Ecobonus

Ecobonus 2024: cosa rientra e come funziona?

Cosa rientra nell’Ecobonus 2024 e come funziona? Detrazioni dal 50 all’85%, aliquote rafforzate per condomini e interventi in zone sismiche, stop alla cessione del credito

L’Ecobonus 2024 è una detrazione fiscale per tutti gli interventi finalizzati al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia.

L’agevolazione è stato introdotta dalla Legge di Bilancio del 2007 (legge 296/2006) e attualmente è disciplinato dall’art. 14 del D.L. 63/2013 (detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica).

Anche nel 2024 puoi sfruttare l’ecobonus per qualsiasi lavoro che preveda interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, installazione di pannelli solari e fotovoltaici, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale e molto altro.

Per gestire al meglio gli interventi di efficientamento energetico e le pratiche per l’accesso alle agevolazioni, ti consiglio di adottare un software termotecnico certificato per la verifica delle prestazioni energetiche e un software per il calcolo e la gestione dei bonus edilizia.

Ecobonus 2024: cos’è?

L’Ecobonus è un’agevolazione fiscale (detrazione IRPEF o IRES) riconosciuta per i lavori di riqualificazione energetica dell’immobile effettuati sia su edifici unifamiliari sia nei condomini.

La misura è rivolta a tutti i contribuenti che vogliono effettuare determinati lavori sull’immobile di loro proprietà reale e prevede un’agevolazione che nel 2024 varia dal 50% al 65% in base alla tipologia di lavori svolti. In alcuni casi specifici l’agevolazione può anche raggiungere una percentuale maggiore, con la possibilità di accedere al Superbonus, se vengono rispettati alcuni requisiti.

L’obiettivo principale dell’Ecobonus, sin dalla sua istituzione, è stato quello di promuovere la riqualificazione del patrimonio edilizio italiano, con l’obiettivo di ridurre l’utilizzo di combustibili fossili a favore delle fonti energetiche rinnovabili.

In particolare, tale incentivo si concentra sugli interventi che, in primo luogo, comportano una riduzione del consumo energetico per il riscaldamento, con l’ottenimento anche di notevoli risparmi economici conseguenti al miglioramento delle prestazioni termiche dell’edificio. Questo potenziamento può essere conseguito mediante diversi tipi di interventi, che spaziano dalla coibentazione ai nuovi pavimenti, dalla sostituzione delle finestre o degli infissi all’installazione di pannelli solari, e all’aggiornamento degli impianti di climatizzazione invernale.

Ecobonus 2024: chi può richiederlo?

Possono richiedere il bonus tutti i soggetti residenti e non residenti in Italia, titolari di qualsiasi tipologia di reddito.

La detrazione spetta, infatti, alle persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, agli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, alle società semplici, alle associazioni tra professionisti e ai soggetti che conseguono reddito d’impresa, vale a dire persone fisiche, società di persone, società di capitali (art. 2 del D.M. 19 febbraio 2007).
Tali soggetti, che devono possedere o detenere l’immobile in base ad un titolo idoneo, sono:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento quale usufrutto, uso, abitazione o superficie;
  • soci di cooperative a proprietà divisa e indivisa;
  • soggetti indicati nell’art. 5 del TUIR, che producono redditi in forma associata;
  • detentori (locatari, comodatari) dell’immobile;
  • familiari conviventi;
  • coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
  • conviventi di fatto di cui all’art. 1, commi 36 e 37, della legge n. 76 del 2016;
  • promissario acquirente

Ecobonus 2024: le detrazioni previste

L’ecobonus 2024 presenta delle aliquote differenti, che vengono attuate in base alla tipologia dei lavori svolti.

Vediamo nel dettaglio tutte le possibili detrazioni previste per le spese sostenute sino al 31 dicembre 2024:

  • Ecobonus 50% – Importo massimo di spesa ammesso: 96mila euro (detrazione da ripartire in 10 rate annuali di pari importo);
  • Ecobonus 65% –  Importo massimo di spesa ammesso: 100mila euro (detrazione da ripartire in 10 rate annuali di pari importo);
  • Ecobonus 70 -75% parti comuni di condomini – Importo massimo di spesa ammesso: 40mila (moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio);
  • Ecobonus 80-85% interventi congiunti su parti comuni di condomini in zone sismiche – Importo massimo di spesa ammesso: 136mila (moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio);
  • Super-Ecobonus 70% condomini ed edifici plurifamiliari.

 

 

 

Ecobonus 50%: spese ammesse

Gli interventi che rientrano nell’Ecobonus 50% sono:

  • acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi e di schermature solari – Detrazione massima: 60mila euro;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione almeno pari alla classe A – Detrazione massima: 30mila euro;
  • acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili – Detrazione massima: 30mila euro;

Ecobonus 65%: spese ammesse

Rientrano nell’Ecobonus 65%, in relazione alla riqualificazione energetica degli edifici esistenti:

  • interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia primaria – Detrazione massima prevista: 100mila euro;
  • interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti) – Detrazione massima prevista: 60mila euro;
  • installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali – Detrazione massima prevista: 60mila euro;
  • interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A, se accompagnati dalla contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti (appartenenti alle classi V, VI oppure VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02) ovvero con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro, ovvero le spese sostenute all’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione – Detrazione massima prevista: 30mila euro;
  • la sostituzione, integrale o parziale, di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore – Detrazione massima prevista: 30mila euro;
  • l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti – Detrazione massima prevista: 100mila euro;
  • l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative, volti ad aumentare la consapevolezza dei consumi energetici da parte degli utenti e a garantire un funzionamento efficiente degli impianti – Detrazione massima prevista: 15mila euro.

Ecobonus 70% e 75%: spese ammesse

Per le spese sostenute sino al 31 dicembre 2024 l’Ecobonus 2024 spetta:

  • nella misura del 70% per le spese sostenute sino al 31 dicembre 2024 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo
  • nella misura del 75% per le spese sostenute per  interventi di riqualificazione energetica relativi alle parti comuni di edifici condominiali finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguano almeno la qualità media di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2015.

Le detrazioni sono calcolate su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 40mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Ecobonus 80% e 85%: spese ammesse

Per le spese sostenute sino al 31 dicembre 2024 l’Ecobonus 2024 spetta:

  • nella misura del 80% per le spese relative agli interventi su parti comuni di edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3 finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica spetta, in alternativa alle detrazioni previste dalla normativa sugli interventi antisismici e di riqualificazione energetica, ove gli interventi
    determinino il passaggio ad una classe di rischio inferiore
  • nella misura dell’85% ove gli interventi determinino il passaggio a due classi di rischio inferiori.

La detrazione è ripartita in dieci quote annuali di pari importo e si applica su un ammontare delle spese non superiore ad 136mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.

Super-Ecobonus 70%: spese ammesse

La detrazione Super-Ecobonus spetta nella misura del:

  • 70% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2024
  • 65% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025

Possono fruire del Super-EcoBonus i soli interventi finalizzati all’efficientamento energetico effettuati:

  • dai condomini
  • da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, con riguardo ad edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche (cd. mini-condomini)
  • dalle ONLUS, dalle organizzazioni di volontariato, dalle associazioni di promozione sociale

Il Super-EcoBonus spetta per gli interventi finalizzati alla riqualificazione energetica considerati “trainanti” e per ulteriori interventi realizzati congiuntamente ai primi (“trainati”).

Per fruire del SuperEcoBonus l’intervento “trainante” (anche unitamente a taluno degli interventi “trainati”) deve assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, ovvero, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (APE) ante e post intervento rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

Per saperne di più su interventi e tetti di spesa ammessi, leggi l’approfondimento sul Superbonus 2024.

Ecobonus 2024: tabella sinottica ENEA

 

Componenti e tecnologie Aliquota di detrazione
SERRAMENTI E INFISSI
SCHERMATURE SOLARI
CALDAIE A BIOMASSA
CALDAIE A CONDENSAZIONE CLASSE A
50%
RIQUALIFICAZIONE GLOBALE DELL’EDIFICIO
CALDAIE CONDENSAZIONE CLASSE A+ Sistema termoregolazione evoluto
GENERATORI DI ARIA CALDA A CONDENSAZIONE
POMPE DI CALORE
SCALDACQUA A PDC
COIBENTAZIONE INVOLUCRO
COLLETTORI SOLARI
GENERATORI IBRIDI
SISTEMI di BUILDING AUTOMATION
MICROCOGENERATORI
65%
INTERVENTI SU PARTI COMUNI DEI CONDOMINI
(coibentazione involucro con superficie interessata > 25% superficie disperdente)
70%
INTERVENTI SU PARTI COMUNI DEI CONDOMINI
(Coibentazione involucro con superficie interessata > 25% superficie disperdente + QUALITA’ MEDIA dell’involucro)
75%
INTERVENTI SU PARTI COMUNI DEI CONDOMINI
(Coibentazione involucro con superficie interessata > 25% superficie disperdente + riduzione 1 classe RISCHIO SISMICO)
80%
INTERVENTI SU PARTI COMUNI DEI CONDOMINI
(Coibentazione involucro con superficie interessata > 25% superficie disperdente + riduzione 2 o più classi RISCHIO SISMICO)
85%

 

 

 

Ecobonus 2024: l’iva degli interventi

Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate per la realizzazione degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici sono soggette all’imposta sul valore aggiunto (IVA) secondo le aliquote stabilite per gli interventi di recupero del patrimonio immobiliare. Nello specifico:

  • per le prestazioni di servizi legate a interventi di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, effettuati su immobili residenziali, è previsto un regime agevolato con l’applicazione di un’IVA ridotta al 10%;
  • per le cessioni di beni, l’aliquota ridotta si applica soltanto quando la relativa fornitura avviene nell’ambito del contratto di appalto.

Tuttavia, se l’appaltatore fornisce “beni di valore significativo”, l’aliquota ridotta si applica a tali beni solo fino a concorrenza del valore della prestazione (considerato al netto del valore dei beni stessi).

Ecobonus 2024: stop a cessione del credito e sconto in fattura

Sino a tutto il 16 febbraio 2023 i soggetti che sostenevano spese per specifici interventi ammessi all’EcoBonus potevano optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, per la cessione del credito o lo sconto in fattura.

Dal 17 febbraio 2023, invece, a seguito dell’entrata in vigore dell’art. 2 D.L. 16/02/2023, n. 11 convertitocon legge 11/04/2023 n. 38 non è più consentita l’opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito, se non in specifiche e limitate ipotesi.

Più nello specifico è possibile utilizzare la cessione del credito o lo sconto in fattura se entro il 16 febbraio 2023 risultino effettuate le seguenti opzioni:

  • stipulato un contratto di appalto;
  • accettazione di un preventivo;
  • pagamento di un acconto tramite bonifico bancario.

Nel caso in cui l’acconto tramite bonifico bancario sia stato versato dopo il 16 febbraio 2023, occorrerà che il committente e il fornitore sottoscrivano un’autocertificazione sotto forma di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui si attesti che l’inizio dei lavori o che l’accordo vincolante tra committente e fornitore sia avvenuto prima del 16 febbraio 2023.

Una volta verificata l’idoneità per la cessione del credito o dello sconto in fattura, è necessario effettuare la comunicazione delle opzioni per interventi edilizi all’Agenzia delle Entrate. Ricordiamo che tale comunicazione doveva essere effettuata entro il 31 marzo scorso, per riuscire ad utilizzare la cessione dei crediti a terzi o per l’applicazione dello sconto in fattura, in riferimento alle spese sostenute nel corso del 2022.

In caso di comunicazione non ancora effettuata, era possibile ricorrere all’istituto della remissione in bonis, versando una sanzione di 250 euro entro la scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al 2022 (2 ottobre 2023 per il modello 730/2023 e 30 novembre 2023 per il modello Redditi 2023).

Per le spese sostenute nel 2023, invece, la comunicazione può essere inviata entro il 16 marzo 2024.

Ricordiamo che per avvalersi della facoltà di utilizzare l’art. 121 – sconto in fattura e cessione del credito – del D.L. 34/2020 (decreto rilancio), è necessario inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate con il visto di conformità e acquisire l’asseverazione della congruità delle spese così come previsto all’interno dell’art. 121 comma 1-ter.

Il visto di conformità è un documento compilato da un professionista abilitato, allo scopo di verificare che tutte le dichiarazioni per ottenere gli incentivi fiscali siano regolari.

L’asseverazione edilizia è un documento che riguarda gli aspetti puramente tecnici. Una figura professionale (geometra, ingegnere, architetto) rilascia l’asseverazione in cui, sotto la propria responsabilità, attesta:

  • l’effettiva presenza dei presupposti tecnici per avere accesso alle detrazioni;
  • la correttezza del preventivo circa la spesa da sostenere.

Per poter usufruire dei bonus edilizi, è essenziale che sia in regola tanto l’asseverazione quanto il visto di conformità. Si ricorda che il visto di conformità deve essere richiesto dal contribuente, il quale attesta la presenza effettiva dei presupposti che conferiscono il diritto all’accesso alla detrazione. Al fine di non perdere tale agevolazione e per gestire correttamente l’intero processo burocratico che consente di accedere all’ecobonus nel 2024, ti consiglio il software per il calcolo e la gestione dei bonus edilizi, disponibile gratuitamente per 30 giorni.

 

 

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Pubblicato da Redazione Tecnica

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