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Home » Documenti » Bandi e avvisi di finanziamento » Bando Valorizzazione giardini e dimore storiche (Lazio, 2026)

Bando Valorizzazione giardini e dimore storiche (Lazio, 2026)

8 Settembre 2026

Determinazione n. G11423 del 12/08/2026 - Legge Regionale 20 giugno 2016, n. 8  - avviso pubblico per la valorizzazione delle dimore e dei giardini storici – annualità 2026

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Download Gratuito Bando Valorizzazione giardini e dimore storiche (Lazio, 2026)

Notizie correlate

La Regione Lazio ha approvato l’Avviso pubblico 2026 per la valorizzazione delle dimore e dei giardini storici, finanziando interventi di conservazione, restauro, manutenzione, messa in sicurezza e miglioramento dell’accessibilità.

La dotazione complessiva ammonta a 1,4 milioni di euro, distribuiti sugli esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028.

Il contributo regionale può raggiungere un massimo di 50.000 euro per progetto e coprire:

  • fino al 50% delle spese ammissibili per i soggetti privati;
  • fino al 70% delle spese ammissibili per i soggetti pubblici.

Per i Comuni con meno di 15.000 abitanti e per quelli in dissesto finanziario non è richiesto alcun cofinanziamento.

Chi può richiedere i contributi

Possono partecipare soggetti pubblici e privati proprietari o gestori di:

  • dimore e ville;
  • complessi architettonici;
  • parchi e giardini di interesse storico, culturale o paesaggistico.

Il bene deve risultare inserito senza riserva nella Rete regionale delle dimore, ville, complessi architettonici, parchi e giardini di valore storico e culturale, secondo l’ultimo aggiornamento approvato con determinazione n. G03239 dell’11 marzo 2026.

Il bene deve inoltre essere già visitabile dal pubblico, anche parzialmente o su appuntamento. In alternativa, il progetto presentato deve renderne possibile l’immediata fruizione pubblica in condizioni di sicurezza.

Il gestore può presentare la domanda con il consenso esplicito della proprietà. In caso di comproprietà, è necessario acquisire il consenso formale degli altri proprietari.

Ogni soggetto può presentare una sola proposta, relativa a un solo bene. La presentazione di più istanze riferibili allo stesso bene comporta l’esclusione.

Quali interventi sono finanziabili

L’Avviso ammette anche progetti che combinano più categorie di lavori.

Manutenzione degli edifici

Sono finanziabili gli interventi di manutenzione straordinaria necessari a rinnovare o sostituire parti anche strutturali degli immobili e a integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici funzionali alla visita.

Sono comprese alcune opere accessorie di manutenzione ordinaria, quali:

  • rifacimento e riparazione di pavimenti;
  • tinteggiatura di pareti interne ed esterne;
  • sostituzione o riparazione di infissi e inferriate;
  • interventi su grondaie, pluviali e impianti;
  • mantenimento in efficienza degli impianti tecnologici esistenti.

Le opere non devono alterare la volumetria complessiva dell’edificio né determinare modifiche non consentite della destinazione d’uso.

Restauro e risanamento conservativo

Rientrano nel finanziamento il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli impianti necessari e l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio.

Particolare attenzione è riservata agli ambienti di pregio destinati alla visita.

Restauro dei beni culturali

Sono ammissibili gli interventi disciplinati dall’art. 29 del Codice dei beni culturali, come il restauro di:

  • dipinti;
  • sculture;
  • affreschi;
  • superfici decorate;
  • altri beni culturali mobili.

Accessibilità e fruizione

Il contributo può finanziare opere dirette a migliorare l’accessibilità per il pubblico e per le persone con disabilità fisiche, cognitive o sensoriali.

Tra gli esempi indicati dall’Avviso figurano rampe, sollevatori, indicazioni in braille, percorsi tattili, sistemi di videosorveglianza, recinzioni, segnaletica, percorsi di visita, servizi di accoglienza e interventi di messa in sicurezza.

Sono finanziabili anche la sistemazione del verde e del paesaggio nei parchi e nei giardini storici.

Le spese ammissibili

Possono essere inserite nel quadro economico:

  • lavori a corpo, a misura o in economia;
  • pubblicazione dei bandi di gara;
  • allacciamenti ai servizi pubblici;
  • adeguamento e messa a norma degli impianti;
  • opere connesse alla fruizione e all’accessibilità;
  • autorizzazioni, pareri e nulla osta;
  • spese tecniche;
  • attrezzature, allestimenti, arredi e beni durevoli;
  • IVA non recuperabile;
  • imprevisti e spese generali;
  • fideiussioni;
  • investimenti per la comunicazione e la promozione del bene.

Le spese tecniche di progettazione e consulenza sono riconoscibili fino al 10% del costo complessivo ammissibile. Possono comprendere rilievi, indagini, direzione dei lavori, coordinamento della sicurezza, collaudi e incentivi per funzioni tecniche.

Attrezzature, arredi e allestimenti non possono superare il 50% delle spese complessive del progetto. Le spese in conto capitale per promozione, attività educative, app e siti web sono ammesse entro il limite del 5%.

I costi dei lavori devono essere determinati utilizzando i prezzari regionali vigenti. Per le lavorazioni non contemplate si può fare riferimento ai tariffari di altri enti pubblici o, in mancanza, alle migliori condizioni di mercato.

Non è consentito finanziare due volte la stessa spesa utilizzando differenti risorse pubbliche.

Il progetto da allegare alla domanda

La proposta deve essere accompagnata da un progetto formalmente approvato, redatto da un professionista abilitato, corrispondente a uno dei seguenti livelli:

  • progetto di fattibilità tecnico-economica;
  • progetto esecutivo.

Il progetto deve comprendere almeno la relazione illustrativa, gli elaborati grafici con rappresentazione dello stato precedente e successivo all’intervento e la documentazione fotografica digitale a colori.

Per il progetto esecutivo occorre allegare anche i pareri e i nulla osta necessari.

Tra gli altri documenti obbligatori figurano:

  • atto di approvazione o accettazione formale del progetto;
  • quadro economico di dettaglio;
  • eventuale provvedimento di tutela del bene;
  • titolo di proprietà o dichiarazione sostitutiva con dati catastali;
  • studio di sostenibilità dell’intervento;
  • indicazione delle modalità e dei tempi di apertura al pubblico.

Lo studio di sostenibilità deve illustrare le risorse previste per assicurare la durata e la manutenzione dell’intervento per almeno 10 anni dalla conclusione dei lavori, tenendo conto anche degli aspetti ambientali e dei cambiamenti climatici.

Come e quando presentare la domanda

La domanda deve essere trasmessa esclusivamente attraverso la piattaforma regionale disponibile all’indirizzo bandiavvisi.regione.lazio.it.

Lo sportello sarà aperto:

  • dalle ore 12:00 del 10 settembre 2026;
  • fino alle ore 16:00 dell’8 ottobre 2026.
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Dal rilievo al progetto di recupero della dimora storica

Per predisporre gli elaborati dello stato di fatto e di progetto richiesti dall’Avviso puoi utilizzare un software specifico dedicato alla digitalizzazione, al recupero e alla gestione degli edifici storici.

Partendo dai dati del rilievo, dalle nuvole di punti o dalla documentazione disponibile, puoi ricostruire il modello HBIM del bene, rappresentarne le caratteristiche geometriche e materiche e organizzare in un unico ambiente le informazioni necessarie alla progettazione degli interventi.

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