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Equo compenso ingegneri: aggiornato il codice deontologico

Equo compenso ingegneri: aggiornato il Codice deontologico

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CNI: aggiornamento del Codice con l’adozione di disposizioni deontologiche volte a sanzionare il professionista in caso di violazione dell’equo compenso

La legge sull’ “equo compenso” (n. 49/2023), entrata in vigore il 20 maggio scorso, definisce il compenso “equo” se proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale, nonché conforme ai compensi previsti dai rispettivi decreti ministeriali adottati per gli avvocati, i professionisti iscritti agli ordini e collegi, le professioni regolamentate dell’area tecnica.

La legge sull’equo compenso impone il calcolo della tariffa professionale utilizzando i parametri stabiliti dal D.M. 17 giugno 2016 per i contratti pubblici (e secondo il D.M. 140/2012 per i lavori privati); per non incorrere in errori ti suggerisco di utilizzare il software giusto per la determinazione dei corrispettivi per architetti, geometri, ingegneri, periti e professionisti del mondo dell’edilizia per le prestazioni connesse a lavori privati, pubblici, per il Superbonus o altri bonus per l’edilizia.

Equo compenso: il ruolo degli Ordini professionali Calcolo di parcelle

La legge sull’equo compenso serve a garantire al professionista un “compenso equo” in virtù della prestazione resa unicamente nei rapporti regolati da convenzioni aventi ad oggetto lo svolgimento, anche in forma associata o societaria, delle attività professionali svolte:

  • in favore di imprese bancarie e assicurative nonché delle loro società controllate, delle loro mandatarie;
  • delle imprese che nell’anno precedente al conferimento dell’incarico hanno occupato alle proprie dipendenze più di cinquanta lavoratori o hanno presentato ricavi annui superiori a 10 milioni di euro.

In riferimento alle disposizioni della nuova norma, un ruolo fondamentale è svolto dagli Ordini professionali che avranno il compito di sanzionare il professionista nel caso in cui:

  • violi l’obbligo di convenire o di preventivare un compenso che sia giusto, equo e proporzionato alla prestazione professionale richiesta e determinato in applicazione dei parametri previsti;
  • violi l’obbligo di avvertire il cliente che il compenso per la prestazione professionale deve rispettare in ogni caso i criteri stabiliti dal decreto Parametri.

È, inoltre, previsto che i Consigli nazionali degli ordini o collegi professionali possano ricorrere all’autorità giudiziaria competente qualora ravvisino violazioni delle disposizioni vigenti in materia.

Un’importante novità riguarda il parere di congruità emesso dall’Ordine sul compenso o sugli onorari richiesti dal professionista che costituisce titolo esecutivo, anche per tutte le spese sostenute e documentate, qualora il debitore non faccia opposizione innanzi all’autorità giudiziaria entro quaranta giorni dalla notificazione del parere stesso a cura del professionista.

Alla luce di quanto disposto dalla legge n. 49/2023, il Consiglio Nazionale Ingegneri, CNI, il 14 giugno 2023 ha provveduto ad aggiornare il Codice deontologico.

Equo compenso ingegneri: in cosa consiste l’aggiornamento del Codice

I principi dell’equo compenso diventano parte integrante del Codice deontologico che tiene conto, quindi, delle nuove disposizioni contenute nella legge n. 49/2023.

Con l’aggiornamento del 14 giugno scorso, il Codice fa proprie le previsioni che stabiliscono l’adozione di disposizioni deontologiche da parte degli Ordini e dei Collegi professionali, volte a sanzionare il professionista in caso di violazione dell’obbligo di convenire o di preventivare un compenso che sia giusto, equo e proporzionale alla prestazione richiesta e determinato in applicazione dei parametri previsti dai relativi decreti ministeriali.

L’introduzione di tale principio all’interno del Codice deontologico serve a garantire il rispetto dell’equo compenso e l’applicazione delle opportune sanzioni in caso di violazione.

Queste rispettivamente le parole del Presidente del CNI, Domenico Perrini, e del Vice Presidente, Elio Masciovecchio:

La Legge sull’Equo compenso rappresenta uno dei passaggi più importanti della storia recente delle professioni. Grazie ad essa, infatti, al professionista è garantito un compenso equo ed equilibrato per la sua prestazione, ma soprattutto la Legge agisce a tutela del consumatore finale, del cittadino, che potrà contare, com’è suo diritto, su una prestazione professionale di qualità.

Con la nuova formulazione del nostro Codice deontologico rimettiamo un po’ di ordine in merito alla questione dei compensi per le prestazioni professionali. Si stabilisce il principio che questi dovranno essere equi, a garanzia soprattutto della qualità della prestazione. Il nuovo testo del Codice, inoltre, tiene conto di un concetto importante come la tutela dell’ambiente e della biodiversità, nell’interesse delle future generazioni.

In attesa di capire come verranno aggiornati i parametri ministeriali per i professionisti tecnici (progettazione), contenuti nel D.M. 17 giugno 2016, ti rimando ad uno specifico articolo per il calcolo equo compenso.

In virtù di quanto previsto dalla legge sull’equo compenso delle prestazioni professionali se i professionisti accetteranno compensi non conformi ai D.M. Parametri potranno essere sanzionati da Ordini e Collegi professionali; per non correre questo rischio, ti suggerisco di affidarti al software parcelle architetti geometri ingegneri per essere sicuro di calcolare il compenso giusto per ogni tua attività professionale.

 

 

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