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Home » Documenti » Bandi e avvisi di finanziamento » Bando CER (Marche 2026)

Bando CER (Marche 2026)

20 Luglio 2026

D.D. n. 226 del 15 luglio 2026 - Bando di finanziamento di comunità energetiche per la produzione/consumo di energia da fonti rinnovabili che prevedano anche sistemi di smart grid e l'applicazione di tecnologie innovative comunque ad alta efficienza

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Download Gratuito Bando CER (Marche 2026)

 

Solarius-PV

Sintesi redazionale

Con il decreto dirigenziale n. 226 del 15 luglio 2026, la Regione Marche ha approvato il nuovo bando PR FESR 2021-2027 destinato alle Comunità energetiche rinnovabili. La misura sostiene la produzione e la condivisione di energia da fonti rinnovabili, con particolare attenzione all’impiego di smart grid, sistemi di accumulo, strumenti digitali e tecnologie innovative o ad alta efficienza.

La dotazione finanziaria complessiva è pari a 3,8 milioni di euro, con una partecipazione del FESR pari al 50% del contributo pubblico.

Chi può accedere al bando

I beneficiari finali sono esclusivamente le Comunità energetiche rinnovabili – CER, costituite nel rispetto della normativa nazionale e regionale e delle disposizioni tecniche in materia di autoconsumo diffuso.

I soggetti che partecipano alla configurazione devono essere clienti finali oppure produttori in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 31 del D.Lgs. 199/2021. Le grandi imprese non possono essere socie o membri della CER.

Al momento della domanda, la CER deve essere già costituita e avere una sede operativa, intesa come unità locale, nel territorio delle Marche. Anche i soci e i membri devono avere la residenza o una sede operativa nella regione, mentre tutti gli impianti inseriti nel progetto devono essere localizzati nel territorio regionale.

La Comunità deve inoltre adottare il modello organizzativo previsto dalla DGR Marche 178/2023. In particolare:

  • quando la CER nasce anche su iniziativa di uno o più enti locali, questi devono sottoscrivere il protocollo d’intesa previsto dalla normativa regionale;
  • deve essere predisposto un bilancio energetico annuale;
  • deve essere adottato un programma triennale di interventi finalizzato ad aumentare l’autoconsumo e ridurre i consumi;
  • devono essere promossi progetti che utilizzino tecnologie innovative, comprese le smart grid;
  • deve essere garantita una quota minima di energia destinata all’autoconsumo pari al 60%.

Il rispetto della percentuale di autoconsumo deve essere verificato attraverso l’indice calcolato con il simulatore RECON sviluppato da ENEA.

La CER deve essere iscritta, in relazione alla propria forma giuridica, al Registro delle imprese, al REA, al Registro unico nazionale del Terzo settore o ad altro registro applicabile. Deve inoltre essere nel pieno esercizio dei propri diritti, rispettare gli obblighi contributivi, contrattuali, antimafia, ambientali e di sicurezza sul lavoro e dimostrare di disporre delle risorse necessarie a sostenere i futuri costi di gestione e manutenzione degli investimenti.

Quali interventi sono finanziati

Il bando finanzia la realizzazione dei seguenti impianti:

  • minieolico;
  • fotovoltaico e agrivoltaico;
  • impianti per lo sfruttamento dell’energia marina da moto ondoso;
  • mini-idroelettrico.

Gli interventi devono riguardare impianti di nuova costruzione inseriti nelle configurazioni della CER. Sono ammessi anche i potenziamenti di impianti esistenti, purché siano installate apparecchiature di misura in grado di rilevare separatamente l’energia prodotta dalla nuova porzione finanziata.

Gli impianti devono essere collocati sulle coperture degli edifici oppure nelle aree e superfici di pertinenza. Gli impianti a terra e gli agrivoltaici sono finanziabili soltanto se realizzati su aree individuate come idonee dalla normativa vigente.

Le superfici devono essere nella disponibilità della CER, ad esempio in proprietà, locazione o in virtù di un diritto di superficie.

Ogni impianto deve inoltre:

  • trovarsi nelle Marche;
  • avere una potenza non superiore a 1 MW;
  • ricadere nell’area sottesa alla stessa cabina primaria della configurazione;
  • essere inserito nella configurazione della CER che presenta la domanda;
  • essere di proprietà e sotto il controllo della CER.

Per gli impianti fotovoltaici devono essere utilizzati componenti nuovi. Per le altre fonti possono essere ammessi anche componenti rigenerati, secondo le condizioni richiamate dal bando.

Sono finanziabili soltanto i progetti con un investimento complessivo superiore a 200.000 euro, al netto dell’IVA quando questa è recuperabile.

Le spese ammissibili

Tra le spese coperte rientrano innanzitutto la fornitura, l’installazione e la posa in opera degli impianti FER e dei relativi componenti, compresi:

  • inverter;
  • sistemi di accumulo;
  • pensiline e strutture di montaggio;
  • componentistica e collegamenti elettrici;
  • apparecchiature necessarie alla realizzazione del progetto.

I sistemi di accumulo devono rispettare le norme CEI 0-16 e CEI 0-21 e le regole operative del GSE. Quando è installato un accumulo bidirezionale sul lato produzione, è obbligatorio il contatore di produzione bidirezionale M2.

Sono ammissibili anche le opere edili e impiantistiche strettamente necessarie, comprese la realizzazione o riqualificazione delle strutture di sostegno, delle reti elettriche di collegamento, dei quadri di protezione e comando e delle smart grid.

La spesa relativa alla smart grid non può superare il 30% del costo complessivo dell’investimento ammesso.

Possono essere finanziati anche gli interventi di sostituzione delle coperture in amianto o di coperture non adeguate, purché la nuova copertura coibentata risulti strettamente necessaria all’installazione dell’impianto rinnovabile.

Sono inoltre ammessi i sistemi e le apparecchiature per:

  • monitoraggio;
  • telecontrollo;
  • telegestione;
  • fornitura di servizi ancillari e di flessibilità.

I massimali di costo degli impianti

Il bando stabilisce i seguenti costi massimi ammissibili per i componenti del singolo impianto:

Potenza dell’impiantoCosto massimo ammissibile
fino a 20 kW1.500 euro/kW
oltre 20 kW e fino a 200 kW1.200 euro/kW
oltre 200 kW e fino a 600 kW1.100 euro/kW
oltre 600 kW e fino a 1.000 kW1.050 euro/kW

Se il costo dichiarato supera il relativo massimale, il contributo viene calcolato sul limite ammissibile.

I valori si riferiscono esclusivamente ai componenti dell’impianto e sono considerati al netto dell’IVA. Non si applicano, invece, ai costi degli accumuli, delle pensiline, delle strutture di sostegno e delle opere edili accessorie, che possono essere riconosciuti integralmente nei limiti generali del progetto. La tabella dei massimali è riportata a pagina 9 dell’Allegato A.

Spese tecniche, costituzione della CER e IVA

Le spese tecniche sono ammesse entro il limite del 10% del costo dei lavori e delle forniture. Comprendono, tra l’altro:

  • progettazione;
  • indagini tecniche;
  • direzione dei lavori;
  • sicurezza in cantiere;
  • collaudi tecnici e tecnico-amministrativi;
  • consulenza e supporto tecnico-amministrativo necessari al progetto.

Anche le spese sostenute per la costituzione della CER sono ammesse entro il limite del 10% del costo dei lavori e delle forniture. Vi rientrano le attività preliminari per coinvolgere i membri, la comunicazione e diffusione dell’iniziativa, le consulenze e le spese notarili.

L’IVA è finanziabile soltanto quando non può essere recuperata in base alla legislazione vigente.

Le spese tecniche e quelle per la costituzione della CER sono ammesse se sostenute a partire dal 1° gennaio 2024.

Le spese per la realizzazione degli impianti FER sono invece ammesse a partire dal 1° gennaio 2025.

Ai fini dell’ammissibilità conta la data di pagamento della fattura, che deve essere intestata alla CER. Il progetto non deve essere materialmente concluso o completamente realizzato prima della presentazione della domanda. Non possono inoltre essere riconosciute le spese per impianti entrati in esercizio prima della costituzione della Comunità energetica.

Quanto finanzia il bando CER Marche

L’agevolazione consiste in un contributo in conto capitale a fondo perduto, concesso in regime “de minimis”, pari al 40% dell’investimento ammissibile.

Il contributo massimo riconoscibile a ciascuna CER è di 300.000 euro. Se il plafond “de minimis” del beneficiario risulta già parzialmente utilizzato, l’importo viene ridotto in misura corrispondente.

L’aiuto non può essere cumulato, sulle stesse spese, con altre agevolazioni pubbliche. Fa eccezione la tariffa incentivante nazionale prevista dal decreto CER, nei limiti stabiliti dalla normativa sugli aiuti di Stato e dal regime “de minimis”. Resta sempre vietato il doppio finanziamento dello stesso costo.

Come e quando presentare la domanda

Le domande saranno valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione. Se le risorse non saranno sufficienti, i contributi verranno assegnati rispettando l’ordine di arrivo.

Ogni CER può presentare una sola domanda. In caso di più invii, viene presa in considerazione l’ultima domanda trasmessa. La procedura deve essere completata esclusivamente attraverso il sistema informativo SIGEF, mediante:

  1. compilazione dei dati richiesti;
  2. caricamento degli allegati;
  3. firma digitale del legale rappresentante o del procuratore;
  4. trasmissione al protocollo regionale PALEO.

La ricevuta di protocollazione certifica la data e l’ora di presentazione.

Lo sportello sarà aperto dalle ore 10:00 del 30 settembre 2026 alle ore 17:00 del 29 gennaio 2027.

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Approfondimenti

Per saperne di più, leggi i nostro focus:

  • Comunità energetiche: cosa sono e come funzionano
  • Incentivi CER 2026: la mappa completa delle agevolazioni alle Comunità Energetiche

Per accedere al contributo è fondamentale sviluppare un progetto tecnicamente ed economicamente sostenibile, dimensionando correttamente impianti, inverter e sistemi di accumulo e stimando produzione, autoconsumo e redditività dell’investimento.

Prova gratis il software fotovoltaico per progettare in ambiente 3D/BIM impianti fotovoltaici su coperture, pensiline o a terra, valutare irraggiamento e ombreggiamenti, configurare i sistemi di accumulo, generare automaticamente lo schema elettrico unifilare, effettuare l’analisi economica, comprese le valutazioni per le Comunità energetiche rinnovabili, e produrre relazioni, elaborati grafici e documentazione tecnica aggiornati automaticamente a ogni modifica del progetto.

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