la seconda generazione degli Eurocodici?
Le Appendici Nazionali italiane del 2026 e la seconda generazione europea degli Eurocodici sono processi collegati, ma distinti. Il primo riguarda le scelte nazionali italiane; il secondo riguarda la revisione dell’intera famiglia normativa europea.
La seconda generazione comprenderà 11 norme europee e 2 specifiche tecniche, per un totale di 74 parti. Le parti devono essere distribuite agli organismi nazionali di normazione entro il 30 marzo 2026 e implementate a livello nazionale entro il 30 settembre 2027.
La seconda generazione amplia e aggiorna il sistema per affrontare, tra l’altro:
- nuovi metodi e materiali;
- valutazione delle strutture esistenti;
- robustezza;
- effetti del cambiamento climatico;
- evoluzione delle esigenze normative e sociali;
- maggiore armonizzazione europea.
Per i progettisti ciò significa che l’aggiornamento delle Appendici italiane del 2026 non esaurisce il percorso di transizione. Saranno necessari nuovi Annessi Nazionali e piani di implementazione anche per le parti di seconda generazione.
Come si applicano Eurocodici e Appendici Nazionali in un progetto strutturale?
L’applicazione corretta richiede di identificare il quadro cogente, scegliere le parti pertinenti degli Eurocodici e associare a ciascuna parte l’Appendice Nazionale valida per il luogo dell’opera. La relazione di calcolo deve documentare tutte le versioni e i parametri utilizzati.
Procedura consigliata
- Definire il quadro normativo dell’incarico
Individuare NTC, capitolato, normativa di gara, eventuali norme speciali e data di riferimento. - Classificare l’opera e le condizioni di progetto
Materiali, destinazione, vita nominale, classe d’uso, azioni ambientali, condizioni geotecniche e sismiche. - Selezionare le parti degli Eurocodici
Per esempio EN 1990, EN 1991, Eurocodice del materiale, EN 1997 ed EN 1998. - Associare le Appendici Nazionali corrette
Verificare territorio, versione, data e campo di applicazione. - Impostare gli NDP nel calcolo
Coefficienti, combinazioni, azioni climatiche, parametri sismici e metodi ammessi. - Controllare la coerenza globale
Evitare di combinare valori provenienti da versioni o Paesi differenti senza una motivazione normativa. - Documentare le scelte
Citare norma, parte, edizione, Appendice Nazionale, paragrafo e valore adottato. - Archiviare il set normativo
Conservare copia o report delle impostazioni utilizzate, soprattutto quando il software viene aggiornato.
Come deve essere documentato il set normativo nella relazione di calcolo?
La relazione deve permettere a controllori, collaudatori e amministrazioni di ricostruire senza ambiguità il quadro normativo impiegato. Non è sufficiente indicare genericamente “calcolo eseguito secondo gli Eurocodici”.
Una dichiarazione completa dovrebbe riportare:
- D.M. e NTC applicati;
- Circolare applicativa;
- codice EN e numero della parte;
- edizione, aggiornamenti ed eventuali corrigenda;
- Appendice Nazionale utilizzata;
- origine dei parametri climatici, geotecnici e sismici;
- coefficienti nazionali non coincidenti con i valori raccomandati;
- software, versione e motore di calcolo;
- eventuali personalizzazioni del set di NDP;
- data di congelamento del modello e delle impostazioni.
Questa tracciabilità limita il rischio che un aggiornamento automatico del software modifichi il quadro di calcolo di un progetto già avviato.
Il calcolo strutturale con gli Eurocodici e le Appendici nazionali
Un software di calcolo dovrebbe consentire di selezionare la normativa, il Paese, l’Appendice Nazionale e i relativi parametri, mantenendo tracciabili le impostazioni adottate. La selezione non sostituisce la responsabilità del progettista nel verificare vigenza, coerenza e campo di applicazione.
Con un software di calcolo strutturale che supporta gli Eurocodici, il progettista può associare al modello il set nazionale pertinente, impostare i parametri di calcolo e produrre la documentazione delle verifiche. Prima dell’uso professionale occorre comunque verificare che la versione installata recepisca il decreto e gli allegati effettivamente vigenti.
Successivamente, è possibile selezionare, tramite un wizard dedicato, il set di parametri necessari all’applicazione degli Eurocodici in conformità agli Annessi Nazionali pubblicati dalla nazione specifica. È, quindi, possibile scegliere tra i parametri nazionali di: Europa (valori raccomandati CEN), Francia, Portogallo, Spagna, Regno Unito, Singapore.
Una volta selezionato l’annesso nazionale da utilizzare, tutti i parametri nazionali verranno impostati ai valori di default adottati dalla specifica nazione. È anche possibile creare un set di parametri nazionali personalizzato ed esportarlo tramite un opportuno file.
Il calcolo delle strutture in zona sismica, differentemente da quanto prevede la normativa italiana (D.M. 2018), può essere effettuato utilizzando due possibili metodologie di calcolo degli spettri sismici (spettro tipo 1 o tipo 2), come previsto al § 3.2.2.2 della EN 1998-1.


FAQ sugli Eurocodici strutturali e le Appendici Nazionali 2026
Che cosa sono gli Eurocodici strutturali?
Gli Eurocodici strutturali sono le norme europee EN 1990-EN 1999 che forniscono regole comuni per la progettazione di edifici e opere di ingegneria civile, incluse le verifiche sui materiali, le azioni, la geotecnica, il sisma e l’incendio.
Che cosa sono le Appendici Nazionali?
Le Appendici Nazionali sono documenti che specificano i parametri e le scelte da utilizzare in un determinato Paese quando l’Eurocodice ammette valori, classi o metodi determinabili a livello nazionale.
Che cosa significa NDP?
NDP significa Nationally Determined Parameter, cioè parametro determinato a livello nazionale. Può riguardare coefficienti di sicurezza, azioni climatiche, parametri sismici, classi o metodi alternativi previsti dagli Eurocodici
Le Appendici Nazionali 2026 sono già in vigore?
Il 7 luglio 2026 è stata sancita l’intesa sullo schema di decreto. Prima di utilizzare i nuovi parametri occorre verificare la pubblicazione del decreto definitivo, la data di entrata in vigore, gli allegati e l’eventuale disciplina transitoria.
In Italia sono obbligatori gli Eurocodici o le NTC 2018?
Le NTC 2018 costituiscono il quadro tecnico nazionale generale. Gli Eurocodici con le Appendici Nazionali sono riconosciuti dalle NTC come riferimenti di comprovata validità e supporto applicativo sistematico.
Quale Appendice Nazionale deve essere usata?
Per un’opera costruita in Italia deve essere applicato il set nazionale pertinente al territorio italiano, nella versione efficace per il progetto. Non è corretto utilizzare automaticamente l’Appendice di un altro Paese solo perché disponibile nel software
L’aggiornamento 2026 riguarda già gli Eurocodici di seconda generazione?
Non necessariamente. L’aggiornamento delle Appendici italiane e il passaggio alla seconda generazione europea sono processi distinti. La seconda generazione comprenderà 74 parti e prevede un percorso di implementazione nazionale fino al 2027.
Come verificare quali parametri sono stati usati dal software?
Occorre esportare o registrare il set normativo, indicando codice EN, parte, edizione, Appendice Nazionale, valori NDP, versione del programma e data del calcolo. Le impostazioni devono essere riportate anche nella relazione di calcolo.

Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/eurocodici/





