Fondo Energia (Emilia Romagna 2026)
5 Ottobre 2026
EnERgia è il comparto del Fondo Rotativo Multiscopo istituito con delibera regionale n. 194 del 13/02/23 e finanziato dal Programma Regionale FESR Emilia-Romagna 2021-2027, istituito al fine di:
- favorire i processi di efficientamento e riqualificazione energetica delle imprese anche diverse da PMI e dei soggetti giuridici che esercitano attività economica;
- supportare la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo delle imprese, anche diverse da PMI, e dei soggetti giuridici che esercitano attività economica anche in accompagnamento con gli interventi di efficientamento energetico e miglioramento e/o adeguamento sismico.
Scadenza Bando 2026: 30/11/2026
Notizie correlate
Riapre il Fondo Energia dell’Emilia-Romagna, lo strumento del PR FESR 2021-2027 che sostiene gli investimenti delle imprese per ridurre i consumi energetici, produrre energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo e sviluppare processi di economia circolare.
La Regione ha fissato l’apertura dello sportello alle ore 11 del 12 ottobre 2026, con chiusura alle ore 16 del 30 novembre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse. Dal 5 ottobre, alle ore 11, è possibile precaricare la domanda e la documentazione.
Quali interventi possono accedere al Fondo
Il Fondo si rivolge alle imprese di qualsiasi dimensione e alle ESCo. Sono beneficiari anche professionisti e altri soggetti che esercitano attività economiche, nel rispetto dei requisiti previsti.
Il progetto deve riguardare una sola unità locale o sede dell’attività professionale in Emilia-Romagna. Chi dispone di più sedi può presentare domande distinte, ciascuna riferita a un progetto autonomo e corredata dalla relativa documentazione.
Sono previste quattro categorie di intervento:
- efficientamento energetico delle imprese;
- impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo;
- miglioramento e adeguamento sismico associati a interventi energetici;
- circolarità dei processi e impianti di economia circolare.
Gli interventi sismici sono finanziabili solo in abbinamento all’efficientamento energetico o alla realizzazione di impianti da fonti rinnovabili. Sono escluse le spese per costruire nuovi edifici o ampliare quelli esistenti.
Diagnosi energetica e progetto: gli allegati da preparare
Per l’efficientamento energetico serve una diagnosi energetica che individui gli interventi richiesti a finanziamento, analizzi i consumi e quantifichi i risparmi attesi.
Per gli impianti da fonti rinnovabili, la documentazione progettuale deve comprendere relazione tecnica, elaborati grafici e analisi dei flussi di cassa. Il progetto può essere omesso nella fase di domanda soltanto alle condizioni previste dalle linee guida, quando l’intervento e le relative informazioni tecniche sono già contenuti nella diagnosi energetica.
Nel caso del fotovoltaico, il dimensionamento deve essere coerente con i consumi dell’impresa e deve essere documentata la configurazione di autoconsumo. Le linee guida precisano che l’energia immessa in rete non può essere preponderante rispetto a quella autoconsumata.
Gli interventi sismici richiedono inoltre la documentazione strutturale indicata dal Fondo, tra cui la relazione di valutazione della sicurezza. Se il progetto comprende più categorie, occorre produrre gli allegati richiesti per ciascuna.
Finanziamento agevolato e contributo per le spese tecniche
Il finanziamento può coprire il 100% del progetto ammissibile, con importo minimo di 25.000 euro. Il massimale di un milione di euro comprende anche l’eventuale contributo a fondo perduto.
La provvista è composta da:
- 75% di risorse pubbliche a tasso zero;
- 25% di risorse bancarie, con tasso Euribor a sei mesi, media mensile precedente, più uno spread massimo del 4,99%.
La durata va da 18 a 96 mesi, incluso un eventuale preammortamento fino a 18 mesi.
Il contributo a fondo perduto può rimborsare le spese tecniche ammissibili entro il limite del 12,5% della quota pubblica del finanziamento richiesto, nel rispetto del regime di aiuto applicabile. Sono comprese, tra le altre, diagnosi energetica, progettazione e verifica dell’idoneità delle coperture.
Le linee guida escludono da questo contributo la consulenza per predisporre la domanda e le attività successive alla progettazione, come direzione lavori, coordinamento della sicurezza in esecuzione, collaudo e rendicontazione. Queste spese possono eventualmente rientrare nel finanziamento, se ammissibili e inserite correttamente nel piano dei costi.
Precaricamento e invio: quando si acquisisce la priorità
Dal 5 ottobre la piattaforma consente di compilare la domanda, caricare gli allegati, salvare e verificare i dati. Solo l’invio definitivo, disponibile dal 12 ottobre, determina l’acquisizione del protocollo e l’ordine cronologico di presentazione.
Il Fondo prevede un procedimento valutativo a sportello: l’istruttoria segue l’ordine di protocollo. Il precaricamento, quindi, non assegna una posizione nella sequenza delle domande.
La richiesta deve essere presentata online e sottoscritta digitalmente. Tra gli allegati obbligatori figura la delibera di una banca convenzionata per la quota di finanziamento privata: secondo le linee guida, le domande prive di questo documento non possono essere accolte.
Per preparare il progetto fotovoltaico da presentare al Fondo Energia, è importante mettere in relazione produzione attesa, consumi dell’impresa e sostenibilità economica dell’investimento. Con un software fotovoltaico puoi dimensionare l’impianto, stimare produzione e autoconsumo e analizzare flussi di cassa e tempi di ritorno, ottenendo relazioni tecniche ed economiche a supporto della documentazione progettuale. Provalo gratuitamente per 30 giorni.

Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/notizie/emilia-romagna-fondo-energia-ad-imprese-ed-esco-per-efficientamento-energetico-e-rinnovabili/
Sintesi redazionale
L’edizione 2026 del Fondo Energia, l’iniziativa promossa nell’ambito del PR FESR 2021-2027 (Priorità 2) mette a disposizione una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro per sostenere gli investimenti in green economy.
Analizziamo nel dettaglio i requisiti, gli interventi ammessi e le tempistiche del bando.
Chi sono i beneficiari
Possono accedere alle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione (Micro, PMI e Grandi Imprese) e le E.S.Co. (Energy Service Company) che abbiano sede legale o unità locale in Emilia-Romagna.
È richiesto che il codice ATECO 2007 dell’attività principale rientri in una vasta gamma di sezioni, tra cui spiccano quelle di maggiore interesse per il nostro settore:
- F (Costruzioni)
- M (Attività professionali, scientifiche e tecniche)
- Oltre a B, C, D, E, G, H, I, J, L, N, P, Q, R, S.
Interventi e spese ammissibili: spazio alla progettazione integrata
I progetti, che devono prevedere un investimento compreso tra un minimo di 25.000 euro e un massimo di 1.000.000 di euro, devono essere finalizzati alla promozione dell’efficienza energetica e all’uso delle fonti rinnovabili.
Le categorie di intervento ammesse sono particolarmente interessanti per chi si occupa di progettazione e realizzazione di opere:
- efficientamento energetico delle imprese;
- realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili destinati all’autoconsumo;
- interventi di miglioramento e adeguamento sismico, purché realizzati in associazione agli interventi energetici (un’ottima occasione per proporre interventi integrati sul patrimonio edilizio esistente);
- interventi per la circolarità dei processi e lo sviluppo di impianti di economia circolare.
I giustificativi dovranno avere data successiva a quella di presentazione della domanda e dovranno obbligatoriamente riportare il Codice Unico di Progetto (CUP) rilasciato dall’ente gestore. Sono rigorosamente esclusi i beni usati.
Finanziamento agevolato e fondo perduto per le spese tecniche
Il pacchetto finanziario offerto dal Fondo Energia 2026 è strutturato per abbattere significativamente i costi di investimento e premiare la qualità progettuale:
- Finanziamento misto fino a 1.000.000 €: la copertura dell’investimento avviene tramite un finanziamento composto per il 75% a tasso zero (con fondi pubblici) e per il restante 25% con fondi bancari (tasso massimo: Euribor 6 mesi + 4,99%).
- Durata e Preammortamento: il piano di rientro può estendersi fino a 96 mesi, inclusivi di un periodo di preammortamento massimo di 12 mesi.
- Contributo a fondo perduto per i Progettisti: un aspetto cruciale per i professionisti è il riconoscimento di un contributo a fondo perduto pari al 9,375% destinato a coprire le spese tecniche. Questo include i costi sostenuti per la diagnosi energetica, lo studio di fattibilità e la preparazione del progetto di investimento.
Scadenze e modalità di partecipazione
Il bando prevede una finestra temporale ben definita per l’invio delle domande:
- apertura sportello: 15 aprile 2026, ore 11:00
- chiusura sportello: 29 maggio 2026, ore 12:00
Il consiglio è di iniziare fin da ora a mappare il proprio portafoglio clienti in Emilia-Romagna, individuando le aziende energivore o quelle che necessitano di adeguamenti sismici, per proporre loro studi di fattibilità propedeutici all’apertura dello sportello di aprile 2026, supportati dai migliori strumenti software sul mercato come Solarius-PV.

Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/download/fondo-energia-emilia-romagna-2026/

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