DVR secondo le procedure standardizzate o secondo le modalità classiche? Ecco le risposte e i chiarimenti del Ministero del Lavoro

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la Nota del 15 novembre 2012, ha risposto ad un interpello del CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato) che chiedeva chiarimenti circa la possibilità per le piccole imprese (con meno di 10 lavoratori) di redigere il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) senza utilizzare le procedure standardizzate.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la Nota del 15 novembre 2012, ha risposto ad un interpello del CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato) che chiedeva chiarimenti circa la possibilità per le piccole imprese (con meno di 10 lavoratori) di redigere il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) senza utilizzare le procedure standardizzate.
Al riguardo, ricordiamo che l’art. 29 del D.Lgs. 81/2008 -Testo Unico sulla Scurezza prevede che “i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi sulla base delle procedure standardizzate”.

Il Ministero, innanzitutto, conferma l’obbligo indelegabile delle imprese di valutare tutti i rischi previsti dall’ art. 28 del Testo Unico e precisa che lo stesso articolo prevede che la scelta dei criteri di redazione del DVR è rimessa al datore di lavoro, che deve basarsi su:

  • semplicità
  • brevità
  • comprensibilità

e lo stesso DVR deve essere uno strumento operativo finalizzato alla pianificazione e al miglioramento continuo dei livelli di sicurezza.

Ne consegue, spiega il Ministero, che il datore di lavoro di un’azienda fino a 10 lavoratori disporrà delle procedure standardizzate quale strumento identificato dal legislatore per la redazione del DVR, senza che ciò gli impedisca di utilizzare qualsiasi altra modalità o strumento per valutare i rischi e predisporre il DVR, purché sia congruente con le previsioni degli articoli 17, 28 e 29 del TUS.

Ovviamente resta fermo il principio di fondo, stabilito dall’art. 29, che le procedure standardizzate, recentemente approvate dalla Conferenza Stato Regioni, offrono ai datori di lavoro di aziende di limitata dimensione uno strumento per la valutazione dei rischi che garantisce i seguenti vantaggi:

  • operare in maniera semplice e guidata ed effettuare la valutazione dei rischi mediante l’uso di check-list contenenti un elenco dei pericoli da verificare (cosa che garantisce la non contestabilità del DVR da parte di un eventuale ispettore, essendo la valutazione effettuata in maniera standard)
  • evitare ai datori di lavoro l’onere di dover dimostrare, eventualmente, di aver valutato attraverso il DVR tutti i rischi presenti nella propria azienda e di aver ottemperato, senza eccezioni, ai dettami dell’art. 28.

Non ultimo il vantaggio offerto dalle procedure standardizzate, anche per i consulenti della sicurezza, di operare in maniera più veloce e dinamica, permettendo di preparare la sola documentazione necessaria, con conseguente guadagno di tempo, riduzione dei costi e maggiore competitività.

Chiaramente per le aziende ad alto rischio e con un elevato numero di lavoratori diventa necessario operare secondo la procedura “classica”.

Al riguardo ricordiamo le soluzioni ACCA per la valutazione dei rischi sui luoghi di lavoro:

  • CerTus- LdL per la valutazione dei rischi secondo la modalità “classica”
  • CerTus-PS per la valutazione dei rischi secondo le procedure standardizzate

Clicca qui per scaricare la Nota del MLPS sulle modalità di redazione del DVR
Clicca qui per scaricare la versione del Testo Unico sulla Sicurezza, aggiornata a novembre 2012

 
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